Luca Raffaelli, la Repubblica 26/1/2007, 26 gennaio 2007
Elenco Titoli Stampa questo articolo VENERD, 26 GENNAIO 2007 Pagina 35 - Cronaca Tex Willer, la leggenda con la stella Iniziativa di Repubblica-Espresso
Elenco Titoli Stampa questo articolo VENERD, 26 GENNAIO 2007 Pagina 35 - Cronaca Tex Willer, la leggenda con la stella Iniziativa di Repubblica-Espresso. Per la prima volta tutte le storie a colori Non è un giustiziere solitario, ma uno sceriffo amico degli indiani Navajo che fa rispettare la legge Dalla moglie Lilyth ai fedeli compagni sempre vicini nelle sfide con i nemici Il soprannome "Aquila della notte" Il west raccontato attraverso le avventure del ranger L´eroe di Bonelli con il volto di Gary Cooper LUCA RAFFAELLI ------------------------------------------------------------------------ ROMA - C´è una differenza sostanziale fra Tex e i supereroi del fumetto americano. Non si tratta della mancanza in Tex di superpoteri (in fondo, anche prendere sempre la mira giusta e allo stesso tempo riuscire a schivare sempre le pallottole degli altri è un superpotere, anche se non dichiarato). Il fatto è che Tex (il primo febbraio, in edicola, il primo volume in regalo con Repubblica) ha una stella sul petto. un ranger, cioè uno sceriffo a tutto campo. Dunque, rappresenta la Legge, lo Stato. Non si tratta di un giustiziere solitario, di un cittadino desideroso di vendetta, di un massacratore che si vuole fare "giustizia" con le proprie mani. No, lui rappresenta una riconosciuta autorità all´interno di un luogo selvaggio com´è il west e in particolare com´è il west raccontato da Gianluigi Bonelli: un luogo del mito in cui trovano spazio moltissimi elementi tipici della letteratura popolare, dal Salgari di Sandokan al Kipling del Libro della giungla, dal Dumas dei Tre moschettieri al Rice Burroughs di Tarzan. E poi del cinema, ovviamente, e non è un caso che Tex abbia il volto ispirato a Gary Cooper. E poi, ultimo ma determinante, anche dell´Italia in ricostruzione del dopoguerra. Come si sa, i ranch del west sono per lungo tempo disegnate da Galleppini ricordando le fattorie della maremma toscana, ma sono tipicamente italiani anche mobili e suppellettili che si trovano nelle case e negli alberghi del west di Tex. Fino a certi lapsus grafici unici e meravigliosi: come quello che si vedrà nell´ottavo volume: laddove Galleppini avrebbe dovuto mostrare un fiaschetto di latta tipico dei cowboy, disegnò invece un fiaschetto italiano da Chianti, con tanto di vimini intrecciato intorno. E sono tanti anche i riferimenti religiosi del primo Tex, dove le pistole «sgranano il loro rosario di morte», il cattivo viene chiamato «serpente» e lo si uccide spedendolo all´inferno. Non a caso due dei primi, grandi antagonisti di Tex si chiamano Mefisto e Satania. Non c´è dubbio, peraltro, che Tex abbia una natura "divina", che davvero il suo compito sia quello «di difendere i deboli e gli oppressi e di punire i malvagi, senza discriminazione di razza o di religione!», come egli stesso proclama. Quando, come si vedrà nel primo numero, nasce fuorilegge, questo accade solo perché è vittima di un´accusa infamante. E siccome Tex si ritiene senza alcun dubbio possibile dalla parte del giusto, quando diventerà ranger - sempre nel primo numero - anche il suo comandante dovrà subire le sue intemperanze. Nel secondo gli scriverà una lunga, dura lettera che contiene questo passaggio: «Come tutore della legge voi dovete rispettarla e ciò vi lega le mani. Vi avverto però che da oggi servirò solo la causa della mia giustizia». Ma con il tempo le cose miglioreranno. Tex ha il tempo di partecipare alla rivoluzione messicana, di sposare Lilyth, figlia del capo dei Navajo (di cui diventerà capo egli stesso con il nome di "Aquila della notte") e anche di ritornare fuorilegge, prima di riprendere la stella di ranger e di cominciare a portarla sul petto con orgoglio. Intanto da Lilyth, che muore improvvisamente di malattia, ha il figlio Kit, che nel giro di qualche avventura diventa adolescente e poi raggiunge l´età sufficiente e necessaria per poter partecipare alle avventure e bere un intero boccale di birra. Insieme al "vecchio" Kit Carson che, al contrario di Tex, può lamentarsi delle scomodità cui un eroe spesso è costretto ed è capace di colorite imprecazioni (come «peste, corna e fulmini lubrificati!») e all´indiano Tiger Jack, che invece è introverso e silenzioso, formerà la squadra di pard, cioè di fedeli compagni d´avventura. D´altra parte, Bonelli credeva molto nella forza del gruppo e «nell´uno per tutti, tutti per uno».