Varie, 19 gennaio 2007
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Brambilla Michela
• Vittoria Lecco 26 ottobre 1967. Politico. Famiglia che lavora nell’industria dell’acciaio, si laurea in Lettere e Filosofia all’Università Cattolica di Milano. Imprenditrice, dal 2003 al 2008 è stata presidente degli imprenditori under 40 della Confcommercio. Nel 2006 fonda i Circoli della Libertà, per il «radicamento territoriale» di Forza Italia. Nel 2008 viene eletta alla Camera con il Pdl e nel IV governo Berlusconi è sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Turismo. L’8 maggio 2009 viene nominata ministro del Turismo • «[...] un figlio, una laurea in Lettere e Filosofia alla Cattolica di Milano, una passione per gli animali che, ad ogni intervista, le fa ripetere felice l’elenco: ”Ho 24 gatti, 14 cani, 4 cavalli, 7 capre e due asinelli, l’ultimo dei qua li mi è stato regalato dal direttore di Libero, Vittorio Feltri” [...] nel 2006, candidata alla Camera per Forza Italia, non raggiunge un numero sufficiente di voti [...] testarda, per nulla scoraggiata, e anzi sfoggiando un entusiasmo sorprendente, comincia a fondare i Circoli della Libertà. In sette mesi ne fonda addirittura cinquemila. Ignorando che quest’idea dei circoli era già venuta ad un altro, potente esponente del suo partito: Marcello Dell’Utri. Circoli che, così, si sovrappongono; un poco di stupore, nei ranghi alti; e poi dosi di purissimo nervosismo, quando Silvio Berlusconi lascia intendere che potrebbe essere proprio lei, la sua erede alla guida di Forza Italia. Un’idea che si scioglie al caldo dell’estate 2007: quando il Cavaliere fa retromarcia – una brusca retromarcia – e non sono pochi, tra via dell’Anima e Palazzo Grazioli, a sghignazzare soddisfatti. Ma lei non si perde d’animo. E ribatte anche a coloro che, senza un filo di eleganza, le danno il soprannome di ”rossa salmonata”. ”Credo giochino sul fatto che una delle mie aziende tratta prodotti ittici. Sono invidiosi. Sul mio look, d’altra parte, s’è da tempo aperto una specie di dibattito. Il colore dei capelli, i tacchi...” [...]» (Fabrizio Roncone, ”Corriere della Sera” 9/5/2009) • «Non poteva che diventare ministro. Perchè dove la trovi una più determinata del panzer Michela, rossa come un bolide della Ferrari? Lei si definisce ”pragmatica, idealista e rompiscatole”. A diciotto anni, per esempio, telefonò a Canale 5, da perfetta sconosciuta, e subito dopo è finita inviata ad Abu Dhabi. Questo è il tipetto. Quello di una donna-imprenditrice che, dai e dai, s’è messa alle costole del Cavaliere che ne ha massima stima (’Quando la Brambilla si mette in testa un obiettivo, lo raggiunge al cento per cento”), s’è’ fatta largo fra le gelosie della nomenclatura berlusconiana e col suo piglio manageriale lumbard ha finito per convincere tutti o almeno li ha fatti tacere e masticare amaro. Michela Vittoria Brambilla - la ”trota salmonata”, per via del colore arancione dei suoi capelli - non è solo il simbolo della donna in politica così come piace a Berlusconi ma è l’emblema di una nuova tendenza: il brambillismo. Ovvero, l’arte del potere femminile senza complessi. [...] Prima furono i Circoli della Libertà (rivali di quelli di Dell’Utri) il suo trampolino. Poi Berlusconi ha inventato il Pdl con lei e in qualche maniera per lei o meglio per le persone come lei: giovani e piene d’ambizione, molto telegeniche (le calze autoreggenti di MVB insieme alle sue gambe lunghe e alla grinta delle sue argomentazioni hanno spopolato in video) e estranee ai tinelli della politica-politicante e dal parrucconume della burocrazia di partito. Del resto MVB s’è inventata, da imprenditrice ittica, i salmoni low cost per portare sulla tavola di tutti il cibo dei ricchi. E lo stesso vuole fare con il partito: ”Democrazia dal basso”. Anche uno tosto come Tremonti, sulle prime ma poi cambiò, non prese bene l’irruzione del brambillismo. E nel partito c’era chi supplicava il Cavaliere per ottenere una sorta di ”codice anti-Brambilla” e lui li tranquillizzava: ”Farà anche lei la trafila” Ma intanto voleva sempre MVB in tivvù, la sponsorizzava in tutti i modi, le ha anche