Varie, 23 gennaio 2007
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Merchiori Gianluca
• Ferrara 2 marzo 1961. Ex segretario provinciale di Rifondazione Comunista, candidato sindaco nel ”95, «[...] si è intascato due milioni di euro truffando decine di persone con la promessa di facili guadagni in Borsa [...] andava in piazza la mattina a manifestare contro l’imperialismo di Bush, mentre il pomeriggio, non essendoci altri comizi in programma, convinceva gli amici a investire i risparmi in un finanziamento dell’esercito americano che avrebbe garantito, nientemeno, il 25% di interessi. E allora? Vogliamo dubitare della coerenza di un rivoluzionario, di un pacifista, di un difensore della classe operaia che gli stessi buggerati definiscono ”compagno tutto d’un pezzo”? E che pezzo di compagno. Capace di rinfacciare a Bertinotti di non essere abbastanza di sinistra. Ma anche di applicare le regole ferree dell’Autocritica, scrivendo (dal Venezuela dell’amato Chavez) una lettera alle vittime dei suoi raggiri: ”Ho fatto uno sbaglio incredibile. Adesso sono in un posto molto caldo, ma vi rimborserò”. Averne, di comunisti così. E ne abbiamo.Non tutti, perchè qualche idealista che razzola come predica lo si trova ancora persino nelle migliori famiglie. Ma molti dei truffati erano del suo partito. Quanto avranno goduto all’idea di servirsi degli strumenti biechi del capitalismo allo scopo di accumulare fondi per la rivoluzione mondiale, una volta pagato il mutuo della station wagon. Sento già sibilare un’obiezione nell’aria: i comunisti non erano diversi? Finché non arrivano nei paraggi del potere e non maneggiano i soldi degli altri, forse. Poi anche loro diventano umani. Pure troppo» (Massimo Gramellini, ”La Stampa” 23/1/2007) • «[...] era un duro e puro. Segretario provinciale di rifondazione, [...] mai una cravatta in vita sua. Candidato a sindaco di Ferrara nel ”95. Però, oggi usano tutti l’imperfetto, gli amici che lo raccontano, come se fosse uno che non c’è più, e magari avranno anche ragione perché per esserci adesso è quasi impossibile. Un suo compagno di partito della sezione di Ferrara dice che ”era uno feroce. Era un tagliatore di teste, durissimo, inflessibile”. Un altro ripete che ”era un compagno tutto d’un pezzo”. Non che lo sembrava: ”lo era”. Per lui la politica era sangue e arena. Come diceva il Padrino, leave the gun, take the cannon, lascia a casa la pistola e prendi il cannone. Poi era capace anche di gesti dal cuore tenero, come le feste che faceva a sorpresa per sua mamma, o le tenerezze per gli amici quando andavano a trovarlo a Vienna. Ma in politica, ”amava la lotta”. Sinistra dura, compagni. Durante la guerra del Kosovo partì con il senatore Fernando Rossi, da Ferrara a Belgrado in macchina, per manifestare solidarietà a Milosevic. E nel ”99, mentre il centrosinistra insediava il sindaco Gaetano Sateriale, lui, appena eletto capogruppo, radunava nel bar della piazza alcuni esponenti dei ds, e quelli di Forza Italia e An per farlo cadere. Lo scoprì Stefano Lolli, del Carlino, lo stesso cronista che ha raccontato oggi quest’ultimo scandalo. Venne fuori un putiferio enorme, ma il Gianluca era fatto così: ”per lui la politica era battaglia”, come raccontano ancora adesso in sezione. Da quando Rifondazione è tornata con Prodi, se n’è andato via: era il 2003. Come faceva uno come lui a stare insieme a quell’ex democristiano. Da allora, s’è divi-so. Una bella moglie a Vienna, dove faceva il broker, e un impiego nel laboratorio dell’istituto tecnico di Ferrara tre giorni alla settimana. Poco alla volta è diventato sempre più broker. ”Chi l’ha detto che i soldi li possono fare solo quelli di destra?”, diceva agli amici. Non c’entra niente, ma sembrano le polemiche sull’opa alla Bnl dell’Unipol. Se il mondo è questo, possiamo peccare anche noi? Alla fine, gli hanno detto di no solo quelli che non avevano manco un baiocco. Persino sua moglie gli ha affidato i suoi risparmi. Garantiva interessi record, dal 2 al 4 per cento al mese: e nei primi tempi li versava effettivamente. Così è più bello peccare. Le somme che gli hanno consegnato sono cresciute in modo esponenziale: c’era chi smobilizzava Bot e Cct di fronte alla prospettiva su cui giurava Merchiori che un’operazione legata all’esercito americano rendesse sino al 10 per cento in tre mesi. E c’è stato chi ha ipotecato e venduto la casa, come quel compagno di partito che alla fine gli ha dato pure la macchina, quel catorcio di station wagon che scatarrava in piazza prima di tornare a Vienna il sabato sera dalla moglie. Da Natale non l’ha più visto nessuno. E Stefano Lolli che era anche un suo amico ha tirato fuori la notizia, visto che venivano tutti a chiedergli che fine aveva fatto il Gianluca, se ne sapeva qualcosa. Poi, uno di quelli è tornato con la lettera in mano: ”Hai visto il compagno Gianluca?”» (Pierangelo Sapegno, ”La Stampa” 23/1/2007).