Corriere della Sera Magazine 25/01/2007, Aldo Grasso, 25 gennaio 2007
Storia d’Italia attraverso la TV. Corriere della Sera Magazine 25 gennaio 2007. 1964 Basta distinzioni
Storia d’Italia attraverso la TV. Corriere della Sera Magazine 25 gennaio 2007. 1964 Basta distinzioni. E i generi si mischiano. Al termine di ogni tappa del Giro, Sergio Zavoli intenta un processo alla corsa (il programma era iniziato il 20 maggio 1962 e terminerà nel 1969). Sono commenti del dopocorsa, un modo diverso di raccontare le fatiche dei ciclisti, carpendo (magari in moto, durante la corsa) le emozioni più nascoste ad atleti sfigurati dalla fatica. Racconta Zavoli: "Scoprivamo il ciclismo di Baldini, Adorni, Gimondi, le loro sfide con Anquetil, Merckx. C’erano anche Zilioli, Motta. E Taccone sregolato e geniale. Aveva fama di malvagio. Disse: ”Devo essere lupo perché ho fame, la mia famiglia ha sempre avuto fame. Ogni vittoria è una rapina”. Insieme con loro pedalava una folla di povera gente: arrivavano in fondo al Giro con ore di ritardo e non si capiva perché facessero i corridori". La grande trovata del Processo è appunto quella di mescolare l’alto con il basso, la domanda colta di Zavoli con la risposta stenta del corridore. E di usare l’artificio letterario del Grand Tour per un più prosaico Giro d’Italia. Nel 1964 esce Apocalittici e integrati di Umberto Eco. Basta leggere i titoli delle recensioni dei giornali per capire che è in atto un piccolo terremoto. Il titolo del giudizio di Pietro Citati sul Giorno recita così : "La Pavone e Superman a braccetto di Kant". Un altro ribatte: "Passaporto culturale per Mandrake e Topolino". Un altro ancora: "I fumetti all’università". Si capisce insomma che cominciano a barcollare distinzioni che sembrano granitiche, che i generi amano ibridarsi, che l’accademico e il triviale meritano uguale attenzione. In Congo, intanto, la troupe di Gualtiero Jacopetti è coinvolta in un massacro. la prima volta che una realtà viene volutamente piegata a fini spettacolari: si scatena la polemica e prende avvio un caso giudiziario. Il 18 gennaio 1964, a quattro passi da via Veneto, viene trovato morto nel suo ufficio Faruk Churbagi, un egiziano-libanese di 27 anni. Poche ore e il cerchio si stringe attorno ad una coppia di miliardari egiziani, Yussef e Claire Bebawi. Claire dopo essere stata a lungo amante di Churbagi è stata lasciata dal giovane per una diciassettenne della nobiltà romana, la contessa Patrizia De Blanck, mentre Yussef è il classico marito tradito. Il caso è chiuso. Marito e moglie iniziano però ad accusarsi a vicenda. Il processo di Appello li condanna entrambi a 22 anni di carcere, ma i due, nel frattempo, hanno già da tempo abbandonato l’Italia. RECENSIONI TV Gianni Clerici Il Giorno, 30 luglio 1966 "Ho fatto l’intervista a Zavoli soprattutto per il Processo alla tappa, la trasmissione che ha riportato l’interesse per il ciclismo alla pari col calcio, ha spinto fabbriche a sospendere il lavoro, maestri a interrompere la lezione, giornalisti un tempo ritenuti dignitosi a fare la danza del ventre per parteciparvi, corridori stracchi morti e magari drogati a recitare, scrittori col Premio Strega balbettare nonsensi (...) Processo alla tappa è un vero e proprio spettacolo, con tanto di palcoscenico, di attori protagonisti, di comparse, di drammi, di battibecchi: un copione su cui si deve improvvisare come nella commedia dell’arte, e alcune maschere a cui i corridori si adeguano: lo spaccone, il timido, il chiacchierone e il taciturno, lo smaliziato e l’ingenuo". Achille Campanile L’Europeo, 20 giugno 1968 "Per restare al Giro d’Italia, valga per tutte l’intervista fatta a Taccone in questi giorni. Un sommesso dramma crepuscolare sul tramonto del campione non avrebbe potuto trovare accenti più toccanti. Abbiamo udito il campione dire