Corriere della Sera, 27 gennaio 2007
MATERIALE RACCOLTO SUL CASO COGNE DAL CORRIERE DELLA SERA PER REALIZZARE LA PUNTATA NUMERO ZERO DELLA RUBRICA PER LA GAZZETTA DELLO SPORT
(sistemato in ordine cronologico). Riguarda il secondo processo a Torino, dall’inizio fino alla sospensione con richiesta di ricusazione. Materiale anche sul Cogne-bis
QUINTA PARTE (di cinque)
(11 novembre, 2006) Corriere della Sera
COGNE
Perizia sulla Franzoni: "Disturbi neurologici"
TORINO - Annamaria Franzoni potrebbe soffrire di disturbi neurologici come la parassonia e l’ epilessia. Lo afferma il professor Roberto Mutani, il perito incaricato dalla corte d’ assise d’ appello di Torino di esaminare un elettroencefalogramma della Franzoni. Dal tracciato emergono anomalie che potrebbero essere la spia di un problema neurologico, che può portare a compiere atti violenti, anche in stato di incoscienza o durante il sonno.
(20 novembre, 2006) Corriere della Sera
Delitto di Cogne, al processo faccia a faccia con gli esperti di psichiatria
"Voglio affrontare i periti Sono innocente, non malata"
La Franzoni cambia idea, oggi sarà presente all’ udienza
DAL NOSTRO INVIATO RIPOLI SANTA CRISTINA (Bologna) - "Non sono una pazza, non sono una sonnambula. Domani (oggi, ndr) in aula ci sarò. Io li voglio guardare negli occhi, quelli che hanno scritto certe assurdità". Annamaria Franzoni cambia strategia e torna in aula. Insieme ai quei periti psichiatrici che, concluso il loro lavoro, hanno ipotizzato la sua seminfermità al momento del fatto. Hanno dovuto sezionare ogni parola, ogni sguardo rubato a video televisivi, ogni frammento di interrogatori e intercettazioni, perché Annamaria ha sempre rifiutato di sottoporsi a nuovi esami e domande. "Non ho niente da nascondere, non ho paura; per questo ho deciso di tornare. Non ho nessun segreto, voglio solo la verità. Non mi arrendo, non mi arrenderò mai. Tutti lo devono sapere, e non mi stancherò di dire che sono innocente e che voglio sapere chi ha ucciso il mio bambino", ripete davanti al caminetto di casa, a Ripoli Santa Cristina. Gioele dorme. Davide fa i compiti. Stefano Lorenzi e il padre Mario studiano le ultime carte, confrontano gli interrogatori e le perizie alla ricerca di altre anomalie e contraddizioni. Ma il quadro è chiaro. In questi mesi in parrocchia, quartier generale del comitato che cerca la verità sulla morte di Samuele, le perizie psichiatriche sono state lette, studiate e smontate, punto per punto. C’ è un dossier che raccoglie tutto quello che dalla difesa viene visto come errore o imprecisione. "Fanno un discorso su un conflitto interiore che affonda le radici nella storia della psicologia infantile - spiega Stefano Lorenzi - perché mia moglie durante l’ interrogatorio in udienza dice che era stato ucciso il fratello, e non il figlio. Un lapsus che fa pensare a una rivalità edipica, scrivono. Ma non si sono manco resi conto che era la trascrizione ad essere sbagliata... Annamaria ha detto figlio, non fratello. Hanno sfornato una teoria basandosi su un errore". "Mi sa che in aula ci entro facendo lo zombie - scherza la Franzoni -, tanto ormai sono diventata pure una sonnambula". Poi torna più seria, si sfoga: "Ma vi rendete conto che ormai io sono tutto? Che me ne hanno dette di tutti i colori? All’ inizio mi hanno giudicata perfettamente capace di intendere e volere. Poi hanno detto che ho agito in preda a un raptus. A un certo punto mi hanno dipinta come una matta. L’ ultima è che sono epilettica o addirittura sonnambula. Cioè io avrei ucciso Samuele durante il sonno? Ma allora di quei discorsi sugli orari, sul tragitto, su quando è stato ucciso Sammy... che ne facciamo di tutto questo? Ero perfettamente sveglia, mi pare evidente". "Ce ne sono tante di stranezze in queste perizie", scuote la testa Mario Lorenzi. Il comitato è combattivo e snocciola tutte le anomalie: "Scrivono che Annamaria ha cercato di rimettere a posto un pezzettino di materia cerebrale quando in realtà negli interrogatori dice di essersi lavata le mani. Oppure quando citano la "testa che emana calore" si affrettano a precisare di non volere riportare le fonti, a tutti note. Non è così, se si va a leggere cosa raccontano i testimoni si scopre che è una leggenda metropolitana, che hanno sentito questa faccenda in televisione, altro che