(Orazio La Rocca, la Repubblica 24/1/2007), 24 gennaio 2007
Nel giugno 2005 l’agenzia americana First International Resources ha svolto un sondaggio su un campione di 6 mila intervistati in 12 paesi europei (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Ungheria, Italia, Polonia, Spagna, Svizzera e Inghilterra), per misurare l’antisemitismo in Europa
Nel giugno 2005 l’agenzia americana First International Resources ha svolto un sondaggio su un campione di 6 mila intervistati in 12 paesi europei (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Ungheria, Italia, Polonia, Spagna, Svizzera e Inghilterra), per misurare l’antisemitismo in Europa. Sei i quesiti posti: "Gli ebrei più fedeli ad Israele rispetto al paese in cui vivono?" (Italia: sì, secondo il 55 per cento; Polonia: 52; Spagna: 51; Germania: 50; Danimarca: 43; Belgio: 41; Francia, all’ultimo posto: 29); "Gli ebrei hanno troppo potere economico?" (Ungheria: sì, secondo il 55 per cento; Spagna: 45; Polonia: 43; Belgio e Italia: 33; Danimarca, all’ultimo posto: 11); "Gli ebrei hanno troppo potere finanziario?" (Ungheria: sì, secondo il 55 per cento; Spagna: 54; Polonia: 43; Austria e Belgio: 33; Italia: 32; Inghilterra, all’ultimo posto: 16); "Gli ebrei parlano ancora troppo dell´Olocausto?" (Polonia: sì, secondo il 52 per cento; Italia: 49; Germania e Svizzera: 48; Ungheria, Austria: 46; Belgio: 41; Danimarca: 35; Francia: 34; Inghilterra, all’ultimo posto: 28); "Gli ebrei responsabili della morte di Cristo?" (Polonia: sì, secondo il 39 per cento; Italia: 14 per cento; Francia: 13). Alessandro Ruben, avvocato romano, consigliere dell´Unione delle comunità ebraiche italiane e presidente per l´Italia della Anti-Defemation League: "Dati alla mano, il quadro che emerge è a dir poco preoccupante. Se si vuole dare un perché a tesi aberranti come il negazionismo dell´Olocausto occorre partire anche da questi dati".