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 2007  gennaio 19 Venerdì calendario

MERCALLI

MERCALLI Luca Torino 24 febbraio 1966. Climatologo. Presidente della Società Meteorologica Italiana, dirige la rivista del settore «Nimbus». Suo ultimo libro: I tempi sono maturi. « vero, non ci sono più le stagioni di una volta. Ma non ci sono neanche più i meteorologi di una volta, quelli che si limitavano alle isobare, alla nebbia in Val Padana, alla bora di Trieste. Adesso i meteorologi si atteggiano a guru della pioggia, a ideologi dell’alta pressione, a esegeti delle nubi sparse sul versante tirrenico. Sempre più spesso i meteorologi la buttano in politica, fanno prediche, offrono consigli più che previsioni. Insomma dal clima siamo passati al clima politico. Una volta si diceva: ”Altri contributi di instabilità derivano dalla presenza del sistema pirenaico che concorre a esaltare i sistemi nuvolosi...”. Ora si dice: ”Se non piove è colpa dell’effetto serra”. Il fenomeno della politicizzazione delle previsioni del tempo trova la sua consacrazione nello strepitoso successo di ”Che tempo che fa” di Fabio Fazio. Nata come occasione per occuparsi del tempo di fine settimana, a poco a poco la trasmissione è diventata uno dei talk più ambiti e ossequiati. Così il metereologo Luca Mercalli ha preso coraggio e invece di informarci sui venti deboli o moderati sui quadranti orientali ha cominciato a tenere omelie sul tempo, a diventare un leader anti-Tav, ad ammonire il governo sulle politiche ambientali: più fonti energetiche rinnovabili, meno sprechi, rispetto del protocollo di Kyoto. Certe sere Mercalli pare un invasato, un profeta di sventure. [...] ogni mancata pioggia ha la sua spiegazione politica, ogni alluvione la sua ”sragione” di stato [...] Luca Mercalli è un climatologo che si occupa principalmente di ricerca sulla storia dei ghiacciai delle Alpi occidentali. responsabile dell’Osservatorio Meteorologico del Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, fondato nel 1865. Abita in Val di Susa, si scalda con legna e pannelli solari, coltiva l’orto e ama leggere. Detto così, sembra un personaggio creato da Fruttero & Lucentini. Sta di fatto che con lui le previsioni del tempo non sono più semplici previsioni, sono comizi e quello che pareva solo un frusto sfogo popolaresco, ”piove, governo ladro!” è diventato un programma politico molto ambizioso: ricollegare laicamente i destini del cielo al faticoso cammino della storia quotidiana» (Aldo Grasso, ”Corriere della Sera” 30/4/2007).