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 2007  gennaio 11 Giovedì calendario

Storia d’Italia attraverso la TV. Corriere della Sera Magazine 11 gennaio 2007. 1957 Italia, una repubblica fondata sul quiz

Storia d’Italia attraverso la TV. Corriere della Sera Magazine 11 gennaio 2007. 1957 Italia, una repubblica fondata sul quiz. Il 1957 è l’anno del boom di Lascia o raddoppia?, il popolare appuntamento del giovedì sera condotto da Mike Bongiorno. Il quiz era iniziato il 26 novembre 1955 quando c’erano pochi televisori (non più di 30.000) e la gente guardava ancora con diffidenza il nuovo mezzo.Ma nel 1957 si compie il miracolo dell’unificazione d’Italia: le famiglie in possesso di un televisore tengono corte bandita (storicamente, l’unica parentesi umana nella vita di condominio), i bar affollati fino all’inverosimile, i cinema vampirizzati dalla Tv (si interrompeva la programmazione per far posto a Mike), le strade deserte, tutti i televisori d’Italia accesi per vivere in diretta l’avventura della conoscenza. Rispetto al modello americano, la versione italiana si caratterizza non tanto per l’estrosità delle domande quanto per la ricerca di personaggi, la dilatazione drammaturgica, il racconto di storie, insomma per quelle aggiunte che Mike chiamava il «contorno spettacolare». La vincita massima era di 5 milioni e 250.000 lire; se il concorrente al raddoppio finale decideva di «lasciare», poteva ritirare una fiammante Fiat 600, il destriero della motorizzazione di massa. Si discute molto se il quiz sia un attentato alla cultura ma intanto l’avvio di Carosello (3 febbraio) accompagna per mano gli italiani nel processo di modernizzazione, comincia a rispecchiarne i problemi e le aspirazioni all’emergere della società dei consumi. Accanto alla mitica 600, la Fiat inizia a produrre la 500 dando avvio a un nuovo tipo di mobilità, non più legata al treno. Nel ricostruire la storia d’Italia degli ultimi anni non si può non tener conto di quelle varie e complesse forme linguistiche che agiscono all’interno della società come veri e propri discorsi. da questo singolare intreccio che prendono forma le discussioni sul concetto di identità: la tv, l’auto, il cinema, i libri, la moda, la canzone e altro sono strumenti o oggetti ma sono anche formidabili «luoghi della memoria», strumenti di aggregazione, forme di rappresentazione. Per dire: nel 1957 i dirigenti Rai devono viaggiare per servizio in prima classe, i dipendenti in seconda. Recensioni Tv. Nicola Chiaromonte. La televisione. «Tempo presente», aprile 1956. «Particolarmente casuale, e di mera coincidenza, sembra il rapporto fra la cultura e il programma detto Lascia o raddoppia? Non parliamo dei milioni in gioco che pure hanno una certa importanza. Ma chi ci farà credere che fra il ferroviere il quale fino a ieri coltivava in solitudine gli studi di etnografia e l’ombra parlante del medesimo che appare su migliaia di schermi ci sia altra somiglianza che infinitesima? Quello aveva una passione che serviva solo a lui e ai suoi amici; questo arriva e mette in berlina la propria passione al cospetto di miriadi di telespettatori a null’altro interessati fuorché alla sua performance e forse, ancora più che alla sua performance alla tortura pubblica di un loro simile. Quello, lo sconosciuto, era un individuo; questo, il conosciutissimo, chi è? Uno che conosce la differenza fra la musica ottentotta e la musica pigmea, e vale quindi esattamente quell’altra ombra parlante che sapeva a memoria la composizione di tutte le squadre di calcio da cinquant’anni a questa parte. Due maniaci, tutt’al più... Eppure, la gente ci si diverte, e ha ragione: per essere un fenomeno