Luigi Grassia, La Stampa 31/1/2007, 31 gennaio 2007
LUIGI GRASSIA
TORINO
L’Alitalia ha una flotta vecchia, secondo quanto abitualmente si dice e si scrive? La compagnia lo nega, almeno per quanto riguarda i velivoli a lungo raggio (cioè i ventinove B-777, B-767 e Md-11) che vantano un’età media di 7 anni a metà 2006; se si considerano tutti e 185 gli aerei operativi si sale a 11,1 anni. I settantacinque Md-80 sono vecchi davvero (fra i 15 e i 20 anni, o persino 25), tuttavia Alitalia segnala che sono sicurissimi, addirittura «ai vertici delle statistiche» per questa voce.
Uno dei massimi esperti italiani di aviazione, Gregory Alegi di DedaloNews.it (docente presso l’Accademia aeronautica), giudica che «a parte il caso degli Md-80 la flotta Alitalia non è vecchissima»; aggiunge che per una compagnia in difficoltà finanziarie «può essere persino sensato tenersi un vecchio Md-80 anziché comprare un nuovo A-320, che consuma molto meno carburante ma deve ammortizzare l’acquisto della macchina», mentre l’aereo vecchio lo ha già ammortizzato. Tuttavia questo è un ragionamento che fila solo nel breve termine, e comunque la flotta Alitalia ha altri talloni di Achille, a cominciare dalla sua eterogeneità.
«Alitalia ha sette modelli diversi di aereo, più la famiglia degli Airbus - dice Alegi -. Questo è un problema, perché significa avere negli hangar tante linee di manutenzione, tanti ricambi diversi, tanto personale specializzato in cose diverse, e tanti piloti che non possono passare da un aereo all’altro se non cumulando tante abilitazioni specifiche, che sono costose». Invece le altre compagnie tendono ad avere un solo tipo di aereo, con versioni un po’ più lunghe o più corte, con più o meno passeggeri, così da ridurre le spese.
Un’altra debolezza della flotta Alitalia è che sono pochi gli aerei a lungo raggio. «I voli intercontinentali rendono di più in proporzione - dice l’esperto - perché hanno la più alta quota di passeggeri business e di prima classe. Inoltre sulle lunghe distanze si opera in un regime di quasi monopolio, senza la concorrenza delle low cost e con permessi di collegamento che Paese per Paese vengono concessi (in genere) a una sola compagnia italiana, cioè Alitalia». Però per poterne approfittare bisogna avere un numero adeguato di aerei, mentre «i 24 jet passeggeri a lungo raggio di Alitalia sono pochi». E perché sono pochi? «Perché costano molti cari e sono investimenti che una compagnia in difficoltà finanziarie non riesce a fare». Ma così il gatto si morde la coda perché si perdono occasioni di guadagno e allora Alitalia ha sempre meno soldi da investire. Urge un’iniezione di denaro fresco ( da spendere bene).
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