Stefano Lepri, La Stampa 31/1/2007, 31 gennaio 2007
La manovra di bilancio 2008 potrà essere più leggera, inferiore agli 8 miliardi di euro messi in conto fin qui
La manovra di bilancio 2008 potrà essere più leggera, inferiore agli 8 miliardi di euro messi in conto fin qui. Le entrate fiscali 2006 hanno oltrepassato di 3,4 miliardi le ultime previsioni, con un surplus che potrebbe conservarsi negli anni successivi, fa sapere il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco. La crescita economica 2006 ha raggiunto l’1,7-1,8% e anche nel 2007 si potrebbe far meglio dell’1,3% ora previsto, dichiara a Bruxelles il ministro Tommaso Padoa-Schioppa. Così, contenere il deficit l’anno prossimo potrebbe risultare meno difficile. Ma Visco è cauto. Esibisce soddisfatto l’analisi delle entrate 2006, appena sfornata dai suoi uffici, secondo la quale i contribuenti nel 2006 si sono comportati meglio, hanno versato spontaneamente parecchi miliardi di tasse in più. Nello stesso tempo ha timore che la coalizione di governo rinunci a controllare le spese e scarichi su di lui l’onere, e l’impopolarità, di nuove torchiature tributarie: «Non ci sono soldi da spendere - avverte - e sarebbe pericoloso pensare che, dato che il gettito va bene, ci mettiamo a dare soldi in giro». Ministro e viceministro sono concordi: se il gettito in più sarà confermato nei prossimi mesi, manovra leggera nel 2008 e riduzione delle tasse nel 2009. «Non ritengo che la pressione fiscale debba crescere ancora - insiste Visco - anzi sarebbe opportuno appena possibile ridurre un po’ le imposte». Non a ridurre le spese, però certo nemmeno ad aumentarle, dovrà servire la riforma delle pensioni: per la quale, Padoa-Schioppa assicura, «il governo non è in ritardo» e intende concludere entro il 31 marzo, la data concordata con i sindacati. I dati di Visco vogliono chiarire i perché dell’eccezionale gettito fiscale 2006. Il centro-destra ne rivendica il merito ai provvedimenti del governo Berlusconi. La previsione lasciata in aprile dal governo Berlusconi era di 376 miliardi di euro. Il governo Prodi la elevò a 385,2 miliardi nel Dpef di luglio, poi a 394 in settembre. Il consuntivo 2006 mostra un incasso di 397,4 miliardi, ossia 21,4 oltre la previsione iniziale, e 37,1 in più rispetto al 2005. Di questi 37,1 miliardi, l’analisi governativa ne attribuisce 22,4 a fattori indipendenti dalle scelte del governo Prodi, e 14,7 a ciò che il governo Prodi ha fatto. Vengono scomposti così i 37,1 miliardi in più di gettito 2006 rispetto al 2005: 1) 9,3 per la crescita del prodotto lordo, di cui 0,5-0,7 a causa del superamento delle previsioni del governo precedente; 2) 8,1 miliardi ai provvedimenti una tantum del governo Berlusconi, il cui gettito è stato superiore a quanto prima stimato, e ad altri fattori eccezionali; 3) 5 di incrementi duraturi delle tasse contenuti nella finanziaria 2006; 4) 14,7 miliardi non spiegabili con questi motivi. All’interno dei 14,7 miliardi di cui il governo Prodi si attribuisce il merito, 1,1 provengono da incrementi tributari veri e propri contenuti nel decreto Visco di luglio. Nelle stesso provvedimento, vi erano norme anti-evasione il cui gettito era stimato in 2,4 miliardi. Restano circa 11 miliardi che fanno pensare a «un aumento spontaneo della tax compliance» (ossia della correttezza dei contribuenti verso il fisco). Per l’appunto l’Iva sugli scambi interni (dove è maggiore l’evasione) presenta una dinamica robusta «a partire dal secondo trimestre». E il confronto con gli altri Paesi? Incrementi a sorpresa del gettito ci sono stati anche in Spagna e in Germania, ma in misura molto inferiore. Visco si spinge a prevedere che il dato finale sul deficit 2006 risulterà inferiore al 3% del Pil, al netto di Iva sulle auto e Tav. Il commissario europeo agli Affari monetari Joaquìn Almunia ribatte che stando alle regole nel 2006 il 3 per cento è stato oltrepassato; ma si spinge a prevedere che la procedura per deficit eccessivo contro l’Italia sarà chiusa nel maggio del 2008. Stampa Articolo