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 2007  gennaio 31 Mercoledì calendario

LUCA IEZZI

ROMA - Passa a Palazzo Chigi la "grana" sugli acquedotti. Il braccio di ferro tra il ministro degli Affari Regionali, Linda Lanzillotta, e la sinistra radicale, che sta bloccando in Senato il disegno di legge per la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, dovrà essere risolto in una prossima riunione chiesta dalla Lanzillotta al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta. L´obiettivo è inserire nel codice ambientale in preparazione a Palazzo Chigi una norma che blocchi la privatizzazione degli acquedotti. Anzi, come hanno fatto notare diverse volte esponenti dei Verdi e di Rifondazione comunista, l´impegno nel programma di coalizione è di procedere alla progressiva ripubblicizzazione delle risorse idriche già affidate ai privati.
Solo una settimana fa sembrava che si fosse trovato un accordo tra il ministro e capigruppo della maggioranza al Senato, invece l´assenza di una norma sulle risorse idriche nel nuovo testo ha riportato in alto il rischio di una bocciatura alla commissione Affari Costituzionali al Senato dove è in esame.
La soluzione del codice ambientale potrebbe non bastare a ricompattare la maggioranza: la diffidenza da parte dei contestatori è tanta: «Ci viene promesso d´intervenire con un provvedimento successivo - incalza il Verde Luigi Bonelli – ma non c´è motivo di aspettare, anche perché la moratoria sui servizi idrici è un preciso impegno di programma. Il ddl può essere emendato anche subito o quando passerà alla Camera».
Ci sono anche movimenti, come i comitati della campagna nazionale Acqua Bene Comune, che vorrebbero un provvedimento urgente, anzi ne interpretano l´assenza come «l´avvallo alle forzature in atto in molti territori e una vera e propria istigazione ad accelerare nei processi di privatizzazione in corso come l´aggiudicazione della gara di Palermo e il commissariamento di Agrigento».
Sarà necessario un chiarimento politico perché oltre all´istanza della sinistra radicale sulla necessità di procedere con cautela nella liberalizzazione dei servizi pubblici locali, rimane la volontà del governo di aprire il mercato anche in questo settore. Con l´approvazione del pacchetto gli enti locali dovranno decidere quali servizi erogare utilizzando personale e procedure della pubblica amministrazione e quali affidare al mercato. In quel caso la gara dovrà essere aperta a qualunque soggetto, senza poter più prevedere regimi di favore per le società "municipalizzate". Motivo in più, agli occhi del governo, per sganciare le problematiche dell´acqua dalle liberalizzazioni. Domani saranno ascoltati in audizione, sindacati e associazioni dei consumatori, mentre l´8 febbraio toccherà all´Antitrust.