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 2007  gennaio 21 Domenica calendario

I sampietrini non euclidei di Lucia. Il Sole 24 Ore 21 gennaio 2007. Confessiamo di avere finora sottovalutato il talento matematico di Lucia Annunziata

I sampietrini non euclidei di Lucia. Il Sole 24 Ore 21 gennaio 2007. Confessiamo di avere finora sottovalutato il talento matematico di Lucia Annunziata. Ma ora, leggendo il suo libro, 1977, appena pubblicato da Einaudi (non a caso, anche il titolo è un numero), siamo finalmente in grado di apprezzarlo. Nel rievocare la sua partecipazione agli scontri con la polizia dopo il comizio di Luciano Lama all’università di Roma (17 febbraio 1977), l’intrepida ex-reporter del "manifesto" ed ex-presidente della Rai scrive: "Sulla mano pesava un sampietrino - uno di quei cubi di pietra scura, con una faccia liscia e tre appena sbozzate, usati per pavimentare le strade...". Un cubo a quattro facce? La geometria piccoloborghese e reazionaria pre-68 e pre-77 ne impone sei, ma Annunziata-Beautiful Mind, con l’ala creativa del movimento, aveva già fatto il salto nello spazio non-euclideo. "Nell’aria volava di tutto - prosegue la giornalista - lanciai il mio che andò ad atterrare chissà dove - svanì...". Sarà finito in un’altra dimensione, in un tunnel quantistico, un universo parallelo popolato da nastri di Moebius, scale di Escher e altri oggetti impossibili. Geometrica potenza degli indiani metropolitani. Con la benedizione di Deleuze e Guattari, teorici della decostruzione del linguaggio (e della matematica). Rientrando nella redazione del "manifesto", quella sera, Lucia tirò fuori dalla tracolla un altro cubetto magico e lo mostrava fiera ai colleghi. Finché Rossana Rossanda le ingiunse: "Mettilo via". Alla ragazza del secolo scorso, che aveva studiato in un liceo serio, non piacevano i cubi a quattro facce. La ragazza del Settantasette, invece, ne andava orgogliosa: "Aveva avuto il coraggio di volare contro quelli del Pci. Era un bel coraggio, a mio parere". Ma il coraggio maggiore ce l’hanno avuto gli editor dell’Einaudi, pubblicando questa straordinaria invenzione geometrica senza timore di perdere la faccia (anzi due). Sempre che alla casa dello Struzzo qualcuno se ne sia accorto, e non abbia preferito nascondere la testa sotto il porfido.