Francesco Battistini, Corriere della Sera 25/1/2007, pagina 15., 25 gennaio 2007
Michela la rossa: sono l’ape operaia di Silvio. Corriere della Sera, giovedì 25 gennaio « La mammà col papà/ la nanà col gagà/ sulla vecchia Balilla s’avanza/ la Michela Brambilla in maggioranza
Michela la rossa: sono l’ape operaia di Silvio. Corriere della Sera, giovedì 25 gennaio « La mammà col papà/ la nanà col gagà/ sulla vecchia Balilla s’avanza/ la Michela Brambilla in maggioranza... ». Balilla? Un bolide testarossa, casomai. Accordi la chitarra Apicella, schiariscano l’ugola i cantori forzisti. Il Cavaliere ha deciso, si cambia musica: all’Italia moderata «occorre un nuovo scatto come nel 1994» (intervista al Giornale e al suo vicedirettore che pure lui – toh! – si chiama Michele Brambilla) e se non vuole avanzare al passo della famiglia Brambilla in vacanza, quella della vecchia canzone, è a una Brambilla dei nostri tempi che deve lasciare la guida. Nel caso specifico a Michela Vittoria B., 38 anni, una passione per tacchi alti e tubini stretti, presidentessa dei giovani di Confcommercio e organizzatrice dei Circoli della libertà, vistosa signora dei talk-show che un’invidiosetta vulgata soprannomina la Rossa Salmonata per via di quella meravigliosa chioma alla Milva e d’un certo successo imprenditoriale nel settore del pesce confezionato. C’è una corrente da risalire, un polo da scongelare. «Gli azzurri ricominciano da una rossa», certifica il Secolo d’Italia, quotidiano di An: «Una che sta sulle scatole a quella sinistra che vorrebbe le donne in politica brutte, malvestite e e possibilmente dall’aria dimessa». L’annuncio del lifting era annunciato già in autunno, palco di Montecatini, se il coccolone non avesse rovinato il copione. Tutto preparato: Berlusconi che la chiamava su, lei che a diciott’anni aveva già portato la fascia di Miss Eleganza e perciò avrebbe fatto benissimo l’«ooooh!» di sorpresa, il popolo che applaudiva... Due mesi dopo, ora che Silvio è guarito e Forza Italia no, la «seconda ondata dei moderati» è l’onda rossa e brambillesca dei Circoli: 4 mila cellule azzurre, «un fiume in piena di cittadini – dice Michela – che con entusiasmo, senza induzione da parte di nessuno, ogni giorno si uniscono a chi non si sente più rappresentato: siamo un movimento prepolitico, ben distinto da Forza Italia, che apre su tutto il territorio ad An, Udc, anche ai moderati di sinistra che hanno votato Prodi e sono delusi. la nuova base per il futuro». La sciùra Brambilla si presenta da tosta che lavora sodo. «Non trascuro nulla»: le trafilerie dell’acciaio di famiglia e gli allevamenti di salmone, gli ambulatori odontoiatrici del compagno («direi fidanzato, e comunque non siamo un Pacs: prima o poi ci sposiamo») e "Il Salumaio" di via Montenapo che papà le affidò, la Lega per i diritti del cane e lo zoo di trovatelli, alani e gatti, cavalli e capre, perfino un asino che le ha regalato Vittorio Feltri («salvato dal pentolone d’una festa dell’ Unità! ») e ora rivive felice a Calolziocorte, lago di Lecco, nei 10mila metri di parco Brambilla. «Dormo meno di tre ore, rispondo ogni notte di persona a chiunque mi scriva. Sto andando a Bergamo, poi a Piacenza, venerdì mattina sarò a Montecitorio per la prima campagna dei circoli: un’indagine sulla sanità di Prodi, "No ticket no tax, tuteliamo la salute e salviamo il portafoglio", presentata assieme a Cisl e Uil». Chi non la supporta, la sopporta appena. A sinistra: «Malgrado le cure, i suoi 40 anni li porta tutti», ha scritto perfida l’Unità, ironizzando sui suoi gazebo anti-ticket in San Babila, a raccogliere firme «prima d’involarsi sulla sua Mercedes coupé grigio metallizzata, parcheggiata in divieto di sosta». Ma che mal di pancia, anche in Forza Italia. Marcello Dell’Utri, per esempio. O la portavoce Elisabetta Gardini, afona di fronte a una «bella, colta, ricca» leader ( Secolo dixit) che vent’anni fa stava già sulle reti Fininvest con Bonolis e intervistava Eros Ramazzotti al Festivalbar, trovandosi in scena con Corrado Guzzanti («ma non ho mai avuto il piacere di conoscerlo») e presentando reportage sulle notti di San Francisco («ma sono stata anche a seguire Desert Storm »), una che sfoggia laurea in filosofia e tiene rubriche su Libero («Saracinesche») o sulla Provincia di Lecco («Cani, gatti & Co.»), una che a 13 anni era animalista («sfilavo contro le signore in pelliccia, le bloccavo per strada e gridavo: " vestita di cadaveri, si vergogni!"») e nella sua azienda, la "Sal Seafood", anestetizza i salmoni prima di stecchirli. Una volta, era la pupilla di Sergio Billé. Oggi, è un’altra miliardaria a guidare il partito d’un miliardario: «Sono una che vive bene del suo. E a differenza degli altri politici, non ho chi mi paga la pagnotta. Sono libera, dico e faccio quel che voglio. Lo ammetto: non dover accontentare nessuno, è il mio lusso». Sarà mica un’altra presidentessa operaia? «Il presidente è uno solo: io sono un’ape operaia». Francesco Battistini