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 2007  gennaio 22 Lunedì calendario

BALLONE

BALLONE Massimo Pescara 25 aprile 1961. Rapinatore. Scrittore. Arrestato il 27 settembre 2006 • «’L’assalto in banca con la pistola è un rito… come una droga… dà un senso di onnipotenza”, si legge nell’autobiografia che lo ha reso popolare. Eppure, Ballone, la mente della banda Battestini (terrore degli anni ottanta in Abruzzo con rapine e omicidi) aveva convinto tutti, giudici compresi, che era cambiato, ottenendo la semilibertà, dopo aver scontato oltre venti anni di carcere. Tutto ciò, nonostante due rocambolesche evasioni. Probabilmente, grazie anche a quel libro-confessione, dal titolo: Al di sotto del cuore. Pubblicato nel 2002, per le edizioni Tracce, aveva ottenuto un successo nazionale con tanto di premio a Venezia nella cerimonia del San Vidal. Un racconto che colpì, particolarmente, l’attenzione di carcerati e opinionisti, per la sincerità e la crudezza di una vita buttata via come tante, ma poi, apparentemente, recuperata. Ispirato alla vicenda, anche un film del regista Massimo D’Anolfi. A Ballone, mancava solo la tesi per una laurea in materie umanistiche all’Aquila. Era anche molto impegnato nel sociale: da un anno lavorava in una cooperativa che gestiva un parco, frequentato da bimbi. A breve, secondo il suo avvocato, avrebbe potuto usufruire dell’indulto e chiudere definitivamente con il carcere. Invece, il vero colpo di scena, nella storia del bandito-scrittore, è sopraggiunto quando i carabinieri hanno bussato alla sua porta. Una doppia vita è venuta fuori da intercettazioni telefoniche disposte dalla procura della Repubblica di Pescara, a seguito di indagini su efferati assalti a furgoni a portavalori, con tecnica militare. Quelle telefonate hanno fatto crollare il castello di carta buonista, beffardamente costruito dal Ballone, negli ultimi anni. I carabinieri hanno così scoperto che, da tempo, si era aggregato ad una pericolosa banda criminale e prestava consulenza per attacchi a furgoni blindati, a colpi di kalashnikov, uso di materiale incendiario, apertura del caveau dell’auto con potentissime moteseghe» (Giuseppe Caporale, ”la Repubblica” 29/9/2006).