Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  gennaio 27 Sabato calendario

MATERIALE RACCOLTO SUL CASO COGNE DAL CORRIERE DELLA SERA PER REALIZZARE LA PUNTATA NUMERO ZERO DELLA RUBRICA PER LA GAZZETTA DELLO SPORT

(sistemato in ordine cronologico). Riguarda il secondo processo a Torino, dall’inizio fino alla sospensione con richiesta di ricusazione. Materiale anche sul Cogne-bis

TERZA PARTE (di cinque)

(22 novembre, 2005) Corriere della Sera


Seconda udienza al processo sul delitto di Cogne. Giallo sulle foto nella villa: nel dossier dei carabinieri mancano oltre 100 scatti

"Sì alla perizia psichiatrica sulla Franzoni"
La Corte dispone un nuovo esame. Taormina: lei si oppone, così la sentenza è già scritta. dall’ alba in fila con il ticket


DA UNO DEI NOSTRI INVIATI TORINO - La prima perizia psichiatrica su Annamaria Franzoni "lascia spazio a dubbi e incertezze". Il metodo seguito dagli esperti in quell’ occasione "non è da condividere", ma è invece necessario scavare "nei malesseri manifestati dall’ imputata" e nel suo rapporto con Samuele, "caratterizzato da inquietudini non facilmente comprensibili". Il presidente della Corte d’ assise d’ appello di Torino, Romano Pettenati, fa proprie le perplessità manifestate dal consulente della procura di Aosta, Ugo Fornari, e ieri ha ordinato un nuovo test sulla personalità di Annamaria, che sarà interrogata dai giudici. "Non è stata studiata la depressione - sottolinea il giudice - mentre dal test del Minnesota è emerso un punteggio significativo nella scala della paranoia, ma nulla è stato approfondito". Decisione criticata in apparenza dal difensore Carlo Taormina - ma probabilmente da lui fortemente desiderata (era stata chiesta nei motivi di appello) - che però deve ribadire: "L’ indisposizione della Franzoni di sottoporsi a perizia psichiatrica" riferendo le secche parole di rifiuto della donna: "Preferisco andare in galera innocente piuttosto che sottopormi a perizia psichiatrica". L’ avvocato spiega che la sua cliente è libera di non presentarsi agli incontri e i periti dovranno lavorare sugli atti. "A questo punto il processo non ci interessa più - critica Taormina in aula -. Prima dovevate fare l’ esame delle macchie di sangue trovate sul pavimento della stanza, cosa che poteva provare la nostra innocenza. Una perizia psichiatrica bisogna farla in un secondo momento, se si ritiene l’ imputato colpevole". Pettenati lo stoppa e spiega: "La perizia serve per avere un quadro completo della situazione". "Ma ci dovrebbero essere gravi indizi" ribatte secco Taormina. "E ci sono - risponde Pettenati - perché diversamente dovrei decidere di conseguenza". Ovvero con l’ annullamento della condanna che in primo grado ha condannato la mamma di Samuele a 30 anni di carcere. "Per me la sentenza è già stata scritta" accusa il legale. E se ne va. I VIDEO - L’ udienza di ieri è cominciata con la proiezione in aula dei video girati dai carabinieri di Aosta nella villetta di Cogne subito dopo l’ omicidio di Samuele, il 30 gennaio 2002. Sono le immagini del letto insanguinato, dei muri schizzati di sangue, delle tracce ematiche sul pavimento che saranno ora oggetto di una nuova perizia ordinata dalla Corte. Sono interrogati i carabinieri che hanno eseguito le riprese. L’ appuntato Marco Piras svela il giallo degli originali "mancanti" e spiega: " prassi consolidata dell’ ufficio, una volta riversato il girato, riutilizzare la cassetta perché ne abbiamo poche e mancano soldi per acquistarle. Credo che quella di cui stiamo parlando sia stata utilizzata alcuni giorni dopo per l’ autopsia a Samuele". IL GIALLO DELLE FOTO - in tarda mattinata che Taormina tira fuori il suo asso nella manica. Nel dossier con le fotografie che furono scartate dai carabinieri perché ritenute irrilevanti mancano oltre 120 scatti: "Addirittura dalla numero 23 alla numero 140 - tuona l’ avvocato che elenca tutti i "buchi" nella sequenza -. Vogliamo sapere se nei cassetti della caserma di Aosta ci sono documenti che possono esserci utili". L’ appuntato Piras prova a dare una spiegazione: "Presumo fossero foto inservibili, per questo sono state eliminate, anche per svuotare la memoria della macchina fotografica digitale". Il maresciallo Enrico Marrari esclude invece che siano state eliminate in un colpo tante foto: "Probabilmente sono state utilizzate più macchine oppure, semplicemente, le foto sono state posizionate su altre cartelle". Per il pg Vittorio Corsi forse non c’ è tutto questo mistero: "Non è che le immagini che mancano sono quelle che sono nel dossier ufficiale dei Ris visto che stiamo rimestando negli scarti?". Sull’ argomento nel corso della prossima udienza, fissata per lunedì prossimo, sarà sentito un responsabile del Ris. Carlo Taormina non la vuole far passare liscia ai carabinieri di Aosta che non hanno trasmesso tutto il materiale in procura, limitandosi a fornirlo al Ris di Parma e che, secondo lui, avrebbero fatto sparire le fotografie. "Denuncio tutto in procura a Torino e trasmetterò il verbale dell’ udienza. Qui sono stati nascosti degli atti". Cristina Marrone DALL’ ALBA IN FILA CON IL TICKET Ancora ressa al tribunale di Torino per assicurarsi un posto nell’ aula del processo alla Franzoni. Ieri, però, qualcuno si è dato da fare e a chi era in coda dall’ alba ha distribuito foglietti numerati come prenotazione. In stile supermercato (Foto Ap/Pinca)