finanziato un giornale e un canale satellitare. Fioccavano segretamente le ironie sul Cavaliere, dentro il partitone azzurro, del tipo: una volta i settantenni, per una ragazza, si limitavano a cambiare la macchina, ora invece cambiano i partiti. ”La Brambilla ricordi che la politica è fatta di cultura e di umiltà”, doveva esclamare il coordinatore Sandro Bondi, per placare le ansie dei maggiorenti del suo partito. [...]» (Mario Ajello, ”Il Messaggero” 9/5/2009) • «[...] titolare di aziende di prodotti alimentari, figlia di un industriale di trafilerie. Qualcuno l’ha definita il presidente più sexy d’Italia. Lei è passata dal concorso di Miss Italia alla rappresentanza degli interessi dei commercianti e degli imprenditori del terziario. Tanto per capirci: quelli accusati di evadere l’Iva e di causare l’inflazione. Dice: ”Non conosco commercianti che abbiano conti correnti alle Isole Cayman” [...] Di solito i giovani sono più a sinistra degli anziani. Anche in Confcommercio? ”Le organizzazioni dei giovani si possono permettere di essere un po’ scomode, possono anche pestare qualche piedino. I giovani di Confindustria sono stati spesso utilizzati da qualcuno per togliersi i sassolini dalle scarpe e dire poi: ”Eh, sono un po’ irruenti, però in fondo non hanno tutti i torti”. Poi, ovvio, dipende dal Presidente [...] Ho vissuto in una grande casa stupenda isolata dal mondo, a Calolziocorte, circondata da animali. Ho imparato a camminare attaccandomi a uno schnauzer gigante. Avevamo 14 cani. A nove anni, per Natale, mi hanno regalato una leonessa, Rumba [...] Pianoforte, danza classica, Scala. Suonavo il pianoforte fino alle otto di sera. Poi ho deciso che volevo fare la scrittrice ed ho cominciato a scrivere libricini sugli animali. A 18 anni mi elessero Miss Romagna. Finii nelle finali di Miss Italia [...] A Salsomaggiore c’era Giorgio Medail di Canale 5. Rimasi folgorata dal giornalismo televisivo. Mi attaccai a lui, cominciai a tempestarlo di telefonate, gli ruppi talmente le scatole che alla fine cedette [...] Turni per un anno intero. Poi Dovere di Cronaca con Guglielmo Zucconi e tutti i programmi di esoterismo con Medail [...] Studiavo filosofia, ero alla continua ricerca del significato delle cose. Non potevo che essere attratta dall’esoterismo. Vudù, Condomblé, Makumba. incredibile assistere a un rito Vudù, vedere persone che raggiungono la perdita di coscienza e mettono in bocca carboni ardenti [...] Quando ero piccolina era il periodo dei rapimenti, io giravo sulla macchina blindata con l’autista, non avevo tanti contatti. In provincia le differenze sociali sono molto forti [...] ci tengo ad essere sempre femminile. Non sopporto le ragazzine bellissime piene di anelli al naso e capelli dritti e colorati. Io ho sempre voluto capelli lunghi, scarpe con il tacco, biancheria di pizzo, tailleur con la gonna corta, calze autoreggenti perfette [...] Sono stata la testimonial delle calze Omsa. Poi ho fatto il manichino vivente [...] Le ditte che realizzano biancheria intima cercano ragazze sulle quali costruire i modelli. Io avevo una seconda perfetta. Mi cucivano addosso slip e reggiseno. Una rottura pazzesca. Giorni interi in piedi. Taglia qui, taglia là. E tricchete tricchete… [...] Quasi tutte donne e gay. Nessun interesse per quello che c’era sotto la biancheria [...] Mio padre mi chiese di occuparmi di una piccola società commerciale che era subentrata al Salumaio di Montenapoleone, una specie di gioielleria della gastronomia. L’idea non mi affascinava ma non potevo dirgli di no. Da lì ho cominciato... [...] La coerenza non è il mio mito. L’opportunismo alle volte è sopravvivenza [...] E se poi ti trovi in una situazione dove devi portare a casa un risultato servendoti di un voltagabbana? Alla fine anche il voltagabbana può essere utile [...]”» (Claudio Sabelli Fioretti, ”Corriere della Sera - Magazine” 29/7/2004) • Pupilla di Silvio Berlusconi, dal novembre 2006 guida i Circoli della Libertà: «[...] Dopo l’investitura ufficiale di Montecatini, dove prima di finire ko Berlusconi l’aveva chiamata in causa ben due volte, la tigre di Calolzio, rossa di capelli e grinta ben esibita