giornale, 19 gennaio 2007
Maria Dobrida, rumena di anni 55. Badante in una famiglia all’Infernetto, madre di tre figli, sposata col guardiano notturno di un magazzino edile, rumeno pure lui
Maria Dobrida, rumena di anni 55. Badante in una famiglia all’Infernetto, madre di tre figli, sposata col guardiano notturno di un magazzino edile, rumeno pure lui. Alla meno peggio aveva trasformato lo smorzo del magazzino in alloggio e là viveva col marito, martedì notte qualcuno entrò nella casupola, prese la donna a calci e a pugni finché non smise di respirare, poi con l’idea di simulare un suicidio le tagliò le vene dei polsi, sparse ovunque scatole di antidepressivi, diede fuoco in tre punti al magazzino. A dare l’allarme al 112 fu il proprietario dello smorzo, avvertito dal marito della badante in quel momento lontano da Casalpalocco: «Mi ha telefonato mia moglie, ha un tono strano, sta accadendo qualcosa di grave, corra a controllare». Nottata di martedì 16 gennaio nella veranda di un magazzino circondato dalla campagna al civico 2130 di via Cristoforo Colombo, Roma.