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 2007  gennaio 25 Giovedì calendario

Molto porno, siamo inglesi. La Stampa, giovedì 25 gennaio «Ho appreso di più sul rapporto tra uomini, donne e sesso nelle ultime due settimane, che in anni e anni di lavoro»: Lesley Garner, smagatissima notista di costume del Daily Telegraph, fa fatica ad ammetterlo

Molto porno, siamo inglesi. La Stampa, giovedì 25 gennaio «Ho appreso di più sul rapporto tra uomini, donne e sesso nelle ultime due settimane, che in anni e anni di lavoro»: Lesley Garner, smagatissima notista di costume del Daily Telegraph, fa fatica ad ammetterlo. Anche per una come lei, un incrocio dei nostri campioni nazionali Carlo Rossella e Maria Laura Rodotà, è stata una sorpresa scoprire che la passione più forte dei seriosi lettori del suo giornale, il più austero dei quotidiani «di qualità», è la pornografia. Porno-web, naturalmente, frequentato e praticato tutti i giorni sui quattro milioni e duecentomila siti a disposizione sulla rete, di nascosto, in solitudine, con una vergogna che non consente di parlarne con nessuno. E che porta spesso i matrimoni, quando le mogli se ne accorgono, precipitosamente alla fine. Quella del Telegraph è stata una scoperta accidentale, nessuno poteva immaginare un fenomeno di queste dimensioni. Leslie Garner ha ricevuto una lettera di una certa Katherine, che firmava solo con il nome, e ha deciso di pubblicarla. La donna, fino a poco prima moglie felice e madre di tre figli, raccontava di essersi imbattuta per caso nella mania pornografica del marito, di essere rimasta colpita dal fatto che lui, pur passando ore e ore al computer a guardare scene hard, non provasse alcun senso di colpa, e di non riuscire più ad andare avanti nel matrimonio. La pubblicazione della lettera ha dato la stura a un’alluvione cartacea di cui il Telegraph, dopo quindici giorni, dava conto in due intere pagine, uno straordinario documento sui costumi sessuali dei mariti inglesi. E non solo di quelli normalmente annoiati dal noioso tran tran coniugale, ma anche dei più giovani sposi. Poi, ognuno ha una buona scusa: «Il porno può servire ad accrescere il piacere di tutti e due», scrive Peter. E John, un medico: «Nessuna donna può capire cosa vuol dire l’urgenza del desiderio sessuale. Parlo di bisogno, come il bisogno di mangiare o di bere. Il marito di Katherine non fa niente di male ad accontentare il suo bisogno». E Frank, 76 anni: «Da quando mia moglie, a cinquanta anni, ha perso interesse nel sesso, io, non volendola tradire, rimedio con i video». E Mark: «Io avverto desiderio di fare sesso molto più spesso di mia moglie, la quale, da parte sua, vuole che ogni incontro tra noi sia un’occasione speciale. Siccome, tra lavoro e altro, tempo per queste occasioni non resta tanto, il porno per me è una valida alternativa». Naturalmente, non è detto che i porno-users si limitino a guardare, anche se tra gli autori delle lettere pubblicate c’è chi dice di non temere una dipendenza, ed anzi di alternare il sesso sui computer «al giardinaggio o all’ascolto di buona musica». Internet può diventare il modo di organizzarsi incontri, a pagamento e non: «In un anno ho incontrato venti donne diverse», sostiene Thomas. «Sono entrato in un sito del genere, ma dopo 24 ore mi sono cancellato per la vergogna», spiega Jeremy. «Mia moglie sarà una su un milione, eppure è d’accordo - racconta Laurie -. Non abbiamo più rapporti da vent’anni, e lei, conoscendo i miei bisogni, tollera il mio rapporto con il porno». Ma per una, appunto, tutte le altre alzano un coro di protesta e di solidarietà con Katherine. Attacca Julie: «Ho avuto il porno per casa dal primo giorno di matrimonio, in garage, in macchina, nel guardaroba. Alla fine, dopo tre bambini e passati i quaranta, ho deciso che al sesso ho dato». Sonia insiste: «Il problema non sono i giovani sposi, ma i mariti pensionati. Cosa ne sappiamo noi di che combinano veramente su quei siti?». «Mio marito mi accusava di isteria per la mia reazione al porno - è la testimonianza di Maria -. Così abbiamo rotto. Tre anni dopo ho trovato nel suo ex computer file di pedofilia, violenze, sesso anale. stata la mia rivincita e la prova che era un uomo senza dignità». In realtà, dai calcoli di Lesley Garner si ricava che le donne tolleranti sono di più, almeno un terzo. Nelle loro lettere si trova un certo buonumore, una visione sessualmente rilassata, una considerazione del vizietto porno del marito come una specie di hobby, tra golf e football. C’è perfino una piccola minoranza che guarda il porno in compagnia del marito, e magari ha deciso di farlo per superare lo shock della scoperta. Gli altri due terzi di donne sono inconsolabili, si ritengono insultate, tradite e dicono che il porno è in tutto e per tutto paragonabile a un adulterio. Immaginano i mariti a sbavare davanti ai computer per tutto il tempo che passano fuori di casa. Temono che qualcuno dei loro files possa finire in mano ai figli. Non credono a una parola di quello che gli uomini dicono per giustificarsi, e in fondo in fondo vorrebbero liberarsene prima possibile. Del resto, non si può proprio dire che gli argomenti maschili possano risultare convincenti. Il 75 per cento dei mariti non ritiene di doversi giustificare, considera il porno normale, e la maggior parte di loro dicono di guardarlo perché la moglie, che amano e considerano ancora «assai desiderabile», troppo spesso non ha tempo per far sesso con loro. Il restante 25 per cento si dichiara totalmente insoddisfatto del proprio matrimonio, all’interno del quale i rapporti sessuali sono finiti da un pezzo. Internet è il loro «rifugio», e anche - lo dicono come se lo considerassero un loro diritto - «lo strumento più rapido per contattare una prostituta». L’ultimo surrogato dei loro amori perduti. Marcello Sorgi