con trattenuta commozione frasi come: ”Ci sono tanti scrittori che nella vita a un certo punto non hanno più niente da dire... Io non ho più forze da spendere... Quando sono partito per il Giro, ho fatto la valigia con mia moglie e l’abbiamo riempita di illusioni. La riporto piena di delusioni... L’anno scorso ricevetti fino a tremila telegrammi. Quest’anno ne ho ricevuto uno solo, di un amico, Osvaldo. Avevo paura di aprirlo, perché temevo che mi annunziasse una disgrazia in famiglia, tanto ero lontano dal pensare a un telegramma d’incoraggiamento... L’ho aperto con la mano che mi tremava dalla paura... L’intervistatore (Zavoli) incalza con domande come: ”Porta a casa un animo sereno o risentito?...”; e anche: ”Chi ci garantisce che questa non è la sua ultima recita?”. E Taccone, ispirato: ”Mi sono detto: Vito...”. E in questo apostrofare se stesso, accorato ma asciutto, in questo rivolgersi a se stesso come all’unico amico che gli resti al mondo, c’è una tenerezza, una malinconia, quasi una gentil pietade di se stesso. Intervista? Ma questo è il dramma d’un’anima". I FATTI in Italia L’esecutivo è guidato da Aldo Moro. Il 26 giugno Moro si dimetterà dopo che il giorno prima l’esecutivo era andato in minoranza sulla questione del finanziamento alle scuole private. L’anno si apre all’insegna della recessione economica, il governo degli Stati Uniti e il Fondo Monetario Internazionale concedono all’Italia un prestito di oltre 1 miliardo di dollari. Il 4 gennaio Papa Paolo VI è il primo Pontefice a viaggiare in aereo: si reca in pellegrinaggio in Terrasanta. Il 12 e 13 gennaio viene fondato un nuovo partito: dall’ala sinistra del Psi nasce il Psiup. Il 29 gennaio con una blanda sentenza di quasi totale assoluzione si chiude il processo sullo scandalo dei "balletti verdi". Il 5 ottobre 1960 un trafiletto apparso su Il Giornale di Brescia aveva dato notizia dell’apertura di una vasta inchiesta su festini omosessuali organizzati in una cascina del Comune di Castel Mella. Lo scandalo aveva trovato spazio su quotidiani e settimanali, diventando un evento nazionale. In un crescendo di isteria collettiva l’inchiesta coinvolge molti nomi noti, che si rivelano poi tutti estranei alla vicenda. Il 3 marzo Felice Ippolito, ex segretario del comitato nazionale energia nucleare, è arrestato con l’accusa di peculato per 74 milioni, di cui Ippolito si sarebbe reso colpevole in piccola parte per fini personali, ma per la maggior parte a vantaggio di terzi (funzionari ministeriali, giornali, manifestazioni e convegni di studio). Il processo assume da subito i toni di una requisitoria politica. Il 25 marzo Giovanni De Lorenzo, comandante generale dei carabinieri, comunica il piano segreto Solo ai responsabili territoriali delle divisioni dell’arma dei carabinieri. Il 15 luglio il Presidente Segni lo convoca al Quirinale. Il primo maggio il quotidiano La Stampa denuncia lo scempio edilizio in atto ad Agrigento. Pier Paolo Pasolini subisce a Roma un processo perché accusato di vilipendio alla religione di Stato in La ricotta, episodio da lui diretto del film RoGoPaG. Il 6 maggio è assolto da una sentenza della corte d’Appello, dopo essere stato precedentemente condannato a quattro mesi di reclusione. Il 21 agosto Palmiro Togliatti muore a Yalta. Il 25 agosto si svolgono i funerali a Roma: un milione di persone partecipa alle esequie. Su Rinascita viene pubblicato il Memoriale di Yalta e Longo diventa segretario del PC. Il 1 novembre a Milano apre la linea uno della metropolitana. Nello stesso anno si inaugurano anche l’autostrada del Sole Milano-Napoli e la diga dell’Alpe Gera sul Cormor, la più alta d’Italia. Il 6 dicembre il Presidente della Repubblica Antonio Segni dà le dimissioni perché le sue cattive condizioni di salute gli impediscono di esercitare le sue funzioni. Il 28 dicembre