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 2007  gennaio 28 Domenica calendario

ETTORE LIVINI

MILANO - Alitalia si prepara a una due giorni decisiva per il suo futuro. Oggi la compagnia di bandiera, su richiesta della Consob, alzerà il velo sui conti (in profondo rosso) del 2006. Domani invece - termine ultimo per la presentazione delle manifestazioni di interesse per la privatizzazione della società - getteranno la maschera i potenziali acquirenti. E ai nastri di partenza - malgrado lo scetticismo che circondava in una fase iniziale l´asta indetta dal Tesoro - dovrebbero presentarsi almeno tre cordate "di peso".
Il primo appuntamento, quello con i risultati di bilancio, rischia di essere una doccia fredda sia per il mercato che per i potenziali compratori. Alitalia nel 2006 non solo non ha raggiunto l´obiettivo del pareggio, ma avrebbe continuato a perdere più di un milione al giorno. Sui conti poi pesa un´altra incognita: l´indebolimento del dollaro e l´invecchiamento della flotta che potrebbero costringere l´aerolinea a pesanti svalutazioni del patrimonio.
Lo spauracchio di un bilancio da brividi non sembra comunque aver raffreddato l´interesse dei possibili acquirenti. Domani sul tavolo di Merrill Lynch, advisor della vendita, dovrebbero arrivare almeno tre proposte. Una dal consorzio di Air One appoggiato da Banca Intesa, una da M&C (la società creata da Carlo De Benedetti, editore de "La Repubblica", e partecipata da Diego Della Valle e diversi grandi fondi anglosassoni) e una del Texas Pacific Group, il private equity protagonista di diverse ristrutturazioni di successo nel mondo del trasporto aereo Usa entrato di recente anche nel capitale dell´australiana Qantas.
Un´offerta potrebbe arrivare anche dall´enigmatico imprenditore Paolo Alazraki mentre non dovrebbero essere della partita né Meridiana, né la cordata del nord est auspicata dal presidente degli industriali veneti Andrea Riello («la mia idea non ha fatto passi avanti», ammette lui). Probabile invece che Air France preferisca rimanere alla finestra. Parigi sta seguendo il dossier da vicino, ma i vertici della compagnia sarebbero decisi a scendere in campo più avanti, affiancando la cordata con maggiori chance di vittoria. Chiunque vinca la gara per Alitalia, del resto, dovrà in ogni caso bussare alla porta della società guidata da Jean Cyril Spinetta, per rinegoziare (o disdire con una penale di 200 milioni) l´attuale accordo commerciale di Sky team. E un partner italiano farebbe in ogni caso comodo ai francesi, soprattutto quando in futuro ci sarà da trattare con il governo il riassetto Alitalia. L´unico incubo di Air France si chiama Lufthansa. I tedeschi (partner di Air One) si sono per ora chiamati fuori. Dietro le quinte però avrebbero già acceso un faro sull´asta, pronti a "soffiare" a Parigi il ruolo di partner industriale nella cordata più autorevole. E anche per questo, forse, Air France potrebbe formalizzare subito a Merrill Lynch il suo interesse.
La scadenza di lunedì è comunque solo la prima tappa di un processo che durerà qualche mese. La seconda sarà la presentazione di un´offerta non vincolante di prezzo. E quasi certamente più avanti si potrà assistere sia a qualche intesa tra cordate oggi avversarie, sia alla discesa in campo (ma sempre con un candidato già in pista) di nuovi protagonisti.