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 2007  gennaio 11 Giovedì calendario

Ho messo la seconda. Vanity Fair 11 gennaio 2007. ”Per anni, sotto la camicia, mi sono fasciata il seno”

Ho messo la seconda. Vanity Fair 11 gennaio 2007. ”Per anni, sotto la camicia, mi sono fasciata il seno”. Come scusi? ’Si, con la pellicola trasparente. Ha presente quella che si usa in cucina?”. A parlare è Gaia De Laurentiis, 36 anni. Per molto tempo di lei si è vista solo la faccia. Era l’epoca del programma Tv Target (dal ”93 al ”98, seguito da Ciro, il figlio di Target) e lei era la conduttrice: il viso bianco di cipria, il caschetto biondo e immobile, il sorriso perfetto, inquadrati in primissimo piano. L’immagine era quella di una creatura virtuale, quasi asessuata. Ma, sotto, un corpo c’era. E non c’entrava niente con la parte di sopra che lei mostrava. Era un fisico in carne, prosperoso: il suo seno stava a stento in una quinta misura. Lei lo odiava e ogni giorno lo nascondeva fasciandosi stretta, fino a sembrare piatta. Sono passati quasi dieci anni e la De Laurentiis è molto cambiata. madre di due figli (Sebastiano, 10 anni, e Agnese di 3), avuti da due uomini diversi, non fa più la conduttrice televisiva ma l’attrice (in primavera la vedremo su Canale 5 nella fiction Io e mamma con Stefania e Amanda Sandrelli, e a teatro nello spettacolo Buonanotte mamma, che debutta il 30 gennaio a Roma). Soprattutto, non ha più la quinta di reggiseno. Che taglia porta oggi? «Seconda, grazie». Come è avvenuta la metamorfosi? «L’anno scorso mi sono fatta ridurre il seno, dal chirurgo». Se davvero ha passato anni a nasconderlo, viene da chiedersi perché non si sia decisa prima. «Avevo un po’ di paura e poi avevo orrore delle protesi. Per fortuna sono riuscita a evitarle. La verità è che ho sempre avuto un rapporto conflittuale con il mio corpo; infatti, quando mi hanno presa per Target, ero felicissima che tutte le riprese fossero in primo piano. Dai 16 ai 24 anni avevo una decina di chili di troppo, il seno, poi, era assolutamente sproporzionato alla mia struttura, sembravo gobba. Il mio sogno era di essere piatta, un maschiaccio». Il successo di Target non è servito a darle sicurezza? «Al contrario, al massimo della mia popolarità televisiva ha corrisposto il mio periodo di maggiore crisi personale. Avevo lasciato un fidanzato storico con cui stavo da otto anni, forse volevo smetterla di sentirmi protetta, forse ero solo masochista. Comunque, a un certo punto, ho smesso di mangiare... Sono arrivata a pesare 47 chili. In pratica, ero anoressica». Come ne è uscita? «Mi sono fatta aiutare da un analista. Il rapporto con il mio corpo è migliorato con la nascita di mio figlio Sebastiano: il fatto che crescesse grazie al mio latte mi ha fatto capire che quelle tette a qualcosa servivano. Oggi con il cibo ho un buon rapporto ma, se dovessi avere dei problemi, so che quello sarebbe il primo campanello di allarme. Questa malattia può diventare un alleato se hai lavorato bene su te stessa: ti avvisa di quando stai male». Ha avuto Sebastiano dal produttore cinematografico Fernando Ghia (scomparso l’anno scorso, ndr), un uomo più grande di lei di 35 anni. Non sono troppi? «Sì, lo sono. Oggi posso dirle che non è sano che in una coppia ci sia così tanta differenza di età. Anche un uomo che accetta un rapporto simile ha dei problemi, troppo facile dire carne giovane». Perché? Che tipo di rapporto era il vostro? «Un rapporto padre e figlia, ben poco sessuale; per una che odiava il proprio corpo, l’ideale. All’epoca in un uomo cercavo soprattutto affetto e protezione». Come vi siete conosciuti? «A una cena dove mi trascinò mia madre. Facevo Target da un anno e mezzo e, in quel periodo, ero talmente insicura che non uscivo quasi di casa. Ghia a fine serata mi lasciò il suo numero di telefono; sapeva che avevo fatto teatro (la De Laurentiis è diplomata alla scuola del Piccolo di Strehler, ndr) e la scusa per abbordarmi era che avremmo potuto parlare di lavoro».  