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 2007  gennaio 27 Sabato calendario

Con lui i texani quasi infallibili dalla lunetta NEW YORK – Tutto nasce da una classica conversazione del lunedì mattina in ufficio, quando il caffè non ti ha ancora dato la spinta per metterti al lavoro, e la domenica ha offerto spunti per commenti sportivi di vario genere

Con lui i texani quasi infallibili dalla lunetta NEW YORK – Tutto nasce da una classica conversazione del lunedì mattina in ufficio, quando il caffè non ti ha ancora dato la spinta per metterti al lavoro, e la domenica ha offerto spunti per commenti sportivi di vario genere. «Sbagliare un tiro libero e perdere a quel modo è da idioti», dice uno. Risponde Gary, nervosamente: «Lo so io come si tira a canestro. Incredibile. Con quello che guadagnano i campioni Nba, dovrebbero sbagliarne uno su cento». Gary non ha l’aria di uno che sappia di cosa stia parlando. Fa l’investment banker in Texas, ama il basket, ma come lui ce ne sono milioni. Invece Gary Boren, oggi 67enne, è molto serio. Lui sa davvero come comportarsi dalla lunetta. Lo sa perché da quasi 30 anni a casa sua registra i giocatori che vanno al tiro e li analizza col piglio dell’entomologo. Lo sa perché Denny Price è un suo amico ed è anche il papà di Mark Price il più infallibile esecutore di tiri liberi nella storia della Nba. Gary ha rotto le scatole a Denny al punto da farsi raccontare alcuni segreti. E lo sanno anche i Dallas Mavericks, che Gary Boren lo hanno sotto contratto per spiegare ai giocatori come si tira un «libero». «Ma è solo un impiego part-time – ci tiene a precisare ”, soltanto un hobby, io nella vita rimango comunque nella finanza».  uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pure occuparsene. Tiri liberi. Sono la tomba di giocatori anche di grande valore. Prendete Shaquille O’Neal, una forza della natura, grande talento. Eppure. Dalla lunetta sembra un timido dodicenne. Ne sbaglia uno su due. E che dire di Tim Duncan, due volte campione Nba, eppure inguardabile dalla lunetta con poco più del 60% di realizzazione? Certo, sia Miami che San Antonio non hanno mai pensato al banchiere. Dice Gary: «La cosa incredibile è quante videocassette di partite si devono sorbire i giocatori. Ma mai una volta che qualcuno gli faccia vedere le immagini di loro stessi alla lunetta. Ci sono 41 diversi tipi di errori che commettono regolarmente. La verità è che tutti pensano di essere migliori tiratori di quanto non siano». Gary ha prodotto una videocassetta per amatori del canestro che vende su internet offrendo come bonus ottimi consigli per gli acquisti sul mercato azionario. Fu Don Nelson, allora coach a San Francisco, che se lo vide arrivare in palestra con la sua pila di dati e immagini Era il 1993: lo assunse. Oggi, con Gary, Dallas ha portato la media generale al tiro oltre l’80%, ed è solo la quarta stagione nella storia in cui accade ai Mavericks finalisti lo scorso anno. «Certo, non dico ai giocatori quali siano i loro difetti, per non abbatterli. Non devo costruire il tiratore perfetto. Devo tirare fuori il meglio da ciascuno. Il guaio principale? Il cervello in quell’istante rimane scollegato dal resto del corpo». Nessuna squadra Nba si è mai dotata di un allenatore così specifico. A Los Angeles per aiutare Shaq provarono con lo psicologo, ma i risultati furono scarsi e di breve durata. « folle che nessuno ci abbia ancora pensato», dice Boren il cui successo più clamoroso è un centro di nome Shawn Bradley. Ne sbagliava quasi uno su due, lui lo ha portato all’80% di media. Quali siano i legami tra le obbligazioni in campo petrolifero, la specialità di Boren, e l’accuratezza di un tiro, non è ben chiaro: «In entrambi i casi serve attenzione per i dettagli». CECCHINO Gary Boren e Don Nelson (a sinistra), ex coach di Dallas. A destra, Jerry Stackhouse, uno dei migliori tiratori di liberi dei Mavericks