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 2007  gennaio 15 Lunedì calendario

Anno IV - Centocinquantunesisima settimanaDall’8 al 15 gennaio 2007 Iraq L’illusione che in Iraq le pressioni internazionali contro la pena di morte fossero riuscite a far sospendere a tempo indeterminato le impiccagioni è svanita domenica notte: il fratellastro di Saddam - Al Tikriti - e Al Bander, che fu giudice del regime, sono stati impiccati

Anno IV - Centocinquantunesisima settimana
Dall’8 al 15 gennaio 2007

Iraq L’illusione che in Iraq le pressioni internazionali contro la pena di morte fossero riuscite a far sospendere a tempo indeterminato le impiccagioni è svanita domenica notte: il fratellastro di Saddam - Al Tikriti - e Al Bander, che fu giudice del regime, sono stati impiccati. La corda ha tagliato il collo di Al Tikriti e la testa e il corpo del condannato sono piombati al suolo con un gran tonfo, davanti al piccolo, solito pubblico che assiste a queste cerimonie e tenta di fotografarle di nascosto.

Blair Tony Blair, pronunciando un discorso sul ponte della nave HMS Albion, ha detto che il Regno Unito ”deve continuare a combattere delle guerre” perché ”il potere morbido senza quello forte non risolve i problemi del mondo”.

Bush Mercoledì della settimana scorsa, Bush ha deciso di mandare in Iraq altri 21.500 soldati. L’8 e il 9 gennaio, continuando la caccia ai terroristi islamici, aveva fatto bombardare le città di Badmadow, Hayi e Afmadow, in Somalia, episodi che spieghiamo più diffusamente a pagina XY. Le reazioni europee sono state nel complesso negative. Duro in particolare, sulla Somalia, il nostro ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, applaudito per questo dalla sinistra radicale (Rifondazione, Pdci, Verdi). Così domenica scorsa Berlusconi ha potuto qualificare il governo di ”anti-americano” e ”anti-occidentale”, dire che ”strizza l’occhio agli hezbollah” e che per la Casa Bianca siamo ormai ”inaffidabili”. Prodi e D’Alema hanno subito respinto con decisione questo giudizio.

Caserta Il governo e la maggioranza, riuniti a Caserta, hanno stabilito di stanziare 122 miliardi di euro per il Sud (opere pubbliche e infrastrutture) e di non procedere per ora a nessuna riforma di tipo sociale (per esempio le pensioni) senza averla concordata con i sindacati. L’ultimo giorno Prodi aveva preparato un documento di sette cartelle, da dare ai giornalisti, ma gli alleati gli sono saltati addosso sostenendo che era troppo dettagliato. Il premier s’è rassegnato a consegnare alla stampa un comunicato di una pagina e mezza, assai generico. Accantonate anche le liberalizzazioni, per le quali Rutelli ha preteso una ”cabina di regia”: cioè Bersani non potrà più varare provvedimenti improvvisi, come fece l’estate scorsa con tassinari, avvocati e farmacisti: dovrà prima discuterli e concordarli con gli alleati. Lo sconfitto del vertice è certamente Fassino: reclamava una ”fase due” di riforme, o almeno di avvio di riforme, e Prodi non gliel’ha concessa. Molto deluso anche Padoa-Schioppa dalla decisione di non far nulla per alzare l’età pensionabile. Il summit è stato disturbato da Marco Pannella, che ha tenuto acceso il telefonino mentre Prodi parlava, permettendo a Radio radicale di trasmettere per più di un’ora il discorso del premier. Tutti hanno potuto sentire perciò il primo ministro illustrare l’’etica di coalizione” e accusare gli alleati di dare un’immagine di sé troppo rissosa (’Viene da qui il sovrappiù di impopolarità di cui stiamo soffrendo”). Quando lo scherzo è stato scoperto, nessuno ha buttato fuori Pannella dalla stanza. C’è stato solo un piccolo litigio con Di Pietro, che gli urlava ”Reo confesso! Reo confesso!” (e Pannella: ”Smettila di fare il poliziotto”). Il capo radicale ha partecipato al vertice come segretario del partito, con tanto di delega rilasciatagli dal segretario eletto Rita Bernardini, testa di legno più che mai.

Erba Gli assassini di Raffaella Castagna, di sua madre Paola Galli, del suo figlioletto di due anni e mezzo Youssef e della signora Valeria Cherubini sono i due coniugi del piano di sotto, Olindo Romano e Rosi Bazzi, di 45 e 44 anni, netturbino lui e domestica a ore lei, riservati, puliti, privi di figli. Dopo il massacro sono andati a lavarsi in garage, denudandosi su un tappeto in modo da non macchiare né il pavimento né le pareti. Hanno poi avvolto nel tappeto i vestiti intrisi di sangue, hanno messo il fagotto in lavatrice e sono andati a cena sul lago di Como, sperando che questo bastasse come alibi. Erano le otto di sera di lunedì 11 dicembre, in Erba, provincia di Como, via Diaz 25. Nonostante Rosi sia «una colf come nessun’altra», alcune minuscole macchie di sangue le sono però sfuggite. La polizia le ha analizzate e ha scoperto che appartenevano a Mario Frigerio, a cui i due avevano tagliato la gola, ma che aveva ciononostante salvato la pelle. stato Frigerio, quando s’è ripreso dal coma, a fare per primo il nome di Olindo. La polizia ha fermato la coppia lunedì 8 gennaio. Dopo quarantotto ore hanno confessato tutt’e due. Adesso Rosi appare la vera protagonista del massacro. Lei stessa ha sgozzato il piccolo Youssef, colpevole di piangere mentre la nonna veniva finita con un coltellino ficcato per due volte in gola e la mamma giaceva già in terra, ammazzata da dodice pugnalate e un colpo di spranga. I due coniugi non sopportavano l’allegria dei loro vicini, il chiasso che facevano, il bambino ben pasciuto, il marito tunisino. Una famiglia troppo colorata e, a loro giudizio, sporca (nota per chi passa il pezzo: non mettere le virgolette a”sporca”, per favore). La Castagna, che una volta era stata spintonata da Olindo ed era anche finita in terra facendosi male alla schiena, li aveva citati in giudizio e chiedeva danni per cinquemila euro. La causa si sarebbe dovuta discutere il 13 dicembre. Due giorni prima Rosi e il marito hanno chiuso la questione. La signora Cherubini è stata uccisa perché è capitata col marito sul pianerottolo nel momento cruciale. Li ha visti in faccia e riconosciuti. Suo marito si è salvato solo perché ha la trachea naturalmente deformata. La casa del delitto è meta adesso di turisti che affollano via Diaz ”per dare una sbirciatina”.

Petrolio Lunedì 8 gennaio Putin, per dare una lezione ai bielorussi, ha chiuso improvvisamente l’oleodotto di Druzhba, che porta il petrolio all’Europa orientale. Ne è seguita una crisi diplomatica che ha avuto come protagonista assoluta Angela Merkel: la cancelliera, nella sua veste di presidente della Ue, ha detto che l’Unione sovietica era un partner commerciale più affidabile dell’attuale Russia sedicente democratica. Putin, assai imbarazzato, ha messo insieme in tutta fretta una dichiarazione conciliante. La chiusura del rubinetto di Druzhba non ha avuto conseguenze gravi per gli europei. Il petrolio russo copre appena il 20 per cento del fabbisogno e inoltre fa caldo (è il gennaio più caldo dal 1860, secondo i meteorologi) e consumiamo perciò meno energia del solito. Il prezzo del petrolio, da parecchio tempo tranquillo intorno ai 55 euro, non s’è praticamente mosso.

Supertelefonino Steve Jobs, numero uno della Apple, ha presentato la settimana scorsa a San Francisco l’iPhone, un telefonino che sarà anche iPod, fotocamera, computer con possibilità di chattare dal vivo, scaricare musica, film e programmi. Niente stilo: funzionerà a tocco. Prezzo intorno ai 500 dollari, arrivo in Italia in autunno. C’è un unico problema: la Cisco sostiene che il nome ”iPhone” è suo dal 2000.

Zone blu La Cassazione ha stabilito che le multe comminate alle auto illegittimamente in sosta nelle zone blu (quelle riservate ai residenti) sono nulle se nelle vicinanze non è disponibile un parcheggio gratuito. Sentenza dovuto al ricorso di un automobilista di Quartu Sant’Elena (Cagliari) che aveva protestato per una multa sostenendo che l’unico parcheggio gratuito era lontanissimo. Pensarci bene, però, prima di far ricorso: l’esito finale, dipendendo dal come e dal dove dell’eventuale parcheggio gratuito, è in ogni caso incerto.