ai gettoni del signor Bongiorno, è un fenomeno. Fenomeno d’ignoranza. Egli non ha la minima idea del mondo in cui vive, di quel che succede alle nozioni da lui pazientemente raccolte una volta che egli ha consentito a farne mostra in quel modo: spazzate via di colpo, hanno servito a quello e basta. Se ritornerà a coltivarle, non sarà più lui a giovarsene, ma lui quell’altro, il performer. D’altra parte questa è anche una gigantesca presa in giro della cultura intesa come accumulazione indefinita di nozioni. Questa è l’idea superstiziosa che della cultura hanno gli ignoranti; ma, nelle epoche di disordine, anche le cosiddette élites. Non è poi tanto male che se ne faccia pubblico ludibrio». Luciano Bianciardi. mike elogio della mediocrità. «Avanti!», 28 luglio 1959. «L’altro giovedì, annunciando la fine della sua trasmissione, Mike Bongiorno aveva gli occhi appesantiti e la voce rotta dalla commozione. A guardarlo cinicamente poteva anche far ridere, con quella faccia più pecorile del solito, ma sarebbe stato ingiusto farsi beffa di un uomo così onestamente mediocre. Bisogna dire che Mike Buongiorno meritava il successo che ha avuto proprio in virtù del suo schietto, lampante grigiore... Era certamente il più simpatico dei presentatori della televisione: migliore di Mario Riva (troppo ancorato al volemose bene romanesco, e non italiano, e quindi dialettale e provinciale), migliore di Enzo Tortora (troppo goliardicamente «colto»), migliore di Silvio Noto (che si bruciò le ali spingendo troppo oltre la sua grevezza pugliese). I nostri presentatori della televisione avevano successo e lo hanno, in quanto riassumono ed esprimono certi difetti certe tare nazionali. Mike Bongiorno ne riassumeva più di tutti, ed ecco perché lo possiamo stimare il più mediocre, quindi il più bravo. Meritevole del successo e della fortuna, anche economica, che gli è toccata. «Quanto potrà valere» chiediamo a questo punto noi, «il signor Mike Bongiorno?”» I FATTI in Italia. Gronchi è Presidente della Repubblica. La carica di Presidente del Consiglio è ricoperta da Antonio Segni, che guida un esecutivo monocolore Dc. Molti intellettuali lasciano il Pci in seguito al dibattito interno al partito nato in occasione della repressione sovietica della rivolta ungherese del 1956. Tra loro Natalino Sapegno, Vezio Crisafulli, Gaetano Trombadori, Domenico Purificato, Claudio Longo, Leoncillo Leonardi, Fabrizio Onofri, Italo Calvino, Antonio Giolitti. L’11 gennaio viene promulgata una legge che assicura all’Eni di Enrico Mattei privilegi per la ricerca e lo sfruttamento degli idrocarburi in suolo italiano, fatta eccezione per la Sicilia. Dal 6-10 febbraio si svolge a Venezia il Congresso del Partito Socialista. Piero Nenni, segretario del Psi spiega la decisione di avvicinarsi al Psdi di Saragat e terminare la politica di collaborazione con il Pci. Il Patriarca di Venezia, Angelo Roncalli, invia un messaggio di saluto ai congressisti del Psi, suscitando reazioni di disapprovazione nel mondo cattolico più intransigente. Il 25 marzo Italia, Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo firmano a Roma i Trattati istitutivi della Comunità Economica Europea (Cee) e della Ceea (Comunità europea dell’energia atomica o Euratom). Ad Aprile l’Olivetti è la prima azienda italiana a ridurre, a parità di salario, la settimana lavorativa. Le ore di lavoro settimanali sono 45, con tutti i sabati liberi. Il 2 luglio viene presentato il nuovo modello di automobile Fiat: la mitica 500. La casa automobilistica torinese la mette sul mercato al costo di 465.000 lire, ma poi a pochi giorni dall’incasso della tredicesima abbassa il prezzo a 395.000 lire, corrispondente