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 2007  gennaio 28 Domenica calendario

 RICCARDO STAGLIANO

YouTube aggiorna il suo slogan: ieri «sii tu a trasmettere», oggi anche «sii tu a guadagnare». La rivoluzione che mette sottosopra il modello televisivo è stata annunciata a Davos. Chi fornirà i video, in sostanza, sarà ricompensato con una parte degli introiti pubblicitari dal sito di filmati amatoriali più famoso al mondo. «Abbiamo un´audience tale - ha detto al World Economic Forum il co-fondatore Chad Hurley - da permetterci di sostenere la creatività dividendo i guadagni con i nostri utilizzatori». Ragionamento democratico e inappuntabile, in vigore dai prossimi mesi. Sin qui chi mandava i clip lo faceva per condividerli con gli altri, per vanità o divertimento. Da domani ci guadagnerà qualcosa. Il trentenne miliardario che, assieme a due suoi amici, ha lanciato il sito poco più di un anno fa non ha specificato quanto. Ma la crescita del mercato dei video online fa fare a Cina e India la figura delle tartarughe, e dai 230 milioni di dollari del 2005 dovrebbe raggiungere quota 1,7 miliardi di dollari nel 2012, stando alle previsioni di Idc. Magari non ci verrà fuori uno stipendio ma, per chi ha buone idee e tanti clic, un arrotondamento sì.
Che il futuro della tv passi da internet, d´altronde, non lo dubita più nessuno. Sempre ieri, dallo stesso ritrovo svizzero di leader dell´economia globale, l´ha detto anche Bill Gates: «Sono stupefatto di come ci sia chi non capisca ancora che, cinque anni da adesso, la gente riderà pensando alla televisione che era solita guardare». Ha ricordato il declino di ore passate di fronte al piccolo schermo e la crescita di quelle davanti al pc. E ha scommesso sull´assoluta superiorità del video su internet. Quello che vuoi tu, quando vuoi tu e senza l´interruzione degli spot che saranno sostituti da una pubblicità molto più mirata, grazie alle informazioni che i siti già raccolgono sui singoli utenti.
In questo scenario YouTube è il primo della classe. Ci sono anche il "cugino" Google Video (Google ha comprato YouTube per 1,65 miliardi di dollari a novembre), CurrentTv, Revver e altri siti analoghi, ma nessuno trasmette quasi 100 milioni di filmati al giorno per un totale di circa 20 milioni di visitatori al mese. Un pubblico che le emittenti, prima superciliose, non snobbano più. L´ultima conferma è di ieri, quando Fox News l´ha citato in giudizio per la diffusione di alcune puntate del serial "24" e dei "Simpson". Mentre nei mesi scorsi Nbc, che aveva deciso di cancellare la sitcom "Nobody´s Watching", ha cambiato idea proprio dopo il successo che ha riscosso su YouTube. E così, a luglio, il network ha fatto un accordo con il sito perché ospiti i lanci pubblicitari dei suoi nuovi programmi. Secondo la filosofia pragmatica del "se non puoi batterlo, diventagli amico". Perché lo spettatore medio di YouTube adesso guarda, in totale, una mezz´oretta di video al giorno, fatta di "pillole" lunghe sui 2 minuti. Ma non è che l´inizio. E la retribuzione degli utenti, a occhio, migliorerà anche il palinsesto.