Marrone Cristina




(23 novembre, 2005) Corriere della Sera


La madre di Cogne rifiuta la perizia: meglio in galera da innocente. Ma la Corte andrà avanti comunque

La Franzoni: Samuele c’ è, penso di avere tre figli


"Guardo le fotografie di Samuele e penso che lui c’ è: Io continuo a credere di avere tre figli". Annamaria Franzoni si è raccontata così a Mario Giordano, direttore di Studio aperto nel corso di un colloquio informale avvenuto pochi giorni prima l’ inizio del processo d’ appello. "Quando Davide mi chiede perché Samuele è andato in cielo io non so cosa rispondergli. Io stavo bene a Cogne. Le uniche invidie erano al massimo per una strada che finiva nel loro garage, la mia casa era sempre piena di gente". Poi scherza sulla sua taglia e sui giornali che ogni tanto le attribuiscono una nuova gravidanza: "Sono solo un po’ grassa, con tutto quello che mangio è ancora poco". Il giorno dopo la decisione della Corte d’ assise d’ appello di sottoporla a nuova perizia psichiatrica, Annamaria Franzoni non cambia idea e ribadisce di non volerne sapere: "Cosa dovei raccontare ai miei figli? Che sono stata assolta perché pazza? No, io voglio essere assolta perché sono innocente. Preferisco andare in galera innocente che sottopormi a perizia psichiatrica" ha confidato la mamma di Cogne agli amici. LA PERIZIA - Annamaria non si presenterà ai colloqui con gli psichiatri, che verranno nominati dal presidente Romano Pettenati nel corso della prossima udienza, in programma per lunedì. Ma la perizia si farà. Anche senza di lei. Gli psichiatri lavoreranno sul materiale del vecchio processo: ordinanze, sentenze, trascrizioni di interrogatori, i video che la riprendono durante le conversazioni nel corso della prima perizia psichiatrica che la giudicò "capace di intendere e di volere". Tutti atti già scritti, che potranno essere elaborati. Ma i medici avranno anche la possibilità di sentire testimoni per tentare di inquadrare meglio la sua personalità. Saranno probabilmente ascoltati i parenti, i genitori, i fratelli e il marito Stefano Lorenzi. Ma anche amici, insegnanti, vecchi compagni di scuola, il medico curante per scovare anche piccoli dettagli utili a ricostruire la personalità della donna e rimediare "ai dubbi e le incertezze" lasciati dal lavoro di Francesco De Fazio, Alessandra Luzzago e Francesco Barale. IN AULA - "Noi in aula ci saremo sempre. Vogliamo che tutto sia trasparente" ha ribadito Stefano Lorenzi dopo che si erano diffuse voci su un possibile rifiuto della Franzoni di continuare a sedere sul banco degli imputati. E resta l’ intenzione di sottoporsi a interrogatorio, anche se ieri in serata l’ avvocato Carlo Taormina ha profilato la possibilità che "visto come sta andando il processo" Annamaria potrebbe rifiutarsi di rispondere alle domande. "E noi non dimentichiamo mai che la Corte, nella sua ordinanza, ha parlato di "gravi indizi" a carico di Annamaria. Questa frase è sotto la nostra lente di ingrandimento". Il legale ha intenzione di chiedere la revoca dell’ ordinanza con cui si chiede la revoca dell’ ordinanza. COGNE BIS - Entro la settimana dovrebbe essere depositata anche la perizia ordinata dal giudice Piergiorgio Gosso nell’ ambito dell’ inchiesta "Cogne bis" sul presunto inquinamento della scena del reato nella villetta di Cogne da parte di consulenti della difesa. La risposta al quesito su quale sostanza fosse quella ritrovata nel garage, dove i consulenti finiti sotto inchiesta per calunnia e frode processuale avevano indicato la presenza di tredici tracce, non sembrerebbe di grande aiuto ai giudici per capire se è stata messa apposta. La materia si chiama idrossiapatite, materia presente in natura (è anche un antitartaro) "composta da palline sferiche con diametro pari o inferiore al micron. Non è di uso biomedico perché l’ unica forma sferica di uso biomedico è di 10 volte più grande".
Cristina Marrone

