Corriere della Sera 30/1/2007, 30 gennaio 2007
Le visioni da sogno descritte da Dante nella Divina Commedia dipenderebbero dal fatto che il poeta fumava cannabis
Le visioni da sogno descritte da Dante nella Divina Commedia dipenderebbero dal fatto che il poeta fumava cannabis. Lo scrive Barbara Reynolds, 93 anni, italianista anglosassone assai rispettata, in un libro dal titolo «Dante: The Poet, the Political Thinker, the Man». Cinquecento pagine per 53 capitoli più un epilogo, il volume propone idee nuove definite dalla stessa autrice «radicali e discutibili». D’altra parte, ricorda Reynolds, ogni fatto che riguarda Dante è stato discusso. A cominciare da Beatrice: l’opinione prevalente è che fosse la figlia di Folco Portinari, abbia sposato Simone Bardi e sia morta a 24 anni. Ma c’è anche chi ritiene che sia soltanto un frutto dell’immaginazione di Dante. discusso persino il numero dei figli: tre, cinque, sette... Il nuovo libro è una miniera di notizie sulla vita del poeta. Ci sono gli studi sul suo scheletro che indicano un’altezza fra 1 metro e 64 e 1 e 65 e quelli sulla sua scatola cranica che dicono che il suo cervello pesava 1.470 grammi (quindi superiore alla media). La Reynolds racconta le sue attività atletiche, le amicizie «volgari» che ebbe in gioventù, gli scambi di sonetti «sessualmente insultanti» con Forese Donati, cugino di sua moglie. E poi dice che Dante, giovanissimo, si associò un gruppo di poeti che conoscevano erbe come la Cannabis sativa. E infatti nel primo canto del Paradiso Dante, nell’ascendere al Cielo, si paragona a Glauco che nutrendosi d’un’erba s’era trasformato in divinità marina.