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 2007  gennaio 30 Martedì calendario

Per Daria CARLOTTA MISMETTI CAPUA ROMA - La festa di San Valentino? Una leggenda metropolitana cominciata a raccontare agli inizi dell´Ottocento dagli scrittori evangelici che gettavano, tra un focolare e un precetto, le fondamenta dell´Inghilterra vittoriana

Per Daria CARLOTTA MISMETTI CAPUA ROMA - La festa di San Valentino? Una leggenda metropolitana cominciata a raccontare agli inizi dell´Ottocento dagli scrittori evangelici che gettavano, tra un focolare e un precetto, le fondamenta dell´Inghilterra vittoriana. Spiace deludere ma da noi, in Europa, la festa dell´amore è arrivata solo negli anni Sessanta: e guarda caso nel ”69 la Chiesa si affrettò a togliere il santo dal calendario ufficiale. Se guardate bene il 14 febbraio si festeggiano i santi Cirillo e Metodio, che andarono ad evangelizzare la Russia del nono secolo. Non che San Valentino non fosse esistito, solo che non fu il santo dell´amore. A sostenerlo è Francesco Pacifico che ha scritto "la prima vera storia" di San Valentino (per Fazi editore in libreria da domani) nella quale racconta che tutto è falso, tranne il marketing. Il libro ha un tono sarcastico ma documentato: «All´epoca di Valentino, nel III secolo, il matrimonio era ritenuto una cosa disdicevole, il fidanzamento un cascame. L´imperatore Claudio II emanò persino un editto per il quale si vietava il matrimonio ai giovani: gli uomini sposati erano pessimi soldati». E dunque come si può pensare che proprio in quegli anni si celebrasse "il santo degli innamorati", si chiede Pacifico. «Figurarsi, i cristiani dell´epoca consideravano un´ossessione pagana l´idea di riprodursi e mettere su famiglia» conclude. Storia o leggenda, San Valentino - nel senso della festa - è certamente utile a molti. Un esempio per tutti: se il mercato dei fiori vale quattro miliardi di euro l´anno, la metà di questi soldi i fiorai li intascano tutti in un giorno: il 14 febbraio. E proprio quel giorno un uomo su cinque compra un gioiello. Se a lanciarlo furono gli inglesi, a decretarne il successo in Occidente sono stati gli americani. Negli Stati Uniti la festa arriva intorno al 1845 e perde subito il santo, diventando il Valentine Day, giorno dei buoni sentimenti e non solo dell´amore. Un successo irresistibile, i giornali dell´epoca parlano di "epidemia" e "manìa collettiva". I bambini spedivano "Valentine" alle maestre, le riviste femminili spiegavano alle zitelle (le singles ancora non esistevano) come trovare marito con una cartolina, i mariti compravano cioccolatini alle mogli convinti di celebrare in qualche modo il Signore. Così facendo i severi pionieri del Nuovo Mondo trovarono una delle prime festività nazionali: Superbowl e giorno del Ringraziamento ancora erano di là da venire. Il secondo posto al mondo dove la festa ebbe successo fu il Giappone: l´avanguardia globalizzatrice fu un tale Taichiro Morinaga, imprenditore alimentare che introdusse nel 1914 le barrette di caramello, la penicillina, il caffé istantaneo e la festa di San Valentino. Pubblicizzò l´usanza della cioccolata, che le donne regalavano, e ancora regalano, sia al vero amore che ai propri colleghi in segno di rispetto. In cambio, un mese dopo, il 14 marzo, gli uomini cominciarono a regalare marshmallows e biancheria. Quanto ai governi dei paesi a maggioranza musulmana, sono impegnati da anni in una campagna contro San Valentino. Sia in Pakistan che in Malesia ancora lo scorso anno ci sono stati scontri intorno ai negozi di fiori tra acquirenti e fondamentalisti, mentre in Arabia Saudita le donne in cerca di cuori rossi sono sorvegliate dalla polizia.