Luigi Accattoli, Corriere della Sera 28/1/2007, 28 gennaio 2007
Troppe nozze annullate Il Papa critica la Sacra Rota «Il matrimonio è indissolubile, niente compiacenze» Nuovo affondo sul riconoscimento delle unioni civili CITT DEL VATICANO – Occorre tornare alla «verità del matrimonio» come legame indissolubile tra un uomo e una donna per far fronte alle «pretese soggettive» della cultura contemporanea, che ritiene di poterlo «manipolare a piacimento», aprendo la strada al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto anche omosessuali: l’ha detto ieri il Papa, inaugurando l’anno giudiziario della Rota Romana
Troppe nozze annullate Il Papa critica la Sacra Rota «Il matrimonio è indissolubile, niente compiacenze» Nuovo affondo sul riconoscimento delle unioni civili CITT DEL VATICANO – Occorre tornare alla «verità del matrimonio» come legame indissolubile tra un uomo e una donna per far fronte alle «pretese soggettive» della cultura contemporanea, che ritiene di poterlo «manipolare a piacimento», aprendo la strada al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto anche omosessuali: l’ha detto ieri il Papa, inaugurando l’anno giudiziario della Rota Romana. Cerimonia che è stata anche l’occasione per un forte richiamo di Benedetto XVI ai giudici: il matrimonio è indissolubile e contro il «relativismo culturale», responsabile della crisi di senso dell’unione coniugale, che contagia anche molti fedeli, bisogna difendere la superiore «verità» del vincolo ed evitare distorsioni e compiacenze nel riconoscimento delle nullità. Il Papa ha invitato quindi i tribunali ecclesiastici a non cadere nel modo di «pensare di non pochi fedeli» per cui la indissolubilità diventa «un ideale al quale non possono essere obbligati i cristiani normali». L’argomento centrale del discorso era la «verità» antropologica e la «dimensione giuridica» del matrimonio. Ma svolgendo quel tema Benedetto XVI ha trovato il modo di riproporre il richiamo all’«insidia» (come ebbe a dire altra volta) costituita dal riconoscimento delle unioni di fatto. Si direbbe che a Papa Ratzinger non basti trattare questa materia delle coppie di fatto almeno una volta al mese in maniera diretta, ma che senta il bisogno di tornarci sopra con accenni marginali il più spesso possibile. «L’espressione "verità del matrimonio" – ha detto Benedetto XVI parlando nella Sala Clementina "ai prelati uditori, agli officiali e agli avvocati del Tribunale della Rota Romana" – perde rilevanza esistenziale in un contesto culturale segnato dal relativismo e dal positivismo giuridico, che considerano il matrimonio come una mera formalizzazione dei legami affettivi». «Di conseguenza – ha continuato – esso (cioè il matrimonio, ndr) non solo diventa contingente come lo possono essere i sentimenti umani, ma si presenta come una sovrastruttura legale che la volontà umana potrebbe manipolare a piacimento, privandola persino della sua indole eterosessuale». Qui occorre leggere tra le righe. Il matrimonio «diventa contingente », dice il Papa: cioè temporaneo, aperto al divorzio. E la sua forma giuridica, aggiunge, può essere «manipolata»: cioè – nel caso delle coppie di fatto – ridotta negli obblighi che comporta e aperta anche alle coppie omosessuali.