Marrone Cristina

(29 novembre, 2005) Corriere della Sera


Il procuratore: il processo è all’ assassino di Samuele, non ai Ris

Cogne, il primo verdetto I giudici: la perizia si farà
La difesa: Paese incivile. La Franzoni: chiedo correttezza. L’ imputata di nuovo in lacrime davanti alla Corte. Poi si sfoga contro i giornalisti


DA UNO DEI NOSTRI INVIATI TORINO - "Io sono qui per fare il processo per la morte di Samuele. Non per processare il colonnello Garofano, denunciato e archiviato. Neppure per processare lo psichiatra Ugo Fornari, denunciato e archiviato. Non voglio fare il processo ai carabinieri perché hanno cancellato qualche foto venuta male. Io sono qui per capire chi ha ammazzato Samuele". , assieme alla conferma che si farà la perizia su Annamaria Franzoni (che ieri ha pianto di nuovo, per poi sfogarsi contro i media: "C’ è poca obiettività, chiedo solo correttezza"), il momento culminante delle terza udienza di Cogne. Il richiamo all’ ordine del procuratore generale Vittorio Corsi, che fa piombare l’ aula nel silenzio. Perché è per Samuele che si fa il processo. Quella di ieri è stata anche l’ udienza in cui si sono chiarite le strategie. Corsi, dopo l’ interrogatorio di un appuntato del Ris, torchiato da Taormina, presenta un rapporto dell’ Arma di Aosta in cui si spiega come i salti nell’ ordine delle foto siano stati causati dall’ uso di più smart card. Ma l’ avvocato attacca: "Li denuncerò tutti, questi carabinieri, se non lo farà la Corte". Chiede l’ attenzione dei giudici popolari: "Sotto i vostri occhi sono passati video decisivi, consegnati dai carabinieri solo il 27 dicembre 2004. Mai avremmo conosciuto questo materiale se non fossimo stati messi sotto processo". Taormina, indagato con i suoi consulenti nel Cogne bis per presunta falsificazione delle prove, vuole un Cogne Ter, contro le presunte omissioni dei carabinieri. I toni non si stemperano neppure nel dibattito sulla perizia psichiatrica. Ci prova per novanta minuti l’ avvocato a smontare l’ ordinanza: "Non si può fare prima dell’ accertamento della responsabilità. illegale". Corsi ribatte solo pochi minuti. Cita una serie di intercettazioni ambientali tra i coniugi Lorenzi ("me lo sentivo che saresti stata di nuovo male") e fa riferimento a parole di Stefano in cui invita la moglie a non insistere nel dire che di solito chiudeva la porta a chiave ("potrebbe causarci guai"). Corsi suggerisce di tenerne conto, così come dei fuori onda girati durante un’ intervista ad Annamaria, quando chiede "ho pianto troppo?". Alla fine la battaglia tra accusa e difesa si chiude in cinque minuti con l’ ordinanza della Corte: la perizia si farà. I giudici snocciolano i nomi degli psichiatri, Gaetano Di Leo, Ivan Galliani, Giovan Battista Traverso e Franco Freilone. Taormina rilancia: "Ve la vedrete con le carte", a confermare l’ opposizione di Annamaria alla nuova perizia. E chiude: "Questo non è un Paese civile". Cristina Marrone Prossima udienza il 12 dicembre La prossima udienza del processo ad Annamaria Franzoni è fissata per il 12 dicembre. La corte d’ Assise d’ Appello presieduta da Romano Pettenati ha confermato la decisione di realizzare una nuova perizia psichiatrica sulla madre di Samuele. Il 12 dicembre sarà conferito l’ incarico a quattro specialisti

