Antonio Cianciullo, la Repubblica 31/1/2007, 31 gennaio 2007
ANTONI0 CIANCIULLO
ROMA - Chicchi di grandine delle dimensioni di un uovo, fulmini sempre più frequenti, nuvole che si allungano per chilometri verso l´alto. E´ il cielo del clima mutante, un calderone in cui ribolle un´energia in continua crescita. Mentre l´Ipcc, la task force degli scienziati Onu, si appresta a rendere pubblico un rapporto sui cambiamenti climatici già anticipato fin nei dettagli, diventa più chiaro il panorama della nuova atmosfera.
Molti segnali confermano la tendenza all´esasperazione dei fenomeni estremi. «Il record si è registrato negli Stati Uniti con un chicco di grandine che superava i due chili», ricorda Michele Colacino, dirigente dell´Istituto di scienze dell´atmosfera e del clima del Cnr. «E l´aumento delle grandinate è diventato un fenomeno visibile, di cui tutti si stanno accorgendo. La ragione è la stessa che porta a una crescita del numero dei fulmini. Tutto dipende dalla nubi a sviluppo verticale, quelle che vanno da 150 metri fino a 10 chilometri di altezza: sono l´incubatrice dei cicloni extra tropicali come Kirill, che ha colpito il Centro Europa pochi giorni fa».
Questo tipo di nubi cresce per due ragioni. La prima è determinata dal riscaldamento globale: il vapor acqueo aumenta e si satura creando la premessa per la nascita di nuove nuvole. La grande disponibilità dei cosiddetti nuclei condensanti, particelle che possono essere naturali come la sabbia o prodotte dall´uomo come gli inquinanti urbani, chiude il processo. La seconda causa dello sviluppo dei sistemi di nuvole verticali è invece legata alla dinamica delle tensioni in gioco: l´atmosfera è dominata dallo squilibrio tra regioni sempre più piovose e aree sempre più aride. Questa disomogeneità esaspera lo scontro delle masse di aria calda e di aria fredda, facendo sì che gli strati più leggeri dell´atmosfera salgano sempre più in alto. L´assieme di questi due elementi fa sì che si sviluppino le nuvole verticali. Per le altre invece il futuro resta incerto. Se aumentassero quelle ad alta quota, che hanno un effetto riflettente e respingono l´energia solare in entrata, si potrebbe contare su un palliativo capace di attenuare la crescita della temperatura. Ma se dovessero prevalere quella a bassa quota, che intrappolano il calore, scatterebbe l´ennesimo moltiplicatore dell´effetto serra.
Tutto questo è approdato ieri al Senato americano, dove decine di rappresentanti si sono riuniti per accordarsi su nuove misure per ridurre i gas serra. In prima fila Hillary Clinton e Barck Obama per i democratici, con un alleato a sorpresa, il repubblicano McCain. A rafforzare la misura è la denuncia esposta ieri al Congresso da un gruppo di scienziati: l´amministrazione Bush avrebbe esercitato pressioni su almeno 150 studiosi del clima perché censurassero ai testi l´espressione "riscaldamento globale". Un´interferenza politica "commissionata", secondo il Comitato del Congresso, dall´industria petrolifera americana.