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 2007  gennaio 26 Venerdì calendario

SALVATORE TROPEA

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TORINO - La Fiat del terzo bilancio firmato da Montezemolo e Marchionne vale oltre 20 miliardi di capitalizzazione in Borsa e per questo si colloca al sesto posto nella graduatoria delle prime nove società del mondo quotate e che producono automobili. Alle spalle ha Gm, Psa e Ford e davanti Toyota, DaimlerChrisler, Volkswagen, BMW e Renault. Tre anni fa era al decimo posto e già questo segnala la velocità della risalita che ha subito un´accelerazione col bilancio 2006 presentato ieri al cda. «Abbiamo raggiunto e superato gli obiettivi di gruppo che ci eravamo dati per il 2006» è stato il commento dell´ad del Lingotto. Un completamento del turnaround che vede il risultato della gestione ordinaria a 2 miliardi di euro pari al 3,8 per cento dei ricavi (due volte il livello del 2005) per effetto della crescita del fatturato di oltre l´11 per cento a 52 miliardi di euro.
Il risultato netto di 1,2 miliardi, in crescita di 1,4 al netto delle poste atipiche, il forte flusso di cassa industriale per 1,4 miliardi, l´indebitamento industriale quasi dimezzato e inferiore a 1,8 miliardi, una liquidità vicina agli 8 miliardi disegnano nel complesso una Fiat che si è lasciata alle spalle la crisi. E che può tornare a ripagare il capitale di rischio con un dividendo dopo cinque anni di astinenza: 0,155 euro per le azioni ordinarie, 0,31 per le privilegiate, 0,93 per le risparmio. E se in Borsa il titolo ha invertito ieri la rotta chiudendo sotto la soglia dei 16 euro dopo una flessione del 1,62 per cento è perché ci sono state le previste prese di beneficio. Movimento, questo, scontato, in attesa che le agenzie di rating mettano a fuoco quello che Marchionne ha definito «un anno importante che ha segnato il completamento di un´intensa fase di ristrutturazione grazie alla quale il gruppo è oggi pronto a intraprendere un nuovo percorso di crescita e di espansione dei margini nel periodo compreso tra il 2007 e il 2010».
Con circa 2 milioni di vetture (più 17 per cento) la ex grande ammalata del gruppo, ovvero l´Auto, è tornata ai livelli del 2001: il risultato della sua gestione ordinaria è stato di 572 milioni a 291 milioni ed è la prima volta che accade dal 2000. Al massimo degli obiettivi anche Iveco e CNH con margini in crescita al 6 e 7 per cento. Per Iveco il portafoglio ordini del 2007 risulta raddoppiato mentre per CNH è stato messo in conto un 40 per cento in più di quanto fatto nel 2006. Senza le incertezze della Finanziaria l´Auto avrebbe potuto fare di meglio anche se nel quarto trimestre è riuscita a guadagnare più di quanto aveva guadagnato i tutti i tre trimestri precedenti.
Ora Marchionne può confermare, come ha fatto ieri, gli obiettivi per il 2007. «Le prime settimane si stanno rivelando buone per l´Auto» ha detto. «Con la Bravo e la Cinquecento contiamo di portare all´8 per cento la quota sul mercato europeo e andare oltre il 30 in Italia ». Con l´introduzione di nuovi modelli, tra cui Bravo e Cinquecento, Fiat ha come obiettivo per l´anno in corso 2,2 milioni di vetture. Un altro passaggio importante verso il traguardo del 2010 conclusivo del nuovo piano triennale con 67 miliardi di fatturato di Gruppo, 5 miliardi di gestione ordinaria (il doppio del 2006), un utile netto più che raddoppiato a 3,4-3,6 miliardi. Insomma un percorso che dovrebbe consentire alla Fiat di conseguire un target di 18 euro, lo stesso che secondo la Ubs dovrebbe essere di 20 calcolando un 5 per cento nel caso di uno scorporo della società dell´Auto che al momento non è in agenda.