Massimo Nava, Corriere della Sera 18/1/2007, pagina 18, 18 gennaio 2007
In Francia la destra ha fatto una gran cagnara riguardo i tre appartamenti di Ségolène Royal e del suo compagno François Hollande
In Francia la destra ha fatto una gran cagnara riguardo i tre appartamenti di Ségolène Royal e del suo compagno François Hollande. Centoventi metri quadri ciascuno, in tutto valgono meno di un milione di euro di patrimonio: uno è alla periferia di Parigi, uno in Provenza e uno nel collegio elettorale di residenza. Le proprietà sono regolarmente dichiarate e le tasse regolarmente pagate, ma un deputato dell’Ump, il partito di Nicolas Sarkozy, ha gridato allo scandalo per il fatto che gli appartamenti della coppia socialista sono intestati a una società immobiliare, il che comporterebbe qualche vantaggio fiscale: eludere l’imposta di solidarietà sulla fortuna (Isf), che in Francia è considerata l’imposta dei ricchi. Un trucco imperdonabile, secondo la destra, dato che proprio Hollande non perde occasione di denunciare ricchezze e minacciare di tassarle. In realtà, la società immobiliare è un sistema legale cui ricorrono le coppie non sposate per facilitare la successione. Ségolène e Hollande hanno inoltre fatto sapere e dimostrato di aver pagato l’Isf per due anni consecutivi. Il segretario socialista ha denunciato il deputato dell’Ump per diffamazione, la candidata all’Eliseo ha detto in tv: «Sono metodi da canaglie». Tuttavia la polemica è riuscita ad amplificare un contrasto politico sulla fiscalità di cui sono stati protagonisti proprio Ségolène e il suo compagno. François Hollande, nei giorni scorsi, aveva anticipato il proposito di aumentare le tasse per i redditi superiori ai 4.000 euro netti mensili, considerando questo reddito una soglia di ricchezza. La candidata all’Eliseo lo aveva di fatto smentito, con la promessa di non introdurre tasse che scoraggino il lavoro.