fonti note". Da oggi in aula sarà di nuovo battaglia: l’ avvocato Carlo Taormina contro il pg Vittorio Corsi. Due giorni di discussioni. Poi dal primo dicembre una settimana di udienze. La sentenza forse già il 18 dicembre. * * * Le analisi e le ipotesi LA PERIZIA Depositata il 14 giugno dai periti De Leo, Galliani, Traverso e Freilone, è lunga 267 pagine e si basa solo sulle "carte": la Franzoni ha rifiutato di parlare con gli psichiatri. Che ritengono possibile un "vizio parziale di mente" *** LA DIAGNOSI Alcune anomalie nell’ elettroencefalogramma della Franzoni potrebbero indicare un problema neurologico (parasonnia o epilessia) che può portare a compiere atti violenti, anche in stato di incoscienza o durante il sonno
Marrone Cristina
(21 novembre, 2006) Corriere della Sera
Delitto di Cogne, colpo di scena a Torino. L’ imputata legge una dichiarazione poi abbandona l’ aula: "Non troverete il colpevole nella mia testa"
La Franzoni lascia il processo: non sono pazza
"C’ è prevenzione, per me finisce qui". Taormina abbandona la difesa: "Volevano accordarsi con Annamaria"
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI TORINO - Jeans, camicia bianca con un maglioncino marrone. Il trucco agli occhi è più marcato del solito. Annamaria Franzoni entra in aula e stavolta non schiva i fotografi. Si siede in prima fila e confabula a lungo con il marito Stefano Lorenzi. Dall’ altra parte dell’ aula, accanto al pg Vittorio Corsi, lo stuolo di periti psichiatrici che ha studiato la sua mente, senza mai averla vista di persona, la guarda incuriosito. "La mia cliente vuole fare dichiarazioni spontanee", è l’ esordio dell’ avvocato Carlo Taormina. Il presidente Romano Pettenati lo invita ad attendere, ma lui diventa un leone, alza la voce: "Io da questo momento rimetto il mandato, d’ ora in poi non sarò più io il difensore di Annamaria Franzoni". Nessuno sembra credergli. Pare la solita provocazione. Invece Annamaria, circondata dai fratelli e da un folto gruppo del suo comitato, si alza in piedi, tira fuori un foglio dalla tasca e legge il suo proclama: "Il mio processo finisce qua. Rinunciamo alla difesa". LE DICHIARAZIONI - "Signor Presidente, signori della Corte, non ho ucciso mio figlio ed altri lo hanno fatto". La voce trema un po’ , gli occhi di tutti sono su di lei. "Forse questo processo è stato, fin dalle prime battute, impostato per farmi dichiarare inferma di mente e gli strumenti usati sono, ai miei occhi, una strategia rivolta a una soluzione di compromesso, che in passato era già stata offerta a mio marito". Ovvero, colpevole, ma con un forte sconto di pena garantito dalle sue condizioni di salute. Ma Annamaria vuole essere assolta, non giudicata pazza. C’ è emozione mescolata a rabbia nella sua voce roca. Va avanti spedita nel leggere le sue dichiarazioni spontanee che ricordano altri tempi, quando nelle aule giudiziarie di Torino erano le Brigate Rosse a recitare proclami e a non riconoscere la Corte. L’ atto d’ accusa: "Da oggi in poi non intendo partecipare a udienze così impostate. Avverto un ambiente intriso di prevenzione e condanna nei miei confronti". L’ appello ai giudici: "Parlando con il cuore, invoco Dio affinché illumini le vostre coscienze. Per quanto mi riguarda voglio continuare a guardare in faccia i miei figli perché da soli colgano l’ innocenza della loro mamma, anche se malauguratamente ciò dovesse accadere dalle grate di un carcere, dove preferisco trascorrere da innocente quanto mi resta da vivere, piuttosto che accettare il compromesso di una vita libera ma ossessionata dall’ idea che chiunque, ma soprattutto i miei figli, possano ritenermi autrice di un assassinio... Non è nella mia mente che troverete il colpevole. Non potrò mai confessare una cosa che non ho fatto". Stefano ha già la giacca addosso quando Annamaria ripiega il foglio. Se ne vanno, senza aggiungere una parola. Solo una stretta di mano a chi, tra il pubblico, la sostiene da quando è cominciato il processo, esattamente un anno fa. L’ AVVOCATO D’ UFFICIO - La sorpresa è tanta. Stavolta il colpo di scena è forte. "Avevo la sensazione che la sentenza non sarebbe arrivata per Natale, me lo sentivo che oggi sarebbe capitato qualcosa", commenta ora il pg Corsi. Via il tornado Taormina in aula il clima si fa più rilassato. La Corte non ha