Varie, 28 gennaio 2007
FRANCO Vittoria
FRANCO Vittoria Roseto Capo Spulico (Cosenza) 20 luglio 1949. Filosofo. Politico. Ds (dal 2007 capo delle donne del partito). Senatore (dal 2001) • «[...] Una tutta cuore e cervello, allergica alle telecamere e rigorosa come un precettore svizzero, mai un’uscita fuori dalle righe, mai una rissa in tv, mai un pettegolezzo sulle riviste patinate. [...] 58 anni che sembrano dieci di meno, occhi verdi dietro le lenti leggere e un sorriso perfetto quanto raro. [...] Il nome della superfassiniana Emilia De Biasi non è riuscito a mettere d’accordo la maggioranza della maggioranza e allora il segretario ha pensato a lei, alla sua tenacia contro la legge sulla fecondazione assistita, alla sua formazione solida, alla capacità di condurre in porto mediazioni delicate senza un’alzata di voce. Così austera da sembrare modesta, è invece pugnace e determinata: ”Un incarico di potere? Sì, potere vero”. Paziente al limite della noia, solo la collega Paola Binetti riesce a farla uscire dai gangheri: ”In politica non esistono valori non negoziabili”. Se chiedete nei dintorni del Botteghino, vi diranno che la Franco, ”intelligente”, ”colta”, ”brillante”, ma ”politicamente acerba”, è donna di ”provata fede dalemiana”. Lei vi risponderà che è stato Fassino a volerla nella segreteria ds e poi tra i banchi di Palazzo Madama, dove presiede la commissione Cultura. Ma forse la verità è nella definizione diplomatica di Nicola Latorre: ”Personalmente legata a Fassino ma in sintonia col pensiero politico di D’Alema”. Se la Franco l’ha spuntata è anche merito di Marina Sereni, cui Fassino ha chiesto di placare le contese interne, la cui scintilla gli storici di via Nazionale datano al 1999: quando la Pollastrini sconfisse Anna Serafini, che per inciso è la moglie di Fassino. ”Contrapposizione artificiose” che la Franco, promette, cercherà di sedare. Il sacro fuoco lo scopre da adolescente leggendo Una donna di Sibilla Aleramo. Nata il 20 luglio 1949 a Roseto Capo Spulico, in provincia di Cosenza, nel ”68 Vittoria ha quasi vent’anni, legge Marx, Sartre e Habermas, è femminista ma in modo ”dolce”, tanto che nessuno l’ha mai sentita gridare in corteo ”l’utero è mio e lo gestisco io”. Si laurea a Roma, prende la tessera del Pci nei primi ”70 schivando la Fgci, si specializza alla Normale di Pisa. Qui conosce il marito, il matematico Paolo De Bartolomeis, con cui è sposata da 28 anni, qui insegna Storia delle dottrine politiche e qui, per un soffio, non è stata compagna di banco di D’Alema: ”Lui se n’era appena andato, ma abbiamo avuto lo stesso maestro, lo storico del marxismo Nicola Badaloni”. Ha scritto diversi libri, tra cui Etiche possibili e Bioetica e procreazione assistita. Se dovesse inviare un sms a Romano Prodi, gli direbbe: ”Esercita di più la tua leadership”. E il suo programma? Quote e ancora quote. Rosa, s’intende» (M. Gu., ”Corriere della Sera” 28/1/2007).