a tredici stipendi di un operaio. Il 29 agosto presso un convento di Cerro Maggiore viene rinvenuta la salma di Benito Mussolini, scomparsa dopo i fatti di Piazzale Loreto. Il corpo di Mussolini è restituito alla famiglia e sepolto a Predappio. Il 6 settembre il presidente dell’Eni Enrico Mattei e il Presidente della Repubblica Gronchi si recano in Iran in visita allo Scià di Persia. Mattei riesce ad concludere un accordo per lo sfruttamento delle risorse petrolifere iraniane. Si attira in questo modo l’ostilità delle «Sette sorelle», cioè delle aziende che monopolizzano il mercato mondiale del petrolio. L’industria delle lavatrici passa alla tecnologia del lavaggio automatico grazie all’importazione dei timers dagli Usa. Viene prodotto in larga scala dalla Montecatini il polipropilene isotattico, un polimero dalla struttura molecolare ordinata, altamente cristallino, molto resistente messo a punto dal futuro nobel per la chimica Giulio Natta. Il nome commerciale del polipropilene isotattico è Moplen («E mo e mo e mo... Moplen», diceva Gino Bramieri in Carosello). Tra Milano e Trieste inizia il regolare funzionamento Tv in cavo coassiale. Il servizio televisivo è esteso al Mezzogiorno e alle Isole. All’estero. A Gennaio il repubblicano Dwight D. Eisenhower, già comandante supremo delle forze occidentali alleate durante la Seconda Guerra mondiale, comincia il secondo mandato alla Presidenza degli Stati Uniti, dopo essere stato rieletto nel novembre del 1956. Algeri è in stato di assedio. Il generale dei paracadutisti francesi Massu riveste poteri di polizia per soffocare la guerriglia nazionalista algerina. Inizia la battaglia di Algeri, che terminerà il 7 ottobre, quando i parà francesi mineranno il quartiere dove è rifugiato la Pionte, ultimo leader nazionalista. Il 6 marzo Ghana ottiene l’indipendenza dalla Gran Bretagna. E’ il primo stato dell’Africa occidentale a liberarsi dal giogo coloniale. Il 24 settembre, a Little Rock, capitale dell’Arkansas, le truppe federali sono costrette a scortare studenti di colore perché possano entrare liberamente nella scuola nonostante gli illegali divieti del governatore. Il 4 ottobre l’Unione Sovietica annuncia il lancio del primo satellite artificiale in orbita. lo Sputnik (che significa «compagno di viaggio»). La lotta con gli Stati Uniti per la conquista dello spazio segna inaspettatamente un punto a favore dell’Urss. Il 3 novembre è lanciato in orbita lo Sputinik 2. L’emozione e la sorpresa sono ancora maggiori perché a bordo c’è Laika, cagnolina siberiana che deve testare la vita in condizioni di assenza di gravità. La Candy produce il modello «bimatic »: si tratta della prima lavatrice semiautomatica. Sono progettate le prime locomotive diesel-elettriche. FOGLI DI CRONACA. Discorso di Papa Pio XII del 5 marzo 1957. «Il volto di Roma Ci appare sfregiato nei suoi più puri lineamenti. Come voi ben sapete, Il Concordato fra la santa Sede e L’Italia (art. 1, cap. 2) prescrive che «in considerazione del carattere sacro della Città Eterna, sede vescovile del Sommo Pontefice, centro del mondo cattolico e meta di pellegrinaggi, il governo italiano avrà cura di impedire in Roma tutto ciò che possa essere in contrasto col detto carattere». Si può dire che tale è la sua presente condizione? Siamo dolenti di dover rispondere che no. Per citare un solo esempio; anche di recente un grande quotidiano, non sospetto di clericalismo, in una corrispondenza da Roma descriveva a vivi colori due grandi manifesti murali volgarmente pornografici, che in quei giorni tappezzavano le principali vie di Roma; di uno dava anche le misure, largo forse sette metri, alto tre, la cui base toccava i