Marrone Cristina

(1 dicembre, 2005) Corriere della Sera


L’ INCHIESTA BIS

"Cogne, nel garage non c’ era sangue"


TORINO - E’ stata depositata ieri in Procura a Torino la perizia disposta dal gip Piergiorgio Gosso nell’ ambito dell’ inchiesta "Cogne bis" sulla presunta falsificazione di prove. I periti si sono riservati di rispondere sul dolo e presenteranno un’ integrazione. Non c’ è sangue nel garage, indicato come via di fuga del killer, ma idrossipatite "non naturale nell’ ambiente in questione" perché le particelle sono più massicce di quelle in natura. La sostanza si usa in medicina e in particolare nella chirurgia facciale e dentaria. Non sarebbe sangue neppure quello sulla porta d’ ingresso.



TORNA ALLA RICERCA




(2 dicembre, 2005) Corriere della Sera


La relazione degli esperti del gip nel processo sulle prove inquinate

Cogne, nuova traccia con il Dna di Samuele
La difesa: lasciata dal killer. I periti: no, dai soccorritori


DAL NOSTRO INVIATO TORINO - C’ è il Dna di Samuele Lorenzi nella macchia trovata sul marciapiede davanti alla porta d’ ingresso della villetta di Cogne. Forse è sangue. Lasciato dal killer per la difesa, dai soccorritori per l’ accusa. Ma ormai "sull’ origine ematica nulla può dirsi con certezza", spiegano i cinque esperti del gip Piergiorgio Gosso nella perizia appena consegnata per l’ inchiesta "Cogne bis", quella sul presunto inquinamento delle prove. La traccia è "contaminata geneticamente", vale a dire ha un "profilo misto". Un elemento su cui la difesa di Annamaria Franzoni potrebbe decidere di puntare: il detective Giuseppe Gelsomino ha sempre detto che il vero assassino è entrato dalla porta principale e quella traccia l’ ha lasciata lui quando è fuggito. Ma gli stessi medici legali, coordinati dall’ anatomopatologo Marco Di Paolo dell’ Università di Pisa, al lavoro da marzo, la spiegano così: "I soccorritori transitarono proprio lì il giorno del delitto". "No - hanno sempre detto i Lorenzi -. I medici del 118 salirono più a destra". Certo è che sulla porta di ingresso e nel corridoio non ci sono tracce di sangue, come avevano sospettato i consulenti. Quindi, a parte quella debole traccia sul marciapiede, null’ altro supporta la tesi del killer fuggito dall’ ingresso. Sono quasi 500 le pagine di perizia appena depositate sul presunto inquinamento delle prove. Nella migliore delle ipotesi, i consulenti nominati da Carlo Taormina, Claudia Sferra ed Enrico Manfredi, con i colleghi svizzeri della polizia scientifica (tutti indagati per frode processuale e calunnia) in quella casa si sono mossi in modo maldestro e hanno dimostrato di non conoscere le tecniche scientifiche. La risposta se le prove siano state inquinate con dolo i periti la forniranno all’ udienza preliminare. A partire da quella strana sostanza "sintetica" "di elevata tecnologia, ad alto costo, non utilizzata in ambiente domestico" trovata nel garage, là dove era stato indicato dalla difesa "un camminamento da suole imbrattate di sangue". Non solo. "Le tracce accertate nel garage (indipendentemente dalla loro natura) non hanno mai fatto rilevare una progressiva diminuzione di intensità" come dovrebbe avvenire normalmente. Una sola delle tracce evidenziate in garage, la numero 25, contiene "materiale organico appartenente a Samuele e al padre". Un elemento "non significativo" dal momento che in quella casa ci vivevano. Nel mirino anche il modo d’ uso del luminol "cosparso in modo disomogeneo" e usato per rilevare impronte digitali. "Un metodo" giudicato "assolutamente inadeguato". L’ impronta digitale sulla porta della camera da letto, era già noto, è di un fotografo svizzero. Ma per mesi l’ avvocato Taormina ha affermato che era dell’ assassino. La traccia è stata posta su uno strato di luminol con cui era stata cosparsa la porta (un errore sostiene il consulente). Però sono tre i frammenti di impronte "che sono stati lasciati con più contatti". Il fotografo ha sbagliato quindi tre volte? Infine c’ è l’ orma sulla rampa del garage, che in realtà non c’ era il giorno del delitto, lo dimostrano le fotografie del Ris. Quindi risale a un momento successivo.
Cristina Marrone

