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 2007  gennaio 31 Mercoledì calendario

Riccardo Bettini, di anni 61 e la moglie Anna Cangiulli, di 46. Fiorentino lui, originaria di Taranto lei, abitavano col figlio Lapo di sedici anni in piccolo appartamento ricavato da un’antica torre a due passi dal Ponte Vecchio

Riccardo Bettini, di anni 61 e la moglie Anna Cangiulli, di 46. Fiorentino lui, originaria di Taranto lei, abitavano col figlio Lapo di sedici anni in piccolo appartamento ricavato da un’antica torre a due passi dal Ponte Vecchio. Bettini, dopo aver lasciato il lavoro di fotografo di moda, aveva aperto un ristorante etnico che ben presto era fallito. I debiti si accumulavano, lui dopo un’intervento chirurgico non più tornato in forma e la moglie di quindici anni più giovane, per sostenere la famiglia, s’era trovata un impiego da colf. I coniugi in realtà vivevano separati in casa, il matrimonio era naufragato da tempo ma i due erano rimasti insieme per la battaglia contro la leucemia della figlioletta Nuri che dopo due anni di sofferenze se ne andò lo scorso aprile a dodici anni. Bettini, che già diceva a tutti di voler morire, qualche settimana fa perse pure il cugino, spappolato con moglie e figli in un terribile incidente sull’A11. Martedì mattina verso l’alba, in pugno una Browning calibro 7.65 della prima guerra mondiale, raggiunse in punta di piedi la moglie che dormiva in salotto, premette il grilletto che però s’inceppò, la donna prese a urlare e lui la ziti a colpi di mannaia. Il figlio si precipitò in aiuto della mamma, Bettini di nuovo premette il grilletto, stavolta quattro volte di fila, e quattro proiettili raggiunsero il ragazzo all’addome e al braccio. Convinto a torto che anche Lapo fosse morto, il fotografo aprì la bocca e si sparò l’ultimo colpo. Nel testamento di due pagine scritto a mano, talvolta sconclusionato, racconta pure di tizio che doveva dargli soldi per alcune opere d’arte e che invece l’aveva truffato. Martedì 29 gennaio in Borgo San Jacopo a Firenze, in un piccolo appartamento a due passi dal Ponte Vecchio.