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 2007  febbraio 01 Giovedì calendario

MELLONI Alfredo

MELLONI Alfredo Agnone (Isernia) 18 marzo 1983. Tecnico Telecom arrestato il 31 gennaio 2007 con l’accusa di «accesso abusivo di sistema informatico e telematico» • «Nella rete era conosciuto come “Goodboy”. Eppure Alfredo Melloni è tutt’altro che un bravo ragazzo. A soli 23 anni si è già conquistato la fama di “hacker” e il rispetto unanime dei forum online dove i pirati informatici fanno sfoggio di incursioni e abbordaggi telematici. Appena diciottenne, guidò una squadra di quattro giovanissimi maghi del computer all’assalto di un centinaio di siti Internet, scegliendoli tra quelli più noti o anche solo tra i meglio protetti: dalla Fao al Senato, da Rai a Mediaset, dal Cnr all’Enea fino a violare, in omaggio al film War Games, le home page di Pentagono e Nasa. Venne scoperto, e mandato a processo. Ai giudici spiegò di aver agito per puro spirito goliardico: “Era uno scherzo”. Dal processo uscì patteggiando la pena a un anno e sei mesi di reclusione. Promise di non farlo più. Ma già allora il colonnello Umberto Rapetto, capo della divisione reati informatici della Guardia di Finanza, lo inserì ai primissimi posti “della hit parade degli hacker informatici”. Il talento di “Goodboy” non sfuggì neppure a Fabio Ghioni, autorità nel campo della cibernetica oltre che capo della sicurezza informatica Telecom. Melloni lasciò così Agnone, paesone in provincia di Isernia sperduto tra gli Appennini, per entrare nel Tiger Team, un gruppo di esperti informatici creato per sondare con test e finte intrusioni i sistemi di protezione e il livello complessivo di sicurezza della società telefonica. Dalle indagini della Procura milanese traspare però una realtà ben diversa. Col passare del tempo, la squadra avrebbe assunto un ruolo tutt’altro che difensivo, con attacchi informatici contro concorrenti, manager e giornalisti lanciati per carpire segreti e rubare informazioni riservate. Il ruolo di Melloni era di secondo piano, “un esecutore”. Ma il 4 novembre del 2004, nell’ufficio milanese del manager Telecom da cui è partito l’assalto alla Rcs, il “timone”, ovvero il pc, sarebbe stato affidato proprio a lui, a “Goodboy”, che in poco meno di mezz’ora sarebbe riuscito a svuotare l’intero archivio di Colao» (Antonio Castaldo, “Corriere della Sera” 1/2/2007).