Antonella Baccaro, Corriere della Sera 30/1/2007, 30 gennaio 2007
ROMA – Ci sono le conferme: AirOne, il fondo M&C di Carlo De Benedetti e l’americano Texas Pacific
ROMA – Ci sono le conferme: AirOne, il fondo M&C di Carlo De Benedetti e l’americano Texas Pacific. E le sorprese, come Unicredit Banca Mobiliare. I megafondi, MatlinPatterson e Terra Firma e poi, a sorpresa, i piloti del sindacato Up. Un’azienda di porcellana e Paolo Alazraki, convinto più che mai di farcela. E poi un sognatore, Fabio Scaccia, professore ciociaro senza soldi ma con tante idee. Grandi assenti, per ora, Air France e Lufthansa. Scomparse dalla scena, la cordata veneta e la Meridiana dell’Aga Khan. Sono 11 le manifestazioni d’interesse arrivate ieri al Tesoro per l’acquisto del 30,1% di Alitalia, entro il termine delle 18. Certo, di più di quelle che ci si aspettava, ma ancora troppo frammentate per suggerire ipotetiche aggregazioni. Tra i primi a uscire allo scoperto, Management& Capitali. Il fondo, cui partecipano anche gli imprenditori Diego della Valle e Nerio Alessandri, si presenta insieme con Alcide Leali, ex «patron» di Air Dolomiti e con i fondi Goldman Sachs e Cerberus che, oltre a esserci come soci di M&C, aggiungono un apporto in proprio. Il comunicato specifica che la manifestazione d’interesse ha il fine di «ottenere maggiori elementi informativi per proseguire nella valutazione». Insomma non c’è niente di deciso. Nel frattempo Arnaldo Borghesi si è dimesso dal consiglio di sorveglianza del fondo, rimanendo però azionista. Motivazione: la sua società di consulenza potrebbe entrare in conflitto con M&C. Forse perché advisor di AirOne. Texas Pacific Group (Tpg) punta all’intera quota (49,9%) di partecipazione in Alitalia detenuta dal Tesoro e, qualora fosse ammessa alla fase successiva e volesse proseguire, inviterebbe «investitori e advisors italiani ed esteri in un consorzio ad hoc». Per ora c’è un consulente industriale: Seabury, società di consulenza americana specializzata nel settore aeronautico. Mentre Rothschild parrebbe volersi candidare al ruolo di consulente finanziario. AirOne c’è. Si candida attraverso la società Ap Holding che il 30 dicembre 2006 è passata da un capitale di 120 mila euro a uno di 300 milioni. Proprietario: Toto spa. Ma l’apporto finanziario sarebbe di Banca Intesa. A sorpresa è scesa in campo anche Unicredit che indiscrezioni della prima ora avevano dato a fianco di AirOne. La banca mobiliare ha precisato che per ora corre da sola ma non esclude in un secondo tempo di coinvolgere altri partner finanziari e/o industriali. Anche i fondi hanno fatto capolino attraverso MatlinPatterson che negli Usa è legato all’ omonima merchant bank che vanta fondi per 2,2 miliardi di dollari. E con Terra Firma, nato nel 2002 dal Principal Finance Group, divisione del gruppo bancario giapponese Nomura. Del tutto misteriosa appare la Benstar-Saturn, una società di investimento con sede alle isole Vergini. Tra gli imprenditori c’è Paolo Alazraki in corsa per almeno il 39% del capitale di Alitalia con soci tutti stranieri, sempre convinto che la più grande risorsa della compagnia siano i suoi dipendenti (oggi incontrerà di nuovo i sindacati). Ma c’è anche una new entry: Terenzio Servetti, titolare a Forlì di due imprese: la Porcellana Castello e la finanziaria Capper- No. Un colpo di scena lo hanno offerto anche i piloti dell’Up, con la consulenza di Net Present Value, capitanati da Massimo Notaro che dichiara: «In una fase grave come questa servono gesti straordinari». Il progetto prevede il sostegno economico da parte di Capitalia per circa 100 milioni, per arrivare a un successivo affiancamento da parte di un soggetto finanziario, presumibilmente un fondo di investimento. Porte aperte a tutti i sindacati e dipendenti. Ma il vero outsider del gruppo è Fabio Scaccia, professore di materie aereonautiche all’ istituto tecnico industriale di Ferentino (Frosinone): «Sono solo un cittadino indignato» dice, precisando che non ha i soldi per l’offerta e che la sua è una «provocazione». Air France non ha presentato nessuna manifestazione d’interesse «non sussistendone a oggi le condizioni». Tuttavia il gruppo Air France-Klm «intende continuare e sviluppare la partnership con Alitalia». La partita per il partner d’Oltralpe è appena cominciata. Assente la Lufthansa, se non come partner di AirOne. L’amministratore della compagnia, Wolfgang Mayrhuber, si è detto favorevole a una fusione tra i concorrenti europei per contrapporsi alle aggregazioni Usa e all’espansione araba. Nei prossimi giorni il Tesoro verificherà che le manifestazioni di interesse pervenute abbiano i requisiti per la fase successiva. «Per chiudere la gara di Alitalia ci vorranno ancora un paio di mesi» ha detto il ministro per lo Sviluppo, Pierluigi Bersani, reinserendo tra i requisiti il mantenimento dei livelli occupazionali. «I veri acquirenti di Alitalia non sono tra questi undici» ha chiosato il segretario della Filt-Cgil, Fabrizio Solari, chiedendo al governo lumi sull’operazione. «Sono ottimista – è stato il commento di Romano Prodi – perché abbiamo fatto un bando estremamente chiaro e trasparente. Interessamenti ci sono stati, spero siano trasformati in offerte concrete». Dall’Unione Europea intanto è arrivato il via libera alla privatizzazione a patto che avvenga secondo regole di mercato. Antonella Baccaro