Mario Pappagallo, Corriere della Sera 26/1/2007, 26 gennaio 2007
MILANO
«Fai del tuo alimento la tua medicina e della tua medicina il tuo alimento» . Ippocrate, nel V secolo avanti Cristo, lo predicava. La scienza moderna lo sta scoprendo oggi. Per combattere l’invecchiamento, ma anche per proteggere le cellule da «attacchi» cancerogeni. E il primo «bollino blu» scientifico va alle arance rosse. Il colore è fondamentale. «I risultati dei test di laboratorio condotti sulle arance hanno approfondito le proprietà anticancro di alcune sostanze in esse contenute – ha spiegato Carlo La Vecchia, epidemiologo dell’Istituto Mario Negri di Milano ”. Si tratta di due potenti antiossidanti in grado di bloccare la trasformazione tumorale della cellula: i flavonoidi (antociani, che poi danno il colore rosso) e la vitamina C. Effetti protettivi sono stati dimostrati sui tumori del tratto digerente superiore e dello stomaco, ma anche su quelli mammari e renali». Menù a base di arance rosse, preparati dai cuochi Slow Food all’Osteria del Treno di Milano mentre i ricercatori parlano. L’iniziativa è dell’Associazione per la ricerca sul cancro (Airc). Ecco Marco Pierotti, direttore scientifico dell’Int milanese: «Circa il 30% dei tumori è legato all’alimentazione. Cibo e geni interagiscono e da questa interazione possono nascere salute o malattie. L’aspetto più importante della nutrigenomica
(nuovo filone di ricerca) è che ora sappiamo che non siamo schiavi dei nostri geni, vittime del determinismo genetico.
Attraverso il cibo possiamo entrare in uno stato di malattia, ma possiamo anche uscirne. Con differenze da persona a persona». Dieta «personalizzata», in base ai geni. Aggiunge Andrea Decensi, del Galliera di Genova: «Stiamo conducendo alcune sperimentazioni sugli antiossidanti di arance e tè verde, che potrebbero, in dose molto elevata, avere un effetto protettivo anche nelle persone ad alto rischio cancro, ma anche un effetto-farmaco in chi è già malato». Conclude Umberto Veronesi, fondatore dello Ieo: «L’alimentazione è prevenzione. E sappiamo anche, dai nuovi studi genetici, che l’alimentazione è correlata alla durata della vita. Si apre dunque l’ipotesi scientifica che il cibo influisca sia sulla qualità della vita (riduzione del tasso di malattia) che sulla sua durata». Arance rosse quindi. A cominciare da quelle siciliane che sabato verranno distribuite in 2.500 piazze italiane dall’Airc. Faranno bene alla salute e alla ricerca. Come? Con 8 euro a retina, un milione e 400 mila arance potrebbero trasformarsi in 4 milioni di euro per gli studi finanziati dall’Airc.