Garrison Keilor, La Stampa 24/1/2007 pagina 36., 24 gennaio 2007
Se sfogli così il giornale sei un cow-boy. La Stampa, mercoledì 24 gennaio Quando guardo i ragazzi nei caffè, mi sembra che manchi qualcosa d’essenziale alla loro vita: l’arte di tenere un giornale
Se sfogli così il giornale sei un cow-boy. La Stampa, mercoledì 24 gennaio Quando guardo i ragazzi nei caffè, mi sembra che manchi qualcosa d’essenziale alla loro vita: l’arte di tenere un giornale. Seduti, gli occhi fissi sul computer, talvolta con dei fili che escono dalle orecchie, guardando il video di un cagnolino che balla la macarena. Com’è triste che nessuno abbia spiegato loro che aprire un giornale è il segreto della classe e dell’eleganza. Che siate seduti, appoggiati a un palo o con i piedi sulla scrivania, un giornale vi permette di declinare un ricco vocabolario gestuale. Si apre con uno slancio del braccio che fa frusciare la carta, un’incrollabile sicurezza traspare dal modo in cui si voltano le pagine con breve rotazione del polso, poi si scorrono i blocchi uniformi degli articoli e si lasciano gli occhi danzare sulle sciagure del mondo prima di passare ad altro. Basta osservare qualche regola Piegate il giornale in due poi in quattro, l’infilate sotto il braccio o lo tamburellate contro il palmo della mano. Cary Grant, Spencer Tracy, Jimmy Stewart, gli attori più grandi hanno utilizzato un giornale per mostrare quanto erano cool. Un tipo seduto davanti a un portatile è un uomo che sta in ufficio, un passacarte. Il lettore di giornale no, è un moschettiere, un cow-boy. Tenere un giornale vi permette di esprimervi, un po’ come Coltrane con il sax. Basta osservare qualche regola: 1. Se volete veramente colpire l’attenzione, non comprate un solo giornale, ma tre o quattro. 2. Prendetevi tutto il tempo che v’occorre per aprire il giornale. 3. Una volta che l’avete aperto, non sollevate mai gli occhi, a meno che qualcuno non vi chiami per nome. Non lasciatevi distrarre neanche se una bionda dalle gambe interminabili attraversa la sala lasciando una scia di Chanel N°5. L’attore siete voi, gli altri facciano il pubblico. 4. Scorrete la prima pagina, leggete i titoli, ma non state lì a spaccarvi la testa. Andate direttamente allo sport, poi alle vignette, infine alla cronaca politica. Lì risiede tutta la bellezza della piramide rovesciata delle informazioni. Un colpo d’occhio è sufficiente. 5. Ricordatevi di strappare sempre un articolo o due e infilarlo nel portafogli. Non in modo banale, come se fosse la ricetta delle polpette al sugo, ma con deliberata sollecitudine, che creerà un’aura di mistero. 6. Finito il giornale, chiudetelo e fatelo dondolare di lato con aria distratta. Un gesto altezzoso che significa: «Quante sciocchezze! E ora avanti, alle barricate!». 7. Tutto ciò non vi deve prendere più di venti minuti. Il tipo che fu catturato da un «sito» Conosco un tipo che è cresciuto con le dita macchiate d’inchiostro, ma che si è buttato nell’informazione online. Visitava regolarmente il sito del Times, del Washington Post e di Slate. Poi è inciampato in un sito in cui una matrona austriaca con lunghe trecce bionde gli dà degli ordini. Gli occhi puntati su quelli della donna, si sente dire: «Finisci il tuo piatto, maleducato!», prima di tirarsi su le bretelle per delle trasgressioni immaginarie. Se fa la mossa di voler cliccare sul tasto Off, la valchiria gli urla dietro mentre il suo rottweiler ringhia con aria minacciosa. prigioniero del suo portatile, le sue giornate sono fottute. Questo genere di cose avviene di continuo. L’Internet vi mangerà tutto. Con i giornali ne avrete per venti minuti, non di più. La vita è vostra, a voi la scelta. Garrison Keilor (Le Monde)