Alberto Flores dཿArcais, la Repubblica 16/1/2007, 16 gennaio 2007
Entro il 2007, tra l’estate e l’autunno - annuncia in prima pagina il Washington Post -, sarà eseguito in un ospedale di Manhattan, il primo trapianto di utero, intervento che d’ora in poi consentirà la gravidanza a pazienti sterili a causa di malattie, incidenti o malformazioni
Entro il 2007, tra l’estate e l’autunno - annuncia in prima pagina il Washington Post -, sarà eseguito in un ospedale di Manhattan, il primo trapianto di utero, intervento che d’ora in poi consentirà la gravidanza a pazienti sterili a causa di malattie, incidenti o malformazioni. Eseguito l´impianto del nuovo utero sulla prima paziente, e decorsi tre mesi per verificare la funzionalità dell´organo, i medici trasferiranno nel ventre un embrione creato in provetta e alla fine della gravidanza procederanno al parto cesareo. Subito dopo l’utero sarà rimosso per ridurre il periodo di sottoposizione della paziente ai medicinali anti – rigetto. Il ginecologo-oncologo dell’ospedale di Manhattan Giuseppe Del Priore ha già iniziato la selezione delle possibili candidate (tra i 40 e i 50 anni), e rassicura di aver verificato la fattibilità dell’operazione con test su cavie animali. Le critiche più aspre sono venute dai bioetici, tra cui Lori Andrews, del Kent College di Chicago: "Questo non è un intervento necessario per la vita delle pazienti, non si tratta di un trapianto di reni: senza un utero una donna può avere una vita sana, può adottare, può persino avere un proprio figlio biologico con una madre surrogata". La procedura era già stata tentata nel 2002 in Arabia Saudita su una donna di 26 anni a cui era stato rimosso l´utero per una emorragia durante la gravidanza precedente (donatrice, una signora di 46 anni, con utero sano ma ovaie compromesse). A tre mesi dall´operazione la giovane ha rigettato l´organo, ma gli specialisti hanno giudicato l´intervento un successo dal punto di vista tecnico.