scelta, nomina un avvocato d’ ufficio, Paola Savio, che viene travolta da flash e telecamere. Chiede tempo per studiare le carte: "Capite anche voi, la situazione non è semplice". Si rinvia al 4 dicembre per la discussione delle perizie (forse sarà la volta buona) e al 6 per la requisitoria del pg. Ma le sorprese potrebbero non essere finite. * * * IL DELITTO 30 gennaio 2002Samuele Lorenzi, tre anni, viene ucciso nella villetta di Cogne, dove abita con i suoi genitori: viene colpito 17 volte alla testa, con un oggetto sconosciuto * * * LA CONDANNA 19 luglio 2004 Annamaria Franzoni, madre di Samuele, processata per omicidio volontario con rito abbreviato, viene condannata a 30 anni di carcere dal gup Eugenio Gramola * * * L’ APPELLO 16 novembre 2005 Si apre il processo d’ appello contro Annamaria Franzoni, tuttora in corso. Ieri l’ avvocato Taormina ha annunciato di abbandonare la difesa della Franzoni
Marrone Cristina
(21 novembre, 2006) Corriere della Sera
IL NUOVO LEGALE
"Il mio incarico? Ho pensato a uno scherzo"
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI TORINO - Primo passo: chiedere all’ illustre predecessore copia degli atti: "Perché si fa sempre così" sottolinea Paola Savio (nella foto), 38 anni, per nulla intimorita dal clamore in cui è precipitata in una manciata di minuti. Sposata, mamma di un bimbo e una bimba ("ma per carità, le creature lasciatele fuori") sarà lei d’ ora in poi a difendere Annamaria Franzoni. "Pensavo a uno scherzo quando sono stata chiamata - racconta divertita - ma appena ho capito che facevano sul serio ho risposto "scendo subito"". Certo, non crede molto all’ ipotesi di doversi occupare del caso Cogne per molto tempo: "Le nomine possono durare 24 ore o una settimana, chissà". Non nasconde la sua idea: " possibile che Taormina voglia solo prendere tempo... tornerà". Ma non si sa mai: "Chiedo lo stesso un rinvio per studiare le carte". Per ora si gode il suo momento di gloria e si concede a interviste e telecamere. Spaventata? "I casi della vita non si contano mai. Questo è un caso della vita interessante", sorride. E la cliente, l’ ha chiamata? "Beh, mi aspetto che sia lei a contattare me, in fondo il processo è il suo".
Marrone Cristina
(5 dicembre, 2006) Corriere della Sera
In udienza le conclusioni dei consulenti. Ascoltata per la prima volta in aula la registrazione della telefonata al 118
"La Franzoni ha raccontato il delitto"
Il perito: la sua confessione? Quando ha detto come avrebbe fatto la vicina a uccidere Samuele
DAL NOSTRO INVIATO TORINO - "Una madre addolorata, ma incapace di descrivere il suo dolore". "Una donna concentrata su se stessa, priva di capacità empatica, che non sa comunicare, neppure con il partner". "Una mamma sempre pronta ad idealizzare la sua condizione di madre, che nasconde a se stessa le difficoltà di avere due figli piccoli, che compie azioni per ripristinare l’ autostima, che ha rimosso il delitto ed è convinta in buona fede di essere innocente". In aula Annamaria Franzoni non c’ è. Così è il suo avvocato, nominato d’ ufficio, ad ascoltare le parole di psichiatri, psicologi e neurologi che per mesi hanno studiato la mente della mamma di Cogne leggendo carte e vecchie perizie. Perché lei non ha mai voluto tornare davanti ai medici per farsi analizzare. La Franzoni è "un’ isterica" per i periti psichiatrici del tribunale; "una psicotica" per Ugo Fornari, consulente dell’ accusa. Che azzarda: "Lei ha confessato: l’ ha fatto quando ha raccontato al marito come ha immaginato il delitto, attribuito alla vicina di casa, Daniela Ferrod". L’ intercettazione è agghiacciante: "La scena che mi sento... che lei è entrata... di corsa come una iena... è corsa di sotto con una rabbia allucinante... Samuele stava nel letto... lei ha cominciato a dire qualcosa... lui si è spaventato... e ha cominciato a colpirlo... finché non gli ha visto tutto il sangue". "Un racconto troppo palpitante e dettagliato, pieno di sfumature per non essere suo - spiega Fornari -. Mi sembra il grido di qualcuno che chiede aiuto". Quella descrizione ha colpito anche i periti dei giudici: "Il cervello funziona come un computer: basta premere canc per buttare tutto nel cestino. Ma chiunque può ripescare il file. La descrizione della Ferrod è stata una rievocazione di un vissuto. Però quando il file