Varie, 30 gennaio 2007
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Dercourt Denis
• Parigi (Francia) 1° ottobre 1964. Regista • «[...] regista-fenomeno dell’ultimo cinema francese [...] il suo film La voltapagine ha sbancato i botteghini in patria ed è stato venduto in tutto il mondo (gli americani ne progettano addirittura il remake) [...] Thriller psicologico, storia di una vendetta, confronto tra due donne all’insegna di ambiguità, attrazione e manipolazione, apologo sullo scontro sociale e una sceneggiatura tesa, scandita come una partitura musicale: non a caso La voltapagine, già applaudito al Noir in festival di Courmayeur dov’è stata premiata la protagonista Catherine Frot (il film sta per uscire nelle nostre sale con Mikado) è ambientato nel mondo dei concerti dal quale proviene lo stesso Dercourt, che è non solo cineasta ma anche violista e professore al conservatorio di Strasburgo. Da una parte c’è una celebre pianista (la Frot), altoborghese e insicura; dall’altra la giovane figlia di un macellaio (Deborah François) che da bambina fu respinta al conservatorio e oggi si ritrova in casa dell’antica esaminatrice a farle da voltapagine, assistente, confidente e forse qualcosa di più. Architettando la vendetta... ”Qualcuno ha scritto che mi sono ispirato a Hitchcock, ma dei suoi film ho visto solo Rebecca e ho fatto mia l’attenzione ai dettagli: in quel capolavoro, nulla è lasciato al caso”, spiega Dercourt. [...] quattro figli e cinque film all’attivo, sguardo dolce e limpidissimo, il regista continua a dividersi tra la sua casa di Saint Malo, in Bretagna, e Strasburgo. [...] ”I miei film, come gli spartiti, obbediscono a un codice: alternano tensione a distensione. Per gli allievi del conservatorio, ragazzi di quindici nazionalità diverse, io insegno come un regista. Sul set, tutti dicono che mi comporto come un direttore d’orchestra [...] la crudeltà al cinema va benissimo soprattutto quando si parla di vendetta. Lo sa bene il pubblico del mio film, che s’identifica alternativamente nella pianista e nella ragazza. Chi è la buona, chi la cattiva? La differenza tra le due donne non è così netta... [...]”» (Gloria Satta, ”Il Messaggero” 29/1/2007).