Anna Zafesova, La Stampa 25/1/2007, pagina 15., 25 gennaio 2007
Gli oligarchi russi che amano l’Italia. La Stampa, giovedì 25 gennaio Stampa 25 Gennaio 2007 Personaggi Mare & business Gli oligarchi che amano l’Italia Quando nel 2002 Rustam Tariko vinse con la sua «Russian Standard» la Primatist Trophy in Costa Smeralda, per i veterani della Sardegna fu quasi uno shock
Gli oligarchi russi che amano l’Italia. La Stampa, giovedì 25 gennaio Stampa 25 Gennaio 2007 Personaggi Mare & business Gli oligarchi che amano l’Italia Quando nel 2002 Rustam Tariko vinse con la sua «Russian Standard» la Primatist Trophy in Costa Smeralda, per i veterani della Sardegna fu quasi uno shock. Ma sono bastati un paio d’anni, e oggi gli oligarchi russi a Porto Cervo non sembrano più dei parvenu, ma degli habitué. Del resto, è stato Vladimir Putin in persona a rendere «in» in Costa Smeralda, andando alla Villa Certosa da Silvio Berlusconi e mandandoci poi in vacanza, poco patriotticamente, le figlie Katya e Masha. E così oggi Tariko - 45 anni, 2 miliardi di dollari, un impero di vodka (il 60% del mercato russo) e di banche (è stato lui a far scoprire ai russi il credito al consumo) - è un’attrazione della Sardegna, con la sua Villa Minerva comprata a Veronica Lario con mobili e suppellettili, incluso il pianoforte di Silvio, le sue barche (la «Russian Standard Terrible», secondo il suo costruttore Bruno Abbate, è la più veloce al mondo) e il suo Boeing privato coperto di intricatissimi disegni argento e nero all’aeroporto di Olbia. Tariko dice di aver sempre avuto «l’Italia nel cuore», e non è l’unico: dagli ormai proverbiali supershopping in via Montenapoleone alle ville in Sardegna che ormai una dietro l’altra passano dai proprietari storici agli acquirenti da Mosca (tra gli ultimi arrivati l’inarrestabile Abramovich che si è insediato a Punta Volpe, e il re dell’alluminio Oleg Deripaska, imparentato con Eltsin e amico di Putin, che ha comprato «Le Walkirie»), gli oligarchi russi sono sbarcati in Italia. Certo, la maggioranza preferisce far studiare i figli a Londra, ma qualcuno - come il padrone del Gum e re della moda Mikhail Kusnirovich - ha da anni scelto l’Italia come sua «seconda patria». E non si tratta solo di una scelta climatico/estetico/gastronomica: si parla anche di business. Che non si limita all’importazione su scala industriale di cuochi italiani a Mosca. Alexej Mordashov, forse il più determinato della nuova generazione di oligarchi, ha comprato la Lucchini di Brescia, nell’ambito della strategia di far diventare la sua «Severstal» uno dei maggiori produttori internazionali di acciaio. La «Evrazgroup» è entrata nella Palini e Bertoli, e Vladimir Evtushenkov - cognato del sindaco di Mosca e padrone della tentacolare corporation «Sistema», sta guardando alla Telecom, dopo essere stato respinto l’anno scorso dai tedeschi. Insomma, i russi e gli italiani provano «grandi business-sentimenti», come scriveva ieri la Komsomolskaja Pravda, felicitandosi che il feeling tra Silvio e Vladimir non si sia perso nemmeno con Romano. Il più diffuso tabloid russo ha raccontato con toni commossi che Prodi adora Pietroburgo (città natale di Putin) e che «Guerra e pace» e «I fratelli Karamazov» sono i suoi libri preferiti. «Un amico non peggiore di Berlusconi», conclude il giornale. Anna Zafesova