Saragat viene eletto alla Presidenza della Repubblica. Ippolito Sanfratello denuncia Aldo Braibanti per plagio nei confronti del figlio diciottenne Giovanni. L’accusa è di aver ridotto il giovane (e l’elettricista diciannovenne Piercarlo Toscani) in stato di schiavitù mentale per costringerlo alla convivenza. Braibanti, intellettuale dai molteplici interessi, comunista e omosessuale, aveva vissuto a Roma con Giovanni Sanfratello dal 1962. Al termine del processo nel 1968, Braibanti sarà condannato a sei anni di carcere, ridotti a quattro grazie alla sua condizione di ex partigiano. La condanna suscita sdegno nella comunità intellettuale e scrittori come Moravia, Elsa Morante, Eco si mobilitano con appelli in favore di Braibanti insieme a Marco Pannella e altri esponenti radicali. Il 23 Novembre 2006 il Governo Prodi ha concesso a Aldo Braibanti un sostegno economico secondo la legge Bacchelli. Eugenio Barba fonda L’Odin Teatret a Holstebro in Danimarca. Esce la rivista Classe operaia, Dario Fo rappresenta Settimo, ruba un po’ meno. Gigliola Cinquetti vince Sanremo con Non ho l’età e Gianni Morandi il Cantagiro con In ginocchio da te. In dicembre John Coltrane registra nel New Jersey in un’unica sessione A Love Supreme. Esce The Times They Are A-Changin’ di Bob Dylan. Nascono le manifestazioni Un Disco per l’estate e Festivalbar. All’estero. in corso a Francoforte sul Meno il processo contro un gruppo di Ss e di funzionari del Lager di Auschwitz. Assiste al processo lo scrittore Peter Weiss, traendone i materiali per l’opera L’istruttoria, pubblicata nel 1965 e tradotta in Italia l’anno dopo. Il 27 gennaio il governo francese riconosce ufficialmente la Cina. In febbraio aerei americani bombardano il Vietnam del nord. Il 7 marzo sbarcano i primi Marines statunitensi. Nell’isola di Cipro si verificano incidenti fra la popolazione greca e turca. Il 27 marzo L’ONU invia truppe in missione di pace. Il 31 marzo il Brasile è teatro di un colpo di stato militare. Segue una dura repressione politica e culturale. In maggio Nikita Kruscev e il presidente egiziano Nasser inaugurano insieme la diga di Assuan. Il 28 maggio viene costituita l’OLP dal Congresso nazionale palestinese. In luglio il senato americano approva una legge sui diritti civili. Ma tra luglio e agosto si verificano violenti tumulti razziali a New York, Chicago e Philadelphia. Il 21 settembre Malta è indipendente dalla Gran Bretagna. In settembre è reso noto il rapporto Warren, consuntivo dell’inchiesta sull’attentato a John Fitzgerald Kennedy. Il rapporto indica in Lee Harvey Oswald l’unico colpevole. Il 14 ottobre Kruscev è rimosso da tutte le sue cariche dal comitato centrale del PCUS. Leonid Breznev gli succede come segretario generale del PCUS. Il 3 novembre Lindon Johnson è confermato Presidente degli Stati Uniti. Era stato chiamato a ricoprire questa carica dal novembre 1963, in seguito all’assassinio di Kennedy. Bobby Kennedy è candidato a senatore come rappresentante dello Stato di New York. La sua elezione lancerà la corsa alla presidenza per il 1968. Martin Luther King vince il premio Nobel per la pace. Maria Callas torna a calcare le scene impersonando Tosca al Covent Garden di Londra, sotto la direzione di Franco Zeffirelli. MODI DI DIRE Si diffondono tra tifosi e telespettatori i soprannomi dei ciclisti: Cuore matto. Franco Bitossi, così soprannominato perché veniva spesso colpito da un’aritmia cardiaca, forse di origine ansiosa. Capitava che nei momenti cruciali della corsa si fermasse sul ciglio della strada portandosi una mano sul cuore. Dopo l’iniziale spavento anche i tifosi si erano abituati a queste brevi soste. Nel 1964 vince la mitica tappa del giro Cuneo-Pinerolo. Camoscio d’Abruzzo. Questo il soprannome di Vito Taccone, che richiama il suo talento di scalatore e il suo temperamento