Paolo Berizzi per ཿla Repubblica ཿ Milano, 27/1/2007, 27 gennaio 2007
Lazara de Morais Souza detta Lara, 39 anni, brasiliana, un passato di festini a base di coca e sesso con clienti vip che la coprivano di soldi e regali, una condanna a 4 anni e 6 mesi per sfruttamento della prostituzione e spaccio di droga (è libera in attesa del processo d’appello), ha scritto un libro dal titolo "Il mio nome è Lara" in cui racconta della sua relazione con Ronaldo, «una storia d’amore con alti e bassi durata cinque o sei mesi»: «Era il ’97
Lazara de Morais Souza detta Lara, 39 anni, brasiliana, un passato di festini a base di coca e sesso con clienti vip che la coprivano di soldi e regali, una condanna a 4 anni e 6 mesi per sfruttamento della prostituzione e spaccio di droga (è libera in attesa del processo d’appello), ha scritto un libro dal titolo "Il mio nome è Lara" in cui racconta della sua relazione con Ronaldo, «una storia d’amore con alti e bassi durata cinque o sei mesi»: «Era il ’97. Lui era appena arrivato in Italia. Era una persona carina, simpatica, gli piaceva divertirsi. Cene, feste, serate, le cose che si fanno quando si è giovani, ricchi e famosi. Stavamo a casa mia, o nel suo attico, in zona San Siro. Una casa bellissima». Della prestazioni sessuali di lui non conserva un «ricordo eccezionale»: «A letto non è un fenomeno come in campo. Troppo muscolare, e poco cerebrale». Rammenta invece la sua passione smodata per il cibo: «All’epoca era una buona forchetta. Adora la carne rossa, ne mangia in grosse quantità. E poi è golosissimo di cioccolato, in particolare le tavolette di Kit Kat. Glielo dicevo sempre che la sua era un’alimentazione disordinata. Non da atleta». Durante la love-story lei rimase incinta del calciatore: «Alcune amiche mi dissero che ero pazza a gettare al vento il business più grande della mia vita. Un figlio con Ronaldo. Ma io non faccio figli per soldi. E così restai sola nella difficile decisione di non far nascere quel bimbo». A suo dire, non ricorda l’ultima volta che ha visto l’ex: «Davvero. So che l’anno scorso è venuto a Milano per la festa di Dida, me l’hanno detto amici comuni, ma io non sono andata». I due si sono lasciati male: «Lui pensa che io l’abbia coinvolto nella mia vicenda giudiziaria. Ma non è così. Anzi, ho sempre cercato di proteggerlo». Spera di rivederlo e intanto gli augura di tornare forte come dieci anni fa: «Se vuole, ce la può fare. Anche con la maglia del Milan». Sebbene faccia il tifo per l’Inter, Lara non si si sente affatto tradita: «Ronaldo non è un traditore. Fa solo il suo interesse. Come tutti».