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 2007  gennaio 28 Domenica calendario

[FIRMA]ALESSANDRA CRISTOFANI

FOLIGNO (Perugia)
A cosa servano due diplomi di laurea e l’iscrizione all’ordine nazionale dei biologi quando, armato di paradenti e guantoni, sale sul ring, Gianluca Sirci, un gigante di 107 chili per oltre un metro e novanta di altezza, lo spiega con il sorriso sbilenco dei pugili. Parla della boxe come scuola di vita, training autogeno per l’acquisizione di una maggior consapevolezza di sé. Per lui, il peso massimo che smessi i pantaloncini da boxeur indossa il camice di medico, il pugilato è tutto meno che uno sport violento. «La violenza presuppone un sopruso», dice. Ti guarda dritto negli occhi, come ad attendere un cenno affermativo del capo. Deglutisce e riattacca: «Non c’è la prevaricazione del più forte sul più debole. La boxe è democratica. Sali sul ring e sai cosa ti aspetta. Sfidi un atleta della tua stessa categoria, accetti e condividi le regole del gioco».
Ha trentaquattro anni, l’ex sottotenente di complemento e direttore del Laboratorio di Analisi Microbiologiche «BioLab», uno dei migliori studenti tanto dell’ateneo perugino che di quello di Chieti, che sfiderà entro l’anno il friulano Paolo Vidoz, attuale campione nazionale in carica. Ha in sé le contraddizioni di chi dalla vita vuole tutto. Un combattente vero, uno che non demorde. Gianluca ha la stessa naturale disinvoltura sia quando si aggira tra vetrini e microscopi, sia quando, carica a testa bassa l’avversario.
Gianluca, pardon il dottor Sirci, sfilati i guantoni, accarezza con tenerezza inattesa la giovane fidanzata a bordo ring. E’ lei, una figurina minuta di dieci anni più giovane, l’unica donna che segue i suoi incontri. La madre, e non ne fa mistero, lo preferisce in camice bianco. Non ha cuore di assistere ai match. Eppure Gianluca, il pugile-biologo, non ha perso un incontro. Né, da quando ha indossato la casacca dei professionisti, ha incassato un pareggio. Lo sa bene l’ungherese Norbert Torteli, steso alla prima ripresa meno di un mese fa.
Per otto ore al giorno Gianluca studia la biologia alimentare, identifica gli agenti patogeni di carni e prodotti caseari, distingue i microrganismi aerobi da quelli anaerobi, firma e certifica relazioni e consulenze. Poi di corsa al sacco per due ore abbondanti prima di cena, vibrando pugni all’impazzata. Due ore di allenamento ogni giorno. Quattro quando l’adrenalina sale e l’incontro si avvicina. Il riposo è un nome che entra a fatica nel vocabolario di Gianluca che la notte, specie nei fine settimana, lavora come buttafuori davanti alle discoteche. Non è un picchiatore, ci tiene a dirlo. Ha un carattere mansueto, niente affatto irritabile, ascolta la musica, va matto per i film alla 007 zeppi di effetti speciali e gioca a scacchi.

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