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 2007  gennaio 28 Domenica calendario

PIER LUIGI FRANZ

ROMA
Alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione il Presidente Gaetano Nicastro ha denunciato che centinaia di ricorsi di modestissima entità economica intasano ogni anno l’attività del «Palazzaccio» di piazza Cavour a Roma, tenendo impegnati addirittura 6 alti magistrati (cioè i 5 componenti di un collegio giudicante e un rappresentante della Procura generale).
Alfonso Amatucci, consigliere della terza sezione civile della Suprema Corte, quali sono queste vertenze da quattro soldi che hanno determinato il parziale ingolfamento della nostra macchina giudiziaria?
«C’è innanzitutto l’arrotondamento in euro dei pedaggi autostradali già fissati in lire al momento dell’entrata in vigore del cambio della moneta».
La casistica delle vertenze quasi irrisorie è comunque varia: si passa dal costo per la spedizione a casa delle bollette telefoniche contestato da associazioni di consumatori, come il Codacons (Telecom Italia ha comunque ora deciso di non addebitare più tale spesa per chi sceglie di ricevere la bolletta via internet) ai rimborsi per le violazioni contestate dall’Antitrust a compagnie assicuratrici per premi troppo bassi, e persino ai ricorsi fiscali riguardanti l’Iva sulle bollette elettriche per la luce perpetua al cimitero, che costa il doppio rispetto a quella di casa (aliquota del 20% contro il 10%).
Quali vertenze hanno riguardato il pedaggio autostradale?
«Soprattutto quelle sulla tangenziale di Napoli. Gli automobilisti, che avevano pagato in lire, hanno infatti chiesto poi al giudice di pace il rimborso di pochi centesimi di euro (circa 50 lire), sentendosi discriminati rispetto a coloro che avevano, invece, beneficiato del più favorevole arrotondamento del pedaggio in euro. E dopo aver perso la causa in primo grado si sono rivolti alla Cassazione, lamentando addirittura la violazione dell’articolo 3 della Costituzione che garantisce il principio di uguaglianza tra i cittadini».
A suo parere queste liti di serie zeta possono, davvero, rallentare il corso della giustizia?
«Hanno certamente contribuito ad allungare i tempi perché sono state decise singolarmente dai giudici di pace che non le hanno riunite tutte assieme con la conseguenza che sono stati poi presentati altrettanti ricorsi da parte degi singoli interessati».
Secondo Lei, manca il necessario filtro da parte dei legali?
«In Italia vi sono troppi avvocati patrocinanti in Cassazione: circa 38 mila legali contro appena 80 circa in Germania, 100 in Francia e pooche decine in Austria. Ogni anno vengono respinti dalla Cassazione 3 ricorsi su 4».
Quale è la sua ricetta per accorciare i tempi?
«Maggiore dissuasione a presentare ricorsi inutili o a fini dilatori. Altrimenti la Cassazione rischia di andare in tilt».

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