marciapiedi. Chi potrebbe dire quali rovine di anime, specialmente giovanili, simili immagini provocano, quali impuri pensieri e sentimenti possono suscitare, quanto contribuiscano alla corruzione del popolo, con grave pregiudizio della stessa prosperità della Nazione, che ha bisogno di una gioventù sana, forte, educata alle più nobili aspirazioni della virtù! Aggiungete le riviste pornografiche esposte nei chiostri, il cinema immorale, e anche la televisione, che penetra fin nella intimità delle case e vi apporta non di rado – come Ci viene riferito - spettacoli audaci, atti a turbare profondamente le coscienze. Perciò nella scarsa aspettazione di avere altrove una difesa veramente efficace, massime dopo la pronunziata dichiarazione di illegittimità costituzionale di alcune precedenti norme, occorre che, in tali casi, i cattolici di Roma difendano da sé i diritti della religione e del buon costume, e, in unione con le altre oneste persone di ogni tendenza, ma pensose della moralità del popolo, sollevino una energica protesta della pubblica opinione, la cui reazione, mostrando qual è veramente «il comune sentimento», imponga alle Autorità competenti di addivenire ai necessari provvedimenti. MODI DI DIRE. Il successo di Lascia o raddoppia? determina la diffusione di nuove parole fra cui: Ampex (sistema di registrazione videomagnetica), Annunciatrice, Antennista, Cameraman, Filmato, Montepremi,Valletta, Zoom. «Quiz, gioco, con premio o no, basato su una serie di quesiti posti ai concorrenti: ”Avevano inventato, per passare per colti, il quiz, ossia una mostruosità di memoria” (Luigi Bartolini)» Salvatore Battaglia, Grande dizionario della lingua italiana. Da quiz (forse abbreviazione di «inquisitio ») nasce il verbo quizzare. «Intellettuale organico, di qualcuno che si integra in modo positivo all’interno di una struttura politica o sociale svolgendo una funzione ben precisa. Es. Intellettuale organico alla propria classe sociale» Tullio De Mauro, Grande dizionario italiano dell’uso. «Gli intellettuali possono incontrarsi da soli o accompagnati ad operai e contadini. In questo secondo caso la successione di rigore è la seguente: operai, contadini, intellettuali. Gli intellettuali possono essere: illuminati, democratici, avanzati, molto vicini a noi, al servizio della classe operaia; la serie è in crescendo. Pseudo-intellettuali sono invece gli altri, quelli che si sono posti al servizio del padronato, della reazione, del grande capitale, dell’imperialismo » (Luciano Bianciardi, Il lavoro culturale,1957). Si parla molto di «pirati della salute ». Un’inchiesta giornalistica svela un meccanismo truffaldino messo in atto da alcune case farmaceutiche: prezzi gonfiati, confezioni che costano più della stessa medicina, farmaci pericolosi non in regola con le leggi sanitarie vigenti. E le mutue pagano con i soldi dello Stato. LETTERATURA. Il Nobel per la letteratura è assegnato allo scrittore francese Albert Camus. Elsa Morante vince il Premio Strega con L’isola di Arturo. Il Dottor Zivago di Boris Pasternak. esce in Italia in esclusiva mondiale. In Russia la pubblicazione è bloccata dalla censura.Vende moltissime copie, decretando il successo della casa editrice Feltrinelli, nata nel 1954. Nel 1958 l’editore milanese replicherà il boom di vendite con la pubblicazione de Il Gattopardo, opera postuma di Tomasi di Lampedusa, morto proprio nel 1957. Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana di Carlo Emilio Gadda esce in volume dopo essere comparso a puntate su «Letteratura» tra il 1946 e il 1947. Muore il poeta Umberto Saba. Jack Kerouac. Sulla strada. La prima volta che incontrai Dean fu poco tempo dopo che mia moglie e io ci separammo.Avevo appena superato una seria malattia della quale non mi prenderò la briga di parlare, sennonché ebbe qualcosa a che fare con la triste e penosa rottura e con la sensazione da parte mia che tutto fosse morto. Con l’arrivo di Dean Moriarty ebbe inizio quella parte della mia vita che si potrebbe chiamare la mia vita sulla strada. Borìs Pasternàk. Il dottor Zivago. Andavano e sempre camminando cantavano eterna memoria, e a ogni pausa era come se lo scalpiccio, i cavalli, le folate di vento seguitassero quel canto. I passanti facevano largo al corteo, contavano le corone, si segnavano. I curiosi, mescolandosi alla fila, chiedevano: ”Chi è il morto?” La risposta era: ”Zivago.” Ah! Allora si capisce:” ”Ma non lui. La moglie.” ” lo stesso. Dio l’abbia in gloria. Gran bel funerale”. Pier Paolo Pasolini. Le ceneri di gramsci. Uno straccetto rosso, come quello annodato al collo ai partigiani e, presso l’urna, sul terreno cereo, diversamente rossi, due gerani. lì tu stai, bandito e con dura eleganza non cattolica, elencato tra estranei morti: Le ceneri di Gramsci… Elsa Morante. L’isola di Arturo. Uno dei miei primi vanti era stato il mio nome. Avevo presto imparato (fu lui, mi sembra, il primo a informarmene), che Arturo è una stella: la luce più rapida e radiosa della figura di Boote, nel cielo boreale! E che inoltre questo nome fu portato pure da un re dell’antichità, comandante a una schiera di fedeli: i quali erano tutti eroi, come il loro re stesso, e dal loro re trattati alla pari, come fratelli. Carlo Emilio Gadda. Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana. Tutti ormai lo chiamavano don Ciccio. Era il dottor Francesco Ingravallo comandato alla mobile: uno dei più giovani e, non si sa perché, invidiati funzionari della sezione investigativa: ubiquo ai casi, onnipresente su gli affari tenebrosi. Alberto Arbasino. Le piccole vacanze. Quando i bombardamenti sono finiti davanti alle prime foglie finiva anche l’inverno e noi non avevamo più nessuna voglia di tornare in città anche se le scuole non erano finite. Tanto più quell’anno era l’ultimo che mi trovava disposto a studiare materie inutili: col successivo sarei entrato nella scuola degli interpreti a perfezionare le lingue, lingue, poi col primo mezzo possibile ero in attesa di andare dai nostri cugini in Scozia a imparare come funziona una fabbrica. MODA, COSTUME, ARTE. Il coreografo Bruno Dossena organizza il 18 maggio del 1957 al Palazzo del Ghiaccio il Primo Festival Nazionale di Rock & Roll. Sul palco ballerini scatenati come Torquato il Molleggiato (celebre più tardi come Jack La Cayenne) e i rockers italiani della prima ora: Adriano Celentano, Giorgio Gaber, Guidone, Jimmy Cavallo, Enzo Jannacci, Brunetta e Clem Sacco. Un successo senza precedenti: cinquemila presenti, quanti ne poteva contenere il locale, duemila rimasti fuori tra le jeep della Celere impegnata a contenere la furia degli esclusi. Si diffondono i pagamenti a rate, soprattutto per beni come la macchina, la Vespa, la radio e la televisione, i primi mobili svedesi, le cucine economiche bianche. Nelle dispense delle donne italiane iniziano a essere presenti i cibi in scatola. Dedicando un articolo al fenomeno del «Femminismo da brodo », L’Espresso titola: «Imposti agli uomini i cibi in scatola stanno preparando l’offensiva dei cibi surgelati. Fra qualche anno gli italiani avranno perduto uno dei loro massimi motivi di vanità nazionale: la buona cucina casalinga ». Aprono a Roma e Milano i primi negozi self service tra la diffidenza dei consumatori. Si impone come icona di bellezza femminile Brigitte Bardot, che nel 1956 spopola nei cinema con Piace a troppi. Le