focoso. Proprio nel 1964, nel corso del Tour de France, è coinvolto in una scazzottata con Fernando Manzaneque, ciclista spagnolo, causata forse dalle polemiche per gli arrivi scomposti in volata di Taccone, forse dal rifiuto di Manzaneque di offrire del ghiaccio al Camoscio. Jacques Goddet, direttore del Tour, cerca di separarli con la paletta usata per dirigere la gara. A seguito dello scandalo giudiziario si parla molto di Balletti verdi. "Nel linguaggio giornalistico, orgia tra persone dello stesso sesso". Tullio De Mauro, Grande dizionario italiano dell’uso. Il termine è una variante di Balletti rosa, in uso per definire scandali eterosessuali. Pare che il colore verde sia scelto perché di questo colore era il garofano portato all’occhiello da Oscar Wilde. LETTERATURA Il caso letterario dell’anno è il libro Le svergognate, della giovane Lieta Harrison, che racconta senza ipocrisia cosa significa nascere donna in Sicilia. Giovanni Arpino vince il Premio Strega con L’ombra delle colline. Il premio Nobel per la letteratura è assegnato a Jean Paul Sartre, che però lo rifiuta. Muore Ian Fleiming, l’autore di 007. Incipit. Luigi Meneghello I piccoli maestri Io entrai nella malga e la Simonetta mi venne dietro; dava sempre l’impressione di venir dietro, come una cucciola. Aveva i capelli un po’ arruffati, era senza rossetto, ma bella e fresca. La guerra era finita da qualche settimana. Il malgaro ci diede latte nella ciotola di legno, e lo bevemmo a turno. Poi lui disse: "Ho sentito sparare." "Sono venuto a ripigliarmi questo qui," dissi. Portavo il parabello in spalla, e l’avevo provato nel bosco. Funzionava perfettamente. Hannah Arendt La banalità del male "Beth Hamishpath" – la Corte! Queste parole che l’usciere grida a voce spiegata ci fanno balzare in piedi giacché annunciano l’ingresso dei tre giudici: a capo scoperto, in toga nera, essi entrano infatti da una porta laterale per prendere posto in cima al palco eretto nell’aula. Ai due capi del lungo tavolo, che presto si coprirà di innumerevoli volumi e di oltre millecinquecento documenti, stanno gli stenografi. Subito sotto i giudici c’è il banco degli interpreti, la cui opera è necessaria per i dialoghi diretti tra l’imputato (o il suo difensore) e la Corte; per il resto, sia la difesa sia la maggior parte degli stranieri seguono il dibattimento, che si svolge in lingua ebraica, ascoltando con la cuffia la traduzione simultanea, che è ottima in francese, passabile in inglese, e veramente pessima e spesso incomprensibile in tedesco. Herbert Marcuse Eros e civiltà La concezione dell’uomo che emerge dalla teoria freudiana, è il più irrefutabile atto di accusa della civiltà occidentale – ed è al tempo stesso, la difesa più incrollabile di questa civiltà. Secondo Freud, la storia dell’uomo è la storia della sua repressione. La cultura impone costrizioni non solo alla sua esistenza nella società, ma anche alla sua esistenza biologica, e non solo a settori della sua esistenza umana, ma alla sua struttura istintuale stessa. MODA, COSTUME, ARTE. L’artista bulgaro Christo crea il Tavolo con oggetto impacchettato, uno dei primi esempi di Nouveau Réalisme. A Mantova è allestita una mostra dedicata Mantegna che ha grande successo di pubblico. Nasce la rivista Op art creata da De Fusco. Arnaldo Pomodoro e Andrea Cascella vincono ex aequo il premio alla Biennale di Venezia. premiato per la prima volta anche un artista pop, l’americano Rauschemberg. Si tengono a Parigi i primi happening, che si richiamano al surrealismo. Brionvega idea alcuni dei suoi oggetti di design più celebri e riusciti: la famosa radio a forma di parallelepipedo TS 502 e il televisore Algol 11, entrambi piccoli e relativamente leggeri. In commercio si può trovare la bicicletta Graziella della Carnielli. alla partenza degli autobus da Piazza Castello