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 2007  gennaio 31 Mercoledì calendario

Libero 31 gennaio 2007. Il governo liberalizzatore sta dando vita a un pasticcio di prima classe, denominato fondo italiano per le infrastrutture pubbliche, F2I, con due miliardi di euro di dote iniziale, e l’obbiettivo di arrivare a dieci

Libero 31 gennaio 2007. Il governo liberalizzatore sta dando vita a un pasticcio di prima classe, denominato fondo italiano per le infrastrutture pubbliche, F2I, con due miliardi di euro di dote iniziale, e l’obbiettivo di arrivare a dieci. Si tratta di un pasticcio di lepre e di cavallo, con mezza lepre e mezzo cavallo, dove la lepre la carne ghiotta, è lo Stato, in minoranza e il cavallo, la carne grossa, le banche e le loro fondazioni sono in maggioranza. Infatti la statale Cassa depositi e prestiti, nella società di gestione di F2I avrà solo il 15%, mentre le due grandi banche Intesa San Paolo e Unicredito avranno ciascuna una quota del 10, cui si aggiungerà la Fondazione Cariplo notoriamente controllata dalla sinistra cattolica, con un altro 5,7. E per completare i colori dell’arcobaleno politico del centrosinistra, non poteva mancare col 5,7 il Monte dei Paschi, che è rosso Ds. Ci sono poi altre sei fondazioni bancarie con un altro 11,4 per cento. Questo assieme di banche e di Fondazioni (che dovrebbero occuparsi di beneficenza e cultura, ma esercitano poteri finanziari) nel complesso controlla oltre il 50% del capitale della società che gestisce F2I. Sono la parte ”cavallo” del pasticcio, mentre la Cassa Depositi e Prestiti con il suo 15 per cento è la parte ”lepre”, quella che dà sapore al tutto, in quanto rappresenta lo Stato nella sua personalità più interessante, quella della Cassa titolare dei risparmi postali, che sono depositati in questo istituto pubblico. Di solito dovrebbe prestare denaro agli enti locali, mediante apposite garanzie. Ma adesso questo denaro pubblico va nel pasticcio culinario in cui la parte maggiore è costituita dalle banche amiche. Si dirà che la parola ”amiche” è un termine improprio. Ma l’amministratore delegato della Cassa Depositi e Prestiti, il dottor Jozzo, egregio banchiere, era fino a tre mesi fa, ad del Sanpaolo Imi, che ora fa parte di Intesa Sanpaolo. Il cuoco. Il cuoco di questo pasticcio mezzo lepre e mezzo cavallo, vale a dire l’ad della società di gestione del fondo F21 è (guarda chi si rivede) il dottor Vito Gamberale, sino alla primavera 2006 ad di Autostrade, controllata dalla famiglia Benetton, che cercò di fare una fusione con la società spagnola Abertis. Gamberale si dimise, dichiarando che la fusione non si doveva fare. Il ministro Di Pietro l’ha bloccata prima con argomenti di diritto amministrativo, poi con una legge che consente al Ministero di annullare retroattivamente le concessioni autostradali. E ora sono in corso due procedure d’infrazione all’Italia del Commissario per il mercato interno dell’Unione europea Mc Crevy e di quello per la concorrenza Kroes. Può darsi che Di Pietro abbia ragione. Ma il fatto che il fondo F2I abbia per scopo il finanziamento delle autostrade e che lo chef del pasticcio sia Gamberale, che prima gestiva Autostrade, non contribuisce a togliere dalla cucina un odore di bruciaticcio. Quante coincidenze! L’onorevole Bondi di Forza Italia, che ha presentato una interrogazione su F2I, rileva che il suo programma, esposto a Milano dall’ad della Cassa Depositi e Prestiti, alla presenza del ministro dell’Economia Padoa-Schioppa e del presidente della Fondazione Cariplo, l’avvocato Guzzetti somiglia a quello del piano del dottor Rovati, consulente di palazzo Chigi: una ”rete delle reti” in cui dovevano confluire la rete telefonica di Telecom Italia, la quota Cassa Depositi e Presti del 29,9 per cento di Terna proprietaria della rete elettrica italiana e la rete Snam, dell’Eni. Senza regole. L’economista Francesco Giavazzi ha giustamente osservato sul Corriere della Sera che se lo Stato vuole privatizzare i suoi beni, che valgono molti miliardi, lo deve fare mediante una gara, non con una dazione senza gara a F2I. Il contribuente italiano sta pagando le nuove aliquote Irpef sulle buste paga di gennaio, fra poco riceverà anche le addizionali locali e sono in vista gli aumenti dell’Ici e delle imposte sulle rendite finanziarie. Il ministro Padoa-Schioppa ha dichiarato ”guerra alle rendite”. Ma poi è andato a Milano a sponsorizzare l’F2I, che, in fatto di rendite, pare il non plus ultra. Nell’economia di mercato le rendite mobiliari e immobiliari sono un fatto normale, che non va criminalizzato. E i fondi di investimento sono, perciò, normali strumenti di mercato, utili nel finanziamento degli investimenti. Purché il tutto si attui colle regole di mercato, in trasparenza, con gare, senza pasticci mezzo lepre e mezzo cavallo in cui il contribuente paga il conto del banchetto, in cui altri s’assidono. Francesco Forte