adolescenti di tutto il mondo impazziscono per James Dean. Il primo James Dean Club nasce a Roma sulle colline che fiancheggiano l’Aurelia. Giovani ragazze mandano lettere bruciacchiate ai bordi per ricordare Gioventù Bruciata. Look alla Dean: giubbotto di pelle abbinato a blue jeans e a un fazzoletto annodato al collo. Le due giornaliste di moda Sofia e Carolina (così si firmano su L’Espresso) sconsigliano alle donne a la page di vestirsi come «la regina Elisabetta quando porta scarpe ortopediche ortopediche coi vestiti da cocktail. Brigitte Bardot quando indossa pantaloni aderenti e zoccoletti e Edi Campagnoli quando ostenta troppi volant??? e troppi nastri ». Inoltre: mai fumare attraverso la veletta, mai la coda di cavallo sopra i vent’anni, mai il solco visibile delle spalline del reggiseno sulla scollatura dell’abito da sera, mai tacchi alti con i pantaloni, mai scarpe piatte con il tailleur, mai orecchini pendenti alla mattina, mai gioielli quando si è in pantaloni, mai rossetto ciclamino e unghie scarlatte. A questa serie di divieti Dior contrappone le cinque libertà: dei capelli, della scollatura, della vita, della gonna e delle lunghezze.A febbraio sfila a Parigi la sua collezione primaverile che consacra due capi come must della stagione: la giacca saharienne e il cabane, cappottino stretto, sette ottavi, che si porta su un fourreau lungo dello stesso tessuto, con spacchi sui fianchi per dare libertà al passo. Tendenze artistiche di questi anni sono l’Informale e l’Astrattismo. A Sidney l’architetto danese Jorn Utzon (allievo di Alvar Aalto) vince il concorso per la costruzione dell’Opera House presentando il progetto delle celebri vele. Sulle pagine de Il giorno dei ragazzi compare il fumetto Cocco Bill, nato dalla penna di Jacovitti. SPORT. La Juventus vince il campionato di Serie A, anche grazie agli indovinati acquisti di John Charles (capocannoniere con 28 reti) e Omar Sivori. Il Giro d’Italia è dominato dal fiorentino Gastone Nencini, mentre Jacques Anquetil, ciclista francese, vince il Tour de France. Sarà uno dei ciclisti più significativi nella storia del Tour, vincendo complessivamente cinque edizioni. Nei primi mesi del 1957 è ancora vivo lo sgomento per una tragedia alpinistica avvenuta alla fine di dicembre del 1956. Due giovani alpinisti francesi partono per scalare il versante della Brenva del Monte Bianco. Nel corso della scalata incontrano il famosa alpinista Walter Bonatti che guida un cliente. Il gruppo porta a termine insieme l’ascensione. Poi le due cordate si separano: Bonatti si dirige verso la cima del Bianco, mentre i Francesi tentano una rischiosa discesa diretta verso Chamonix. Ben presto però si perdono nella tormenta di neve restando intrappolati al bordo di un seracco. I soccorsi tardano a partire e, nonostante l’intervento di Lionel Terray ed la partenza di un elicottero, non hanno successo CINEMA. Federico Fellini vince il premio Oscar per il miglior film straniero con Le notti di Cabiria, bissando il riconoscimento ottenuto nel 1956 con La strada. William Wyler vince la Palma d’oro a Cannes con La legge del signore. L’invitto (Aparajito), film del regista indiano Satyajit Ray, vince il Leone d’Oro a Venezia. Escono sugli schermi Il grido di Michelangelo Antonioni e Le notte bianche di Luchino Visconti. Il manifesto pubblicitario di Poveri ma belli, che ritraeva Marisa Allasio di schiena, con in bella evidenza il fondoschiena, viene rimosso. Pare che la segnalazione sia stata proprio di Papa Pio XII, che aveva notato casualmente il manifesto viaggiando in automobile per le strade di Roma. Franco Berutti. Da Piazza Navona a Phoenix City. «Settimo giorno», 16 febbraio 