a Milano, diretti verso le più esclusive località sciistiche, che si vede sfilare la moda invernale del 1964: signore e signorine vestono pantaloni a cavallo con sbuffo sopra il ginocchio e gamba stretta. Lasciata negli armadi la giacca a vento, si portano giacchini stretti in vita con risvolti e spacchetti. Sempre più massicci i colbacchi di pelliccia, alternati a cappellini di lana con centinaia di treccioline di maglia che danno l’effetto Cleopatra, forse ispirandosi al film campione d’incassi con Liz Taylor. SPORT Dopo Coppi, Anquetil è il secondo ciclista a vincere lo stesso anno sia Giro che Tour. Felice Gimondi vince il Tour dell’Avvenire riservato ai giovani. Eddy Merckx vince il mondiale dilettanti. Il Bologna di Fulvio Bernardini vince il campionato di Serie A battendo allo spareggio l’Inter di Helenio Herrera per due a zero, dopo che il campionato è finito con le due squadre a pari punti. A Innsbruck si svolgono le Olimpiadi invernali, mentre Tokyo è teatro della prima olimpiade organizzata in un paese orientale. L’atleta nipponico Yoshinori Sakai è l’ultimo tedoforo: la scelta ricade su di lui perché è nato ad Hiroshima il giorno dello scoppio della bomba atomica. Vuole essere il simbolo della rinascita del Giappone. L’atleta africano Abebe Bikila si riconferma campione della maratona dopo il successo di Roma 1960, quando aveva disputato la gara correndo senza scarpe. Gli statunitensi Bob Hayes e Henry Carr, vincitori dei 100 e 200 metri, suggellano l’ottima prestazione degli USA all’Olimpiade, dopo che Roma 1960 aveva visto il predominio dell’URSS. Le due superpotenze gareggiano in un clima di aperta ostilità. CINEMA Escono anche I mostri di Dino Risi, Il boom di Vittorio De Sica, Le mani sulla città di Francesco Rosi, Il dottor Stranamore di Stanley Kubrick, Per un pugno di dollari di Sergio Leone e Prima della rivoluzione di Bernardo Bertolucci. Gualtiero Jacopetti realizza Africa Addio, dedicato al dramma del Congo. Antonioni gira Deserto rosso, e Pasolini Il Vangelo secondo Matteo. I Beatles si cimentano sul grande schermo: A Hard Day’s Night diventa in Italia Tutti per uno. Giacomo Gambetti Il Boom, Il successo, I mostri Bianco e Nero, novembre 1963 Nei Mostri ci sono infatti venti diverse presenze di personaggi abnormi e nello stesso tempo tipici del mondo di oggi, venti ironiche osservazioni di costume sulla vita, e sul mondo: e in questo Risi è abbastanza incisivo, pur senza raggiungere la caustica doglianza delle migliori occasioni di Salce o di Monicelli. Ma gli manca una vera ansia partecipe, un vero desiderio non diciamo di "moralizzare", ma almeno di approfondire e di studiare effetti e cause con umanità accorata e sofferta. Il fatto è che, nei Mostri, egli si accontenta di comporre un bozzetto, a volte, e a volte non fa che sceneggiare una barzelletta, che allestire il quadro di una rivista. Tullio Kezich Il cinema degli anni sessanta, 1962-67 Edizioni Il Formichiere "La gloria di Hollywood, che dopo qualche anno di appannamento torna a rifulgere, si basa in gran parte sui generi, cioè sulla fornitura costante di un prodotto professionistico che il noleggio e il pubblico possono valutare sulla carta prima ancora di averlo visto. Le cinematografie industrialmente minori, come la nostra, danno la caccia al genere, cercano affannosamente di scoprire un filone: i film dei mattatori comici, le pellicole a episodi, la fantastoria, i ”sexy” di notte. Adesso, tra tante belle pensate, si è scoperto anche il western… Il sottogenere del western autarchico ha in questi giorni il suo primo successo: Per un pugno di dollari, un film che ha risvegliato l’interesse dell’esercizio perché i fogli professionali stanno segnalando il suo buon andamento nelle città dov’è uscito. Lo ha diretto tale Bob Robertson, che risulta essere l’italiano Sergio