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 2007  gennaio 29 Lunedì calendario

GENOVA

Erano a pochi metri l´uno dall´altro, all´ingresso dello studio televisivo de «La7», in attesa di partecipare alla trasmissione dove entrambi sono stati chiamati a raccontare il loro drammatico passato. Ma ancora una volta Mario Sossi si è rifiutato di incontrare il suo sequestratore, l´ex brigatista Alberto Franceschini. Sossi, allora giudice e oggi avvocato Cassazionista, nell´aprile del 1974 era stato rapito a Genova dalle Brigate Rosse. Franceschini, leader del gruppo eversivo, era stato tra i protagonisti del sequestro e aveva a lungo interrogato il rapito. Già in passato altri tentativi di riappacificazione, con sempre pronto Franceschini a tendere la mano, erano falliti.
La registrazione della trasmissione «Niente di personale», che andrà in onda oggi alle ore 21.30, era in programma ieri sera. Antonello Piroso ha intervistato Mario Sossi, presidente aggiunto ad honorem della Corte Suprema di Cassazione, e Alberto Franceschini, che insieme a Curcio, Moretti e altri brigatisti rapì il magistrato. Preso atto del rifiuto dell´ex giudice, gli organizzatori hanno fatto entrare ed uscire i due attraverso diversi passaggi, impedendo di fatto anche che incrociassero gli sguardi.
Le Bierre sequestrarono il magistrato, che aveva appena sostenuto l´accusa nel processo alla Banda XII ottobre, e lo liberarono a Milano 35 giorni dopo. Avrebbe voluto dire qualcosa a Franceschini?, ha chiesto Piroso. «Sì. Doveva pagarmi i danni, dopo il processo», ha risposto Sossi. Franceschini ha replicato: «Sossi ha detto cose contraddittorie. Ho pagato i danni. Sia in carcere che economicamente».
(m. cal.)