è stato cancellato del tutto solo un tecnico può recuperarlo. Uno psichiatra. Ma la Franzoni lo rifiuta". I periti Ugo Freilone, Ivan Galliano, Giovan Battista Traverso e Gaetano De Leo hanno confermato la semi infermità. Per loro la Franzoni soffre di "stato crepuscolare orientato e non ci sono elementi dissonanti rispetto a questa ipotesi". Dicono: " come se guardasse il mondo attraverso un binocolo rovesciato: tutto appare più piccolo. C’ è un restringimento della coscienza, del pensiero, della memoria che produce amnesia totale o parziale". Emergono i tratti di una donna fragile, "dagli atteggiamenti narcisisti", "riluttante ad abbandonare l’ idea che il suo bambino è morto in modo naturale", alla ricerca di un "contenitore" per placare le sue crisi d’ ansia. Ma quel 30 gennaio 2002 nella villetta di Cogne chi l’ ha sempre calmata non c’ era. Il marito Stefano Lorenzi era già al lavoro. Le crisi d’ ansia irrisolte dalla sera precedente e non "contenute" sono sfociate in uno "scompenso psichico". allora che Annamaria potrebbe aver ucciso il suo bambino. E nascosto l’ arma "per ripristinare l’ immagine di sé. Vuole tornare a essere una brava madre che rimette le cose a posto". Ma Annamaria Franzoni, che a Ripoli ha messo in piedi un "asilo casalingo", è pericolosa? Dice Fornari: "Non lo possiamo sapere. Non si è più fatta vedere: è malata e non lo ammette, non si cura, non prende medicine. impossibile capirlo". Ascoltata per la prima volta in aula anche la registrazione della telefonata fatta dalla Franzoni al 118 subito dopo la tragedia. La prossima udienza è stata fissata per il 19 dicembre. GLI ELEMENTI *** Il pigiama sul letto "Desiderio di normalità" *** Secondo i periti, il fatto che Annamaria Franzoni abbia riposto il pigiama sul piumone può essere interpretato come un modo per mettere tutto in ordine e ricostruire la normalità *** Gli zoccoli al loro posto vicino alla porta d’ ingresso *** I periti nominati dal giudice hanno anche precisato che gli zoccoli di Annamaria Franzoni sono stati ritrovati vicino all’ ingresso, in ordine, sempre per rispondere a un bisogno di normalità *** L’ arma del delitto ancora non ritrovata *** L’ arma del delitto non è mai stata trovata. Ma Annamaria Franzoni potrebbe averla nascosta nel passaggio dallo "stato crepuscolare" a quello di normalità
Marrone Cristina
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(20 dicembre, 2006) Corriere della Sera
DELITTO DI COGNE
PROCESSO INTERROTTO
Il processo d’ appello per il delitto di Cogne si è interrotto per aspettare che la Cassazione si pronunci sulla richiesta di Annamaria Franzoni (nella foto), accusata dell’ omicidio del figlio Samuele, di spostare la causa da Torino a Milano per legittimo sospetto. Nell’ udienza, gli esperti hanno criticato la prima perizia psichiatrica.
TORINO - Annamaria Franzoni ricusa la corte d’ Assise d’ appello di Torino e chiede di spostare il processo a Milano. Ieri Carlo Taormina, che aveva annunciato l’ abbandono della difesa della mamma di Cogne, si è presentato in tribunale con un documento di 45 pagine firmate da Annamaria che ripercorrono le tappe della vicenda e si chiudono con la richiesta di spostare la sede del procedimento per "legittimo sospetto". Motivo: una serie di "anomalie" e "pregiudizi" che, secondo l’ imputata, hanno viziato le indagini e i processi che l’ accusano di essere l’ assassina del figlio Samuele. Il colpo di scena arriva a pochi giorni dall’ udienza in cui accusa e avvocato d’ ufficio dovrebbero replicare sulla perizia psichiatrica. La strategia sembra la stessa: allungare i tempi. E la ricomparsa di Taormina è un segnale che l’ avvocato intende tornare al fianco di Annamaria. Ora sarà la Cassazione a decidere se il "legittimo sospetto" ha fondamento. I giudici dovranno prima dire se il processo va sospeso o può proseguire e poi stabiliranno se accogliere o no la ricusazione. Intanto ieri a Roma, con un voto a sorpresa, la Camera ha deciso di costituirsi in giudizio di fronte alla Corte Costituzionale difendendo lo "stop" opposto dai deputati durante la scorsa legislatura a una querela per diffamazione presentata dal comandante dei Ris di Parma, Luciano Garofano, contro Taormina. L’ allora parlamentare di Forza Italia aveva accusato l’ ufficiale di manomissione delle prove. .
C. Mar