giornali, 31 gennaio 2007
Enis Licina, di anni 27. Sloveno, operaio in una ditta tessile di Buscate, viveva in un piccolo appartamento della periferia milanese col fratello, la madre e il padre Munir
Enis Licina, di anni 27. Sloveno, operaio in una ditta tessile di Buscate, viveva in un piccolo appartamento della periferia milanese col fratello, la madre e il padre Munir. Costui, 53 anni, autista di camion, appena uscito di galera dov’era finito per spaccio di droga, sabato scorso andò al bar a ubriacarsi con gli amici. Al rientro in casa volle smaltir la sbornia attaccando briga col figlio Enis che a suo giudizio non gli portava rispetto, ”lo so che in paese vai parlando male di me”. L’altro gli rispose ”non vali niente, sei solo capace di bere”, i due si saltarono addosso, gli altri familiari si misero in mezzo per separarli, d’un tratto il Munir smise di tirar cazzotti, andò in cucina, afferrò un coltellaccio di 28 centimetri con la lama di 16 e lo infilò dritto nella schiena del figlio. Tardo pomeriggio di sabato 27 gennaio al sesto piano di in un modesto appartamento in via Cavallotti 13 a Buscate, periferia di Milano.