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 2007  gennaio 29 Lunedì calendario

Stampa Articolo 29 Gennaio 2007 Gli occhiali sono cambiati. Da strumento ottico sono diventati un oggetto di moda

Stampa Articolo 29 Gennaio 2007 Gli occhiali sono cambiati. Da strumento ottico sono diventati un oggetto di moda. A dire il vero è un’evoluzione iniziata da parecchio tempo, almeno da quando le griffe del settore ne hanno fatto un capo d’abbigliamento producendoli con il proprio marchio. Ma forse anche da prima. Sono apparsi occhiali in cui le stanghette stringono le tempie invece di appoggiarsi alle orecchie, ritorno alle origini medievali. Poi sono apparsi occhiali decorati con strass o brillantini di diversi colori. Una marca, Mood, ha messo in commercio occhiali colorati, in cui il cigliare (o frontale) e le aste sono prodotte mediante due lastre di acetato che inglobano uno strato di tessuto di seta: pezzi unici, diversi l’uno dall’altro. Alan Mikli, un altro produttore francese, vende occhiali numerati. I maggiori produttori sono italiani Un recente modello ha il cigliare dello spessore di tre centimetri, decorato da una scacchiera bianca e nera, motivo riprodotto anche nella parte interna delle aste. Da un paio di estati si sono però diffusi occhiali a mascherina con la lente polarizzata, che ricoprono parte del viso. Li ha messi sul mercato quattro anni fa Gucci, ma senza troppo successo. La scorsa estate li avevano tutti, o quasi, uomini e donne. Anche in questo caso la produzione diversifica aste e frontale decorandoli: la griffe o marchio diventa un elemento decorativo o strutturale (Dolce & Gabbana). I maggiori produttori industriali sono italiani, in particolare Luxottica, la più grande industria mondiale del settore. Qualcosa da ostentare, non da nascondere Del resto, l’invenzione degli occhiali è avvenuta in Italia. Come racconta Chiara Frugoni in Medioevo sul naso, nel 1304 durante una predica in Santa Maria Novella a Firenze, Giordano da Pisa ne annuncia la nascita tacendo però il nome dell’inventore. La Frugoni afferma che si tratta di un laico; li ha costruiti con vetro e ossa e ne ha conservato per un certo tempo il segreto. All’inizio la loro forma è a pince-nez; li usano soprattutto i religiosi per correggere la presbiopia; servono a leggere, ma anche a far di conto, ovvero a «fermare sul foglio debiti altrui e illeciti guadagni»: gli usurai. L’occhiale è il perfetto complemento per l’intellettuale. Oggi è invece un abito o un suo accessorio, qualcosa da ostentare, invece che da nascondere. Non ha più infatti la forma di una protesi spartana. Diventa una vera e propria maschera. E non se ne possiede uno solo, bensì tanti e diversi, da indossare a seconda dell’umore o del gusto, per dar forma alla propria identità. Servono non solo per nascondere, ma anche, e soprattutto, per mostrare. Stampa Articolo