Leone; e accanto a un divo minore della tv americana, l’efficace Clint Eastwood, protagonista della serie Rachide... Abbiamo visto western violenti di marca americana, ma in Per un pugno di dollari si esagera: stragi salgariane, torture sadiche, sangue che imbratta tutto il film. E nessun legame, ormai, con i miti della giustizia, della fantasia e della libertà, cosi vivi nel western classico. Dall’avventura donchisciottesca dello sceriffo senza macchia siamo passati a un catalogo di efferatezze senza giustificazione poetica o narrativa. I ragazzi vanno tenuti lontani da questa scuola di violenza, ma gli adulti che cosa possono trovarvi al di fuori di uno sfogo dell’istinto di sopraffazione?". FOGLIO DI CRONACA. Sentenza di assoluzione di Pier Paolo Pasolini dal reato di vilipendio della religione cattolica (6 maggio 1964). ’Ora sembra alla corte che nel caso in esame il Pasolini, con le musiche profane che inopportunamente appaiono a commento in sacre rappresentazioni (musiche, del resto, iniziate per errore, e subito interrotte); con le risate sguaiate a cui si abbandonano le comparse, mentre stanno rappresentando i personaggi della Passione; con i bivacchi approntati sulle stesse croci di legno distese a terra; con la malevola interpretazione dell’ordine dato dal regista di allontanare dal luogo delle riprese i Crocefissi (interpretazione subito ridicolizzata dall’essere la frase ripetuta anche da quella specie di megera - strega dei bassifondi, che è l’ultima donna che si vede e si sente pronunziarla, e, perfino, da un cane, al quale, non potendosi, certo, prestare sentimenti antireligiosi, si vede attribuire la funzione di dimostrare che si trattava di una richiesta… da cani!); con le altre scene irriverenti e blasfeme surricordate, non abbia voluto, come invece ha ritenuto l’impugnata sentenza, dileggiare i simboli della religione cattolica, ma solo rappresentare il modo di comportarsi del ”sottoproletariato” delle borgate romane, massimo fornitore delle comparse cinematografiche, di molti registi, e di molti attori, anche durante le riprese di quei colossali film, a soggetto tratto dal Vecchio e dal Nuovo Testamento, rivelandone e mettendone a nudo la assoluta insensibilità morale di fronte alle cose più sacre e degne di venerazione. Il Pasolini, inoltre, ha voluto rappresentare e presentare lo stato di grandissima miseria materiale (che, secondo la concezione filosofica del materialismo storico da lui professato, sarebbe la generatrice della miseria morale) in cui versa il suddetto ”sottoproletariato”, il quale sarebbe invece, originariamente e fondamentalmente buono, spinto al male dallo sfruttamento al quale è sottoposto dai detentori delle ricchezze, e dalla necessità primordiale di procurarsi i mezzi di sussistenza”. Camilla Cederna, a Sanremo senza rabbia, L’Espresso 20/12/1964. ’Adesso ha l’età. cresciuta tre chilogrammi, e sebbene quando va a scuola […] porti ancora la macchinetta per avvicinare i due incisivi scostati (che però stentano a riunirsi), alcuni milanesi l’hanno vista recentemente da Harrod’s a Londra, che, senza macchinetta e con garbata partecipazione, civettava con un bel ragazzo dietro il banco delle sciarpe scozzesi. la Cinquetti […]. Rappresentante tipica della reazione a Rita Pavone, appartiene cioè alla concorrente un po’ cinguettante e un po’ lacrimogena seguita a quegli urli, a quelle arie rumorose, martellate, ciniche, che parevano andar d’accordo con il ritmo affannoso delle macchine moderne; non solo, ma anche esempio di un aspetto dei più tranquillizzanti e composti dopo i crampi e i movimenti epilettoidi dei tipi ”dalla bruttezza che piace”, partigiana infine dell’ingenuo vestitino di velluto in contrasto agli sfacciati pantaloni con bretelle, della ragazza per bene in confronto al monello da strada”. (continua) Aldo Grasso