nei dibattiti televisivi, si è data da fare [...] La rossa Brambilla gira la Penisola su e giù: da Napoli, dove si punta ad aprire un circolo in ogni città della provincia, a Milano, dove si è fatta vedere il giorno della Befana a piazza San Babila in minigonna d’ordinanza mentre raccoglieva firme contro il ticket nei pronti soccorsi. Un attivismo che spaventa i ras locali del partito. ”La dottoressa Brambilla raccoglie le energie della società civile, nessuna concorrenza con Forza Italia”, rassicura il coordinatore forzista Sandro Bondi. [...]» (Marco Damilano, ”L’espresso” 25/1/2007) • «’La mammà col papà/ la nanà col gagà/ sulla vecchia Balilla s’avanza/ la Michela Brambilla in maggioranza...”. Balilla? Un bolide testarossa, casomai. Accordi la chitarra Apicella, schiariscano l’ugola i cantori forzisti. Il Cavaliere ha deciso, si cambia musica: all’Italia moderata ”occorre un nuovo scatto come nel 1994” (intervista al Giornale e al suo vicedirettore che pure lui – toh! – si chiama Michele Brambilla) e se non vuole avanzare al passo della famiglia Brambilla in vacanza, quella della vecchia canzone, è a una Brambilla dei nostri tempi che deve lasciare la guida. Nel caso specifico a Michela Vittoria B., [...] una passione per tacchi alti e tubini stretti, presidentessa dei giovani di Confcommercio e organizzatrice dei Circoli della libertà, vistosa signora dei talk-show che un’invidiosetta vulgata soprannomina la Rossa Salmonata per via di quella meravigliosa chioma alla Milva e d’un certo successo imprenditoriale nel settore del pesce confezionato. C’è una corrente da risalire, un polo da scongelare. ”Gli azzurri ricominciano da una rossa”, certifica il Secolo d’’talia, quotidiano di An: ”Una che sta sulle scatole a quella sinistra che vorrebbe le donne in politica brutte, malvestite e e possibilmente dall’aria dimessa”. [...] La sciùra Brambilla si presenta da tosta che lavora sodo. ”Non trascuro nulla”: le trafilerie dell’acciaio di famiglia e gli allevamenti di salmone, gli ambulatori odontoiatrici del compagno (’direi fidanzato, e comunque non siamo un Pacs: prima o poi ci sposiamo”) e ”Il Salumaio” di via Montenapo che papà le affidò, la Lega per i diritti del cane e lo zoo di trovatelli, alani e gatti, cavalli e capre, perfino un asino che le ha regalato Vittorio Feltri (’salvato dal pentolone d’una festa dell’Unità!”) e ora rivive felice a Calolziocorte, lago di Lecco, nei 10mila metri di parco Brambilla. ”Dormo meno di tre ore, rispondo ogni notte di persona a chiunque mi scriva. [...]”. Chi non la supporta, la sopporta appena. A sinistra: ”Malgrado le cure, i suoi 40 anni li porta tutti”, ha scritto perfida l’Unità, ironizzando sui suoi gazebo anti-ticket in San Babila, a raccogliere firme ”prima d’involarsi sulla sua Mercedes coupé grigio metallizzata, parcheggiata in divieto di sosta”. Ma che mal di pancia, anche in Forza Italia. Marcello Dell’Utri, per esempio. O la portavoce Elisabetta Gardini, afona di fronte a una ”bella, colta, ricca” leader ( Secolo dixit) che vent’anni fa stava già sulle reti Fininvest con Bonolis e intervistava Eros Ramazzotti al Festivalbar, trovandosi in scena con Corrado Guzzanti (’ma non ho mai avuto il piacere di conoscerlo”) e presentando reportage sulle notti di San Francisco (’ma sono stata anche a seguire Desert Storm”), una che sfoggia laurea in filosofia e tiene rubriche su Libero (’Saracinesche”) o sulla Provincia di Lecco (’Cani, gatti & Co.”), una che a 13 anni era animalista (’sfilavo contro le signore in pelliccia, le bloccavo per strada e gridavo: ” vestita di cadaveri, si vergogni!’”) e nella sua azienda, la ”Sal Seafood”, anestetizza i salmoni prima di stecchirli. Una volta, era la pupilla di Sergio Billé. Oggi, è un’altra miliardaria a guidare il partito d’un miliardario: ”Sono una che vive bene del suo. E a differenza degli altri politici, non ho chi mi paga la pagnotta. Sono libera, dico e faccio quel che voglio. Lo ammetto: non dover accontentare nessuno, è il mio lusso”. Sarà mica un’altra presidentessa operaia? ”Il presidente è uno solo: io sono un’ape operaia”» (Francesco Battistini, ”Corriere della Sera” 25/1/2007).