Francesco Verderami, Corriere della Sera 3/2/2007, 3 febbraio 2007
«Parisi [...] avendo visto il sistema dall’interno lo considera ormai «decotto», «incapace di auto-riformarsi», «avvitato su se stesso» e «aggredito dal morbo del proporzionalismo»
«Parisi [...] avendo visto il sistema dall’interno lo considera ormai «decotto», «incapace di auto-riformarsi», «avvitato su se stesso» e «aggredito dal morbo del proporzionalismo». A ciò si aggiunge un’analisi poco ottimistica sul futuro Partito democratico, perché teme che si sia «indebolita la sua iniziale spinta propulsiva». E siccome è scettico sulla possibilità che in Parlamento si arrivi a un’intesa sulla riforma della legge elettorale, è convinto che il referendum possa servire come «una scossa», tanto al sistema quanto al Pd. Altrimenti c’è il rischio del riflusso, della crisi del bipolarismo, del «ritorno a ciò che è stato». Ne vede le avvisaglie, Parisi, e più dei dibattiti su governi di larghe intese, lo preoccupano certi dettagli: «Quando vedo che si studiano nuove leggi su ulteriori finanziamenti pubblici ai partiti, e quando sento parlare di accordi tra il tesoriere dei Ds, Ugo Sposetti, e l’ex ministro Giulio Tremonti, mi vengono i brividi».