1956. «Poveri ma belli: c’è qualcosa nel titolo che suona allusivo, non tanto alla sostanza del film, quanto alle circostanze in cui il lavoretto è nato. All’inizio della scorsa estate, durante una conferenza stampa a Milano, il produttore Goffredo Lombardo parlò a lungo della crisi del cinema italiano. Non c’è crisi, volle dire in effetti il producer che in quel momento rappresentava i colleghi e rivali; e se crisi c’è stata, l’abbiamo superata di buona misura. E poiché il discorso cadeva sulle paghe eccessive chieste dai ”divi” e dai registi affermati commercialmente, Lombardo – sorridente, cordiale, elegantemente evasivo di fronte a certe argomentazioni di costume, che per altro non lo riguardavano minimamente – Lombardo, dicevamo, parlò per la prima volta dei film ”a basso costo”: vi agiranno, disse, attori giovani poco noti (ossia, pensavamo noi che l’ascoltavamo, attori che non pretenderanno il minimo di cinque milioni), diretti da registi ai quali non fa gola un alto compenso, con soggetti che non esigeranno complicati piani di lavorazione né richiederanno movimenti di masse, costumi da museo, esterni in Birmania e raccordi nel Madagascar. Questi film, disse Lombardo, non costeranno più di sessanta-ottanta milioni. E lasciò sottintendere che non avremmo avuto porcellane da antiquariato ma terraglia domestica, tuttavia terraglia di buona marca, forse non grata al critico, ma sicuramente bene accetta al pubblico. Parve un’utopia, questo ”rimedio” alla crisi commerciale, specie a chi era ancora abituato a considerare l’alto costo come unica condizione del successo; ma conveniva aspettare e dare un poco di fiducia alla arrischiata promessa di film, perdonate il gioco di parole, poveri ma belli. E Poveri ma belli (la terraglia domestica) è finalmente arrivato. Sessanta milioni di costo, dicono alcuni, meno di cento milioni, pare si sia lasciato sfuggire Lombardo. Comunque, quel che conta è l’esito dell’esperimento in vista di quel che sarà il programma per l’immediato futuro. I protagonisti sono tre giovani relativamente noti: Marisa Allasio, catapultata un paio d’anni fa con storie d’appendice; Maurizio Arena, rivelato felicemente da Tempo di villeggiatura; e quel Renato Salvatori che Emmer aveva messo al fianco della Bosè in Le ragazze di Piazza di Spagna. Il soggetto offre un filo esile esile, pronto a spezzarsi. Ma non si spezza; tra idee garbate e piccole risorse comiche, rimane teso fino alla fine, con quel tanto (o quel poco) di spigliato e di accomodante che si conviene all’argomento: una ragazza non sa decidersi, presa dal fuoco di due giovani e goffi corteggiatori, il tutto nella Roma di Piazza Navona». Fogli di cronaca. Morando Morandini Le notti di Cabiria «La notte» 10-11 ottobre 1957. «Dopo non essere stato premiato a Cannes, dopo esser stato esaminato da cardinali e da censori, dopo le proiezioni quasi private davanti a pubblici di seminaristi, di villici e di signore impellicciate di molte pievi italiche care all’on. Brusisca e agli amici suoi, arriva Le notti di Cabiria, il più bel film italiano dell’anno. Quando lo vedemmo a Cannes per la prima volta ci parve il miglior film di Fellini e, con imprudenza giovanile, lo scrivemmo dicendo che il suo altissimo valore risiedeva, a nostro avviso in un mirabile equilibrio di toni e di temi nel quale i contrastanti motivi della personalità del regista e dei suoi due abituali sceneggiatori (il picarismo magico di Fellini e la sua crudeltà, la tensione mistica di Pinelli e il suo sistematico giansenismo, l’umorismo di Flaiano e il suo distacco di moralista) avevano trovato, più e meglio che nei film precedenti, il punto di fusione». (continua) Aldo Grasso