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 2007  gennaio 28 Domenica calendario

BARBARA ARD

ROMA - Stop alle rendite catastali ridicole, alle case dei centri storici accatastate come ultrapopolari (cioè con i bagni in comune) e vendute invece a cifre stratosferiche. Basta alla sperequazione degli estimi che c´è tra centro e periferie. Ma la riforma del catasto contenuta nella Finanziaria, che dovrebbe rivalutare gli estimi catastali, frenando però le aliquote Ici, fa arrabbiare Confedilizia. Che denuncia che altro non si tratta che di una nuova stangata sui proprietari di case con cui l´esecutivo mira a fare cassa. Che il solo annuncio del governo di rivedere gli estimi catastali, ha già bloccato l´attività del mercato immobiliare. I grandi proprietari di case puntano il dito su una riforma che invece di tassare il reddito finisce per tassare il patrimonio. questo sistema di valutazione che non va giù a Confedilizia. Un sistema sul quale anche l´Ufficio studi della Camera dei deputati, denuncia l´associazione di proprietari di case, ha sollevato «le stesse obiezioni». Bordate che vanno avanti da giorni, cui ieri i tecnici del vice-ministro dell´Economia Vincenzo Visco, hanno voluto rispondere, dati alla mano. Dati che illustrano come gli estimi catastali siano stati corrosi dal tempo: ci sono case nel centro storico di grandi città accatastate come ultrapopolari e abitazioni di periferia che in proporzione pagano molto di più. questa la sperequazione che il ministero vuole cancellare, insieme a tutto il nero che ci gira intorno. Per i tecnici di Visco la riforma mira a «rendere efficiente uno strumento, il catasto, che oggi è opaco, insufficiente e causa di sperequazioni - è scritto nella nota del ministero - a favore dei proprietari più ricchi a danno della maggior parte dei cittadini proprietari di un´abitazione e che finiscono per pagare anche per coloro che godono di privilegi» (...) In Italia su oltre 30 milioni di case di proprietà, ci sono solo 33mila abitazioni accatastate come signorili, 33.268 le ville. Complice del catasto l´inerzia: le case passavano di mano, le zone si rivalutavano, ma nulla si muoveva. Il risultato è che ci sono zone in cui il rapporto tra valore di mercato e valore catastale è ridicolo, troppo elevato per essere vero: se il primo è cinque il secondo è uno. Un rapporto che si abbassa invece nelle zone di periferia e nelle zone suburbane. A Roma il valore catastale di una casa in periferia è quasi cinque volte superiore di una a via Condotti. E lo stesso accade a Milano per una casa in via di Corso Ticinese e via dei fratelli di Dio. Per il ministero le critiche di Confedilizia sono un´operazione «strumentale» e da «smascherare». Ma la risposta non s´è fatta attendere. «La campagna di Confedilizia - ha detto il presidente Sforza Fogliani - è in effetti strumentale, ma alla difesa dei proprietari, tutti indistintamente». Preoccupata è anche l´associazione Contribuenti.it., che annuncia ricorsi contro gli avvisi di accertamento delle rendite catastali emanati in questi giorni dall´Agenzia del territorio a cittadini di 900 comuni.