Giorgio Boatti, La Stampa 30/1/2007, 30 gennaio 2007
I concorrenti del programma di quiz Distraction, già abituati a buttarsi torte in faccia, rotolarsi nel fango, sedersi sui cactus eccetera, qualche sera fa sono stati sottoposti a una prova che ha fatto gridare allo scandalo: Enrico Papi ha preteso che i tre partecipanti, tutti maschi, facessero la pipì dentro altrettanti water posizionati in cabine simili a quelle che in altri tempi videro cimentarsi i campioni del Rischiatutto: i ragazzi, girati di spalle, dovevano centrare la tazza
I concorrenti del programma di quiz Distraction, già abituati a buttarsi torte in faccia, rotolarsi nel fango, sedersi sui cactus eccetera, qualche sera fa sono stati sottoposti a una prova che ha fatto gridare allo scandalo: Enrico Papi ha preteso che i tre partecipanti, tutti maschi, facessero la pipì dentro altrettanti water posizionati in cabine simili a quelle che in altri tempi videro cimentarsi i campioni del Rischiatutto: i ragazzi, girati di spalle, dovevano centrare la tazza. Si aggiudicava il diritto di rispondere alla domanda quello che la faceva più lunga, a lungo e mirata. Per mingere in tal modo davanti alle telecamere, al pubblico in studio e a quello da casa, i giovanotti erano stati ingozzati d’acqua. A chi gli chiede se questa trovata non gli sia sembrata un poco eccessiva, Papi replica così: «Il trash ha tutta la dignità di un genere. Trash è una chiave di lettura della tv, il trash sta alla tv come l’avanspettacolo sta al teatro. Nella Pupa e il secchione mi sono ispirato alla commedia sexy Anni 70; in Distraction mi ispiro alle comiche. E’ come un cartone animato». Gli ascolti della serata? Niente di che: 2 milioni 765 mila spettatori. La metà, per dire, di quello che sulla stessa rete fa il Dottor House, anche se non si vede mai mentre va al gabinetto. Papi ribadisce che la sua non è volgarità. Se altre trasmissioni riprendessero la scena della pipì, quella sì lo sarebbe: «Volgarità è togliere un’azione dal suo contesto per cercare ascolti a spese altrui».