Dino Martirano, Corriere della Sera 27/1/2007, 27 gennaio 2007
Le statistiche giudiziarie dicono che diminuiscono i reati denunciati. Ma, nonostante il minor carico, la macchina giudiziaria continua ad arrancare: si impiegano 300-400 giorni per produrre una sentenza penale di primo grado (887 giorni nel civile) e peggio ancora vanno le cose se il processo si celebra davanti a un collegio o in corte d’Assise
Le statistiche giudiziarie dicono che diminuiscono i reati denunciati. Ma, nonostante il minor carico, la macchina giudiziaria continua ad arrancare: si impiegano 300-400 giorni per produrre una sentenza penale di primo grado (887 giorni nel civile) e peggio ancora vanno le cose se il processo si celebra davanti a un collegio o in corte d’Assise. Una giustizia più povera di finanziamenti si permette, poi, di non controllare i redditi dei cittadini che ottengono il gratuito patrocinio e anche di pagare cifre enormi di risarcimenti per i 3.612 decreti di «condanna dello Stato» per i danni causati dall’eccessiva durata dei processi. E la litigiosità giudiziaria arriva al caso limite che la III sezione penale, quella di Nicastro, debba discutere in camera di consiglio (5 giudici) un ricorso che ha come oggetto una lite da 0,53 euro (dalla relazione di Gaetano Nicastro, presidente della III sezione penale, relatore per caso della solenne cerimonia perché la Corte è priva di vertice da mesi)