Marrone Cristina



(13 dicembre, 2005) Corriere della Sera


Lei non va in aula per protesta. Taormina: sentenza già scritta

Per la perizia sulla Franzoni anche i fuori onda delle interviste


DAL NOSTRO INVIATO TORINO - Le lacrime versate quando ricorda il sorriso di Samuele. La voce strozzata mentre risponde alle domande e racconta quei terribili momenti davanti alle telecamere. Le smorfie. I sorrisi. L’ annuncio choc: "Sono di nuovo incinta" trasmesso al Maurizio Costanzo Show il 18 luglio 2002. E anche quel famoso fuori onda andato in tv decine di volte (l’ ultima a Matrix) ma registrato da Studio Aperto quando Annamaria Franzoni sbottò alla fine dell’ intervista: "Ho pianto troppo?", lasciando tutti di stucco in sala. Tutto questo, e probabilmente anche altri fuori onda inediti, sarà a disposizione dei periti psichiatrici chiamati a stabilire se la mamma di Cogne sia capace di intendere e di volere. Il giudice Romano Pettenati, su richiesta del procuratore generale Vittorio Corsi, ha ordinato di acquisire le interviste televisive perché ritenute "documenti potenzialmente rilevanti" per il lavoro che dovranno svolgere i periti. E il processo mediatico diventa così parte degli atti del processo vero, quello che si celebra di fronte ai giudici in corte d’ assise d’ appello a Torino. Le parole pronunciate da Annamaria a Porta a Porta, Matrix, a Giallo 1 di Irene Pivetti e al Maurizio Costanzo Show nel tentativo di difendersi dall’ accusa di essere l’ assassina del figlio potranno in realtà ora ritorcersi contro di lei. Non è stata una decisione presa in pochi minuti quella della Corte. I giudici si sono riuniti in camera di consiglio per un’ ore e mezza prima di ordinare l’ acquisizione del materiale video. E dopo aver ascoltato le dure obiezioni sollevate dall’ avvocato Carlo Taormina: "Diciamo tanto che questo non deve essere un processo mediatico e poi vengono richiesti proprio questi supporti. I talk show sono fatti di comportamento. E’ evidente che non possono essere messi sul banco dell’ analisi. La legge prevede che debbano essere usati risultati interni al processo, e non fatti comportamentali esterni come interviste. Sarebbe un precedente gravissimo". E dopo la decisione tuona: "La Corte ha commesso un illecito. C’ è poco da sperare, perizia e sentenza sono già scritte. Io credo che questi giudici mi stiano prendendo in giro. Ma io vado avanti nella mia battaglia". L’ avvocato non rinuncia neppure ad attaccare in modo polemico il collegio peritale: "Uno non è un medico, un altro non è uno psichiatra e un altro ancora è il rovescio della medaglia della psichiatria". Annamaria ieri non c’ era. Per protesta contro la perizia psichiatrica alla quale - ha ribadito il suo legale - non si sottoporrà. Ma non solo. "La mia cliente al 99% non si farà interrogare e non sarà mai in aula quando ci saranno gli psichiatri" tra l’ altro sollecitati dal presidente a partecipare all’ interrogatorio. "Se mai ci sarà", ha chiuso Pettenati Cristina Marrone In tv LE REGISTRAZIONI Fra le registrazioni acquisite dalla Corte ci sono due puntate di Porta a Porta, una del Maurizio Costanzo Show (2002), Giallo 1 di Irene Pivetti (2005) e una puntata di Matrix (2005) I FUORI-ONDA Per tutte le trasmissioni è stata richiesta anche l’ acquisizione di tutti i fuori-onda. Proprio in un fuori-onda Annamaria chiese: "Ho pianto troppo?"

Marrone Cristina

(16 dicembre, 2005) Corriere della Sera


L’ inchiesta sulla presunta manipolazione della scena del delitto. Taormina: gravità inaudita, se notizia è vera

"Cogne, false tracce dai periti della difesa"
Gli esperti del gip: macchie piazzate ad arte per simulare la fuga di un killer

PEZZO SUL COGNE BIS

DAL NOSTRO INVIATO TORINO - "Tracce manufatte". Piazzate "ad arte" nel garage. Distribuite nell’ ambiente in modo "studiato", così da creare un preciso "percorso di allontanamento" del killer dalla casa di Annamaria Franzoni. Questo concludono i periti del gip Piergiorgio Gosso. La prima udienza dell’ inchiesta Cogne bis, quella sulla presunta manomissione delle prove da parte dei consulenti nominati dall’ avvocato Carlo Taormina, è una doccia gelata per la difesa. I cinque periti, che hanno lavorato coordinati dal medico legale dell’ Università di Pisa, Marco Di Paolo, hanno depositato ieri un lavoro di altre 46 pagine. LE TRACCE - Le tracce analizzate, indicate dalla difesa di Annamaria Franzoni come macchie lasciate dal vero assassino, sono in realtà un composto di sangue e microsfere di idrossiapatite, un materiale molto costoso, utilizzato in ambito biomedico, non presente in natura in tali quantità e distribuito "in maniera verosimilmente regolare e ripetitiva". Le due sostanze, legate da un solvente, insieme reagiscono al test del luminol in modo "più intenso e duraturo". Precisamente "quattro volte di più rispetto al solo sangue". Quindi lascia tracce molto più luminescenti e decisamente più adatte ad essere fotografate. Ma l’ idrossiapatite rende praticamente impossibile l’ estrazione del dna. Ed è per questo che non si è potuto stabilire se quel sangue sia davvero di Samuele. I SOSPETTI - Come sono riusciti a creare quel "manufatto"? Il sospetto della procura è che abbiano "grattato" dai muri della villa o estratto dal lenzuolo qualche microtraccia di sangue. Le conclusioni lasciano spazio a pochi dubbi: "Il percorso è suffragato dalla deposizione del composito in modo tale da mimare il calpestìo di una calzatura imbrattata di materiale a contenuto ematico". Determinante per l’ accusa anche l’ intervento dei periti dell’ Fbi che hanno spiegato come alcune macchie fotografate sulla rampa del garage nel 2004 non erano presenti nelle immagini degli stessi spazi scattate subito dopo l’ omicidio di Samuele, nel 2002. Quindi risalgono a un momento successivo. Falsa anche l’ impronta digitale sulla porta della camera da letto: è di un perito svizzero. Smontata anche la tesi della "via di fuga" alternativa sostenuta dalla difesa. L’ INDAGINE - Spetterà ora al pm Giuseppe Ferrando (il suo consulente è il medico legale Roberto Testi) decidere se chiedere il rinvio a giudizio per frode processuale e calunnia dei consulenti Claudia Sferra ed Enrico Manfredi, dei loro colleghi svizzeri della polizia scientifica, dei coniugi Stefano Lorenzi e Annamaria Franzoni e dell’ avvocato Carlo Taormina. Il detective Giuseppe Gelsomino (difeso da Paolo Del Vivo) è indagato solo per calunnia: la notte in cui sarebbero state "fabbricate" le prove false non era a Cogne. LE REAZIONI - "Se la notizia fosse vera sarebbe di una gravità inaudita. Non permetterò a nessuno di infangare un ruolo difensivo come il mio" tuona Carlo Taormina. Gli avvocati Vittorio Gatti e Lorenzo Repetti, legali di Sferra e Manfredi denunciano di non essere stati convocati nei lavori che hanno portato a quest’ ultima scottante verità. "Falso" ribattono i periti: "Non si sono presentati". Stefano Lorenzi non abbandona i suoi toni pacati: "Abbiamo agito sempre e soltanto in buona fede. Non sono pentito delle mosse compiute". Cristina Marrone

Marrone Cristina