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 2007  gennaio 30 Martedì calendario

MAURIZIO CROSETTI

TORINO - Il famoso cartello stava appeso a questi vecchi portoni, attorno al mercato di Porta Palazzo: "Non si affitta ai meridionali". Poi la ferocia degli anni Cinquanta si è trasferita. I meridionali di oggi sono gli stranieri, quelli schiacciati nelle soffitte o negli appartamenti microscopici pagati oro, gli africani, i cinesi, i romeni. Antonio Chiariglione fa di mestiere il padrone di casa. Lo fa da quarant´anni, e di Porta Palazzo conosce ogni fessura, ogni più piccola tana. Non è un santo, non è un mostro. Però è mostruoso lo scenario che racconta.
Signor Chariglione, perché gli affitti chiesti agli stranieri sono sempre i più alti?
«Perché lo straniero spacca tutto, e quando se ne va devi spendere un sacco di soldi per rimettere a posto. E poi gli italiani, qui, non ci vengono più».
 vero che a Porta Palazzo si pagano anche 400 euro al mese per un buco?
«Da me no. Io affitto a 80, 100 euro. Poi, se questi subaffittano a loro volta, non ci posso fare niente. Alle volte succede che gli africani affittino la mansarda ad altri dieci, quindici loro simili, e ognuno paga altri 150 euro. Però la figura dello sfruttatore la faccio io».
Non si può fermare la catena?
«Ho provato a denunciarli per subaffitto abusivo, ma nessun giudice convalida. Così non riesco a cacciarli di casa».
Come recluta gli inquilini?
«Cerco solo gente degna. Chiedo aiuto agli imam della moschea, contatto i capi bastone cinesi. Ma quando va male con un inquilino, te lo tieni. La legge non aiuta i proprietari».
Cosa succede dopo avere affittato la casa agli stranieri?
«Alcuni sono gente a posto, ma la maggior parte no. I musulmani non conoscono il letto, dormono per terra, cucinano sul pavimento, durante il Ramadan fanno un casino infernale tutta la notte. Preparano il cibo sulle piastrelle, come se fossero ancora dentro la tenda, nel deserto. E quando li mandi via, poi devi spendere. Questo è il mio capitale, questo è il mio lavoro che deve produrre reddito».
Lei si considera un razzista?
«No davvero: sono un realista. E poi gli stranieri non li giudico mica tutti uguali».
Ha preferenze?
«I romeni. Quelli lavorano e pagano l´affitto tutti i mesi. Poi ti dicono che occuperanno la casa in quattro e te ne ritrovi dieci, ma fa niente».
I peggiori?
«I nigeriani, tutti spacciatori. Invece i cinesi si fanno gli affari loro. Se vuoi andarci d´accordo, non devi ficcare il naso. Ma se per una ragione o per l´altra ti capita di aprire la loro porta di casa alle tre o alle quattro di notte, non ti devi spaventare quando vedi i bambini che lavorano come schiavi. I cinesi fanno tutti così, ventiquattro ore su ventiquattro. Mettono su delle officine negli appartamenti, ovviamente è lavoro nero, non c´è mai niente di regolare».
Quarant´anni fa era molto diverso?
«No, era la stessa cosa. I napuli, come noi chiamavamo quelli del sud, anche i calabresi e i siciliani, rompevano tutto e non sapevano stare al mondo. Erano da civilizzare. Però con una differenza: più o meno, quando parlavano li capivi. Invece con questi africani non c´è verso».
Qualcuno si sarà pure integrato.
« chiaro, ogni tanto c´è anche gente a posto, lavoratori onesti. Speriamo che tra una decina d´anni gli stranieri facciano i progressi che fecero gli immigrati italiani tanti anni fa. A Torino stanno nascendo bambini africani che parleranno solo italiano, meno male».
Lei oggi appenderebbe al portone un cartello che dicesse "si affitta solo ai meridionali"?
«Magari! Ma quelli non vengono più. Stanno troppo bene».