stato lui, quindi, a prendere l’iniziativa? «Sì, ma io ero molto infatuata. Lui era bello, affascinante, il classico single incallito pieno di donne che non voleva legami. A un certo punto del nostro rapporto, fece una retromarcia incredibile. E in me naturalmente è scattata la sindrome dell’’io ti salverò”. L’ho conquistato fingendomi la donna indipendente che non ero. Mi ricordo che mi diceva sempre: ”Sappi che se tu mi ami dieci, io ti amo cinque”. E io: ”Ok, non c’è problema”. Oggi gli rimprovero di non avermi lasciata». Il figlio l’avete cercato? «No, è capitato. E io sarei stata pronta ad abortire per non creargli complicazioni. Quando gli ho detto che ero incinta, mi chiese di raggiungerlo a Londra per discuterne. Stavo già pensando: ”Oddio, non voglio abortire in inglese”, ma lui evitò l’argomento per giorni. Dopo una settimana, mi disse: ”Senti, ci ho riflettuto molto, teniamolo e non parliamone più”. La verità è che non ne avevamo mai parlato». La nascita di un figlio ha migliorato il vostro rapporto? «Lui ha subito adorato il bambino, ma non era fatto per la famiglia. Pensi che nella casa in cui vivevamo non c’era neanche la cucina; per mesi, anche con il neonato, siamo andati, pranzo e cena, al ristorante». Però siete rimasti insieme per tre anni. «Sì, ma da subito ci siamo separati in casa: io vivevo al piano di sopra, lui di sotto. Ciascuno di noi aveva le sue storie, ma l’idea che non tornasse a casa la sera mi terrorizzava». Quando sono cambiate le cose? «Sette anni fa, quando ho conosciuto Maurizio (Catalani, regista televisivo, ndr), mio marito. Io e lui siamo completamente diversi, ma ha i valori solidi e le tradizioni familiari che a casa mia sono sempre mancate». Perché? Com’era la sua famiglia? «I miei genitori non hanno mai vissuto insieme. Mia madre era una donna bellissima, una musicista, che ha sempre avuto molto successo con gli uomini e ne ha cambiati parecchi. Avrebbe voluto che fossi come lei, in carriera, senza legami stabili; quando a 26 anni mi ha visto incinta e accasata, so bene di averla delusa». Suo figlio Sebastiano, invece, come ha vissuto il fatto di avere un padre così anziano? «Un giorno l’ho sentito dire ai suoi compagni che era il nonno, forse si è vergognato. A parte quell’episodio, amava suo padre. Ghia è stato per anni malato di tumore e, su consiglio della psicologa, a Sebastiano ho sempre raccontato la verità, anche quando l’anno scorso si è aggravato ed era in fin di vita. Lui è un bambino molto sensibile e adulto; mi ha solo detto: ”Ok, ma se muore quando sono a scuola, vienimi a prendere”. E così è andata». Tre anni fa è nata la sua seconda figlia, Agnese. Come si vive con una famiglia allargata? «Non è facile. Si può dire quello che si vuole, ma la verità è che i figli vogliono vedere i genitori insieme e soffrono nelle separazioni». Parlando della sua vita professionale, invece, ha rimpianti? Dopo un esordio di successo come quello di Target, è praticamente sparita dalla Tv. «Purtroppo gran parte delle mie energie sono state assorbite dai problemi personali. L’unico rimpianto che ho è quello di aver lasciato Ciro, il figlio di Target, nel ”99, per seguire in Rai Gregorio Paolini; facemmo Su e giù, un programma che non è mai decollato. Se fossi rimasta a Italia 1, sono sicura che sarei finita a condurre le Iene». Invece è tornata a recitare. Che ruolo avrà nella fiction Io e mamma? «Sono un magistrato, la migliore amica di Amanda Sandrelli, che qui fa la figlia della sua vera madre, Stefania. Recitare, soprattutto all’inizio, ha ostacolato la mia carriera di conduttrice perché ha creato un po’ di confusione sulla mia identità professionale. Infatti, a parte la parentesi di Changing Rooms, due anni fa, non ho ricevuto molte offerte. Ma non mi lamento. La popolarità non mi ha mai interessato. E anche Target, in fondo, per me era solo un gioco». Sara Faillaci