Filippo Facci, Il Giornale 21/1/2007, 21 gennaio 2007
"Una religione basata su sacrifici umani di massa, che arrivavano a coinvolgere fino a 80 mila vittime per volta, orrendamente massacrate sulle grandi piramidi che servivano da altare: quattro preti afferravano la vittima scaraventandola sulla pietra sacrificale
"Una religione basata su sacrifici umani di massa, che arrivavano a coinvolgere fino a 80 mila vittime per volta, orrendamente massacrate sulle grandi piramidi che servivano da altare: quattro preti afferravano la vittima scaraventandola sulla pietra sacrificale. Quindi, il Gran Sacerdote piantava il coltello sotto il capezzolo sinistro facendosi largo attraverso la cassa toracica, finché, rovistando a mani nude, non riusciva a strappare il cuore ancora pulsante e a metterlo in una coppa per offrirlo agli dèi. Dopodiché i corpi venivano fatti precipitare dalle scalle della piramide. Ad attenderli, al fondo, c’erano altri preti che incidevano ogni corpo sulla schiena, dalla nuca ai talloni, e ne strappavano la pelle in unico pezzo. Il corpo scuoiato era preso da un guerriero che lo portavba a casa e lo faceva a pezzi. I quali erano offerti agli amici, oppure questi erano invitati a casa per festeggiare con le carni della vittima. Le pelli invece, conciate, servivano da abbigliamento alla casta sacerdotale" (da Giorgio Bianco, Vietato parlare!, Leonardo Facco Editore